SALVATORE, UCCISO A 14 ANNI DALL’INCURIA: MA PER LUI NIENTE PAGINE, LINK E APPELLATIVI DA EROE

Data ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2014

SABATO SCORSO GLI SONO CADUTI IN TESTA DEI CALCINACCI. PARE CHE SIA RIUSCITO A SPINGERE GLI AMICI ACCORTOSI DEL PERICOLO
Salvatore Giordano non ce la fatta. Si è spento ieri dopo quattro giorni passati a combattere tra la vita e la morte all’Ospedale Loreto Mare di Napoli. Già martedì veniva dato “clinicamente morto”. Lui, di Marano, di soli 14 anni, stava passeggiando come tanti in un pomeriggio di sabato sotto la bella, ma ormai degradata, Galleria Umberto di Napoli. Stupendo monumento barocco realizzato tra il Teatro San Carlo e la centralissima Via Toledo nel 1890, per rivalutare una zona degradata qual’era diventato il quartiere Santa Brigida; ma oggi abbandonato nell’incuria più totale. Ad ucciderlo dei calcinacci crollati dalla facciata dirimpettaia al teatro. Ora la Procura ha aperto un’inchiesta. Su Facebook per lui nessun link o pagina dedicata. E neanche alcun appellativo da “Eroe”, attribuito invece al tifoso del Napoli Ciro Esposito. Ma forse in questa città se non muori dentro o fuori uno Stadio per la tua squadra non meriti tale onore. Eppure, pare che anche Salvatore abbia salvato delle vite, spingendo gli amici accortosi del pericolo derivante dai calcinacci…

DA ACCERTARE LE RESPONSABILITA’– La Procura di Napoli ha aperto come detto un’inchiesta per accertare le responsabilità e la competenza della manutenzione del cornicione crollato. Occorre capire, cioè, se la competenza sia dei privati che nell’edificio hanno uffici, oppure del pubblico, del Comune o della Sovrintendenza. Perché non è ancora chiaro, e su questo toccherà agli inquirenti far luce, di chi sia la proprietà di quel pezzo di cornicione crollato. E’ già in corso un rimbalzo di responsabilità.
Nei prossimi giorni i magistrati valuteranno la possibilità di affidare una perizia che chiarisca le cause del distacco dei calcinacci. Ieri la Procura di Napoli ha chiesto ai carabinieri di acquisire presso le redazioni giornalistiche fotografie e filmati relativi al crollo di calcinacci.
Un primo evidente crollo vi è stato lo scorso febbraio, altri a maggio. Gli ultimi importanti lavori di restauro risalgono al 2010 e i tecnici non ritennero necessario intervenire dove oggi è avvenuto il crollo. Speriamo che la Magistratura accerti le responsabilità, per quello che è un autentico omicidio colposo.

(Fonte: Rai3)

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