Salt Bae, chi è davvero: tra prezzi esorbitanti e pesanti accuse

Salt Bae, chi è davvero: tra prezzi esorbitanti e pesanti accuse

In molti lo hanno conosciuto in occasione dei festeggiamenti della nazionale argentina per la vittoria dell’ultimo mondiale in Qatar. Quando, a mo’ di Paolo Villaggio e Massimo Boldi in Scuola di Ladri, si è intrufolato e ha preso tra le mani la Coppa del Mondo. Sebbene, a differenza dei protagonisti della pellicola comica, lui lo abbia fatto solo per farsi ulteriore pubblicità. Parliamo dello chef Salt Bae.

Ma chi è Salt Bae? Quanto costa mangiare in un ristorante di Salt Bae? Cerchiamo di scoprire di più su questo fenomeno dei Social e del suo lato oscuro.

Chi è Salt Bae?

Come riporta SkyTg24, all’anagrafe Nusret Gökçe è nato il 9 agosto 1983 a Erzurum, città della Turchia Orientale. Lascia presto la scuola per dare una mano economica alla famiglia, diventando così apprendista macellaio nella capitale turca Istanbul.

A partire dal 2007 inizia a viaggiare all’estero, al fine di fare nuove esperienze culinarie. Si reca in particolare in Argentina e negli Stati Uniti, dove lavora in modo gratuito in ristoranti locali come cuoco e ristoratore. Nel 2010 ritorna ad Istanbul e lì apre il suo primo ristorante. Quattro anni dopo lancia la sua prima catena di steak house extralusso: Nusr-Et. Mentre la prima sede estera, nonché seconda filiale in assoluto, è a Dubai. Diventata capitale mediorientale del lusso e dello sfarzo.

Via via apre altre sedi, soprattutto in Medio Oriente e negli Usa, arrivando a quota 22 locali tra Abu Dhabi, Doha, Las Vegas, Gedda, Londra, Mykonos, Miami, New York e Los Angeles.

Tuttavia, la fama internazionale arriva il 7 gennaio 2017 grazie ad un video dal titolo “Ottoman Steak”, pubblicato sul profilo Twitter ufficiale del proprio ristorante. La particolarità del video sta nel fatto che, oltre ad affettare pezzi di carne con una certa maestria, spolverava il sale su di essi con la punta delle dita sull’avambraccio. Per poi farlo cadere sul piatto. Un gesto diventato il suo marchio di fabbrica.

Inutile dire che quel video ha scatenato una serie di meme ma lo ha consacrato al grande pubblico. Da allora nei suoi ristoranti sono accorsi tanti Vip: Al Pacino, David Beckham, Leo Messi, Naomi Campbell, Neymar, Andrea Bocelli, Roberto Mancini e Cesc Fabregas. Giusto per citarne qualcuno.

Il succitato gesto nel corso dei festeggiamenti dell’Argentina in Qatar è stato un ulteriore passo per farsi conoscere in mondovisione.

Quanto costa mangiare in un ristorante di Salt Bae?

La sua fama ha fatto irrimediabilmente alzare alle stelle i prezzi nei suoi ristoranti. Infatti, mangiare in un ristorante di Salt Bae costa anche più di 2000 euro per una porzione di carne. A cui bisogna aggiungere eventuali altre portate e il coperto. Una volta è stato pubblicato uno scontrino da 161mila euro nel ristorante di Abu Dhabi.

Nel suo ristorante di New York, i clienti possono pagare 300 dollari per un “Golden Burger”.

Dove si trovano i ristoranti di Salt Bae?

Come detto, al momento della scrittura, i ristoranti della catena Nusr-Et si trovano a:

  • Abu Dhabi
  • Doha
  • Las Vegas
  • Gedda
  • Londra
  • Mykonos
  • Miami
  • New York
  • Los Angeles

Quanto guadagna Salt Bae?

Come facilmente intuibile, lo chef turco vanta una vita lussuosa. Ama le auto di lusso e i motoscafi. Una delle sue vetture preferite è la Rolls Royce Cullinan. Ostenta tutta la sua ricchezza sul proprio profilo Instagram, che viaggia verso i 52 milioni di followers.

Il suo ristorante a Londra da solo ha registrato incassi per 9,2 milioni di dollari nei primi tre mesi dall’apertura. Il suo patrimonio stimato si aggira, secondo le ultime stime, intorno ai 70 milioni di euro.

Le accuse degli ex dipendenti e il suo presunto ‘lato oscuro’

Ma, forse, anche nel suo caso non è tutto oro quello che luccica. Come riporta Il Messaggero, infatti, nell’agosto 2021 cinque ex griller al Nusr-Et New York hanno intentato una causa contro il suo«stile manageriale aggressivo», giacché spesso avrebbe imprecato contro i dipendenti e li incolpava degli errori dei loro colleghi.

Un ex barista del ristorante Gökçe di Mykonos ha paragonato il suo capo a un dittatore. Un altro, l’ex barista della steakhouse londinese, ha paragonato il suo ambiente agli “Hunger Games“, dicendo che i membri dello staff non sapevano mai se sarebbero stati licenziati prima della fine del loro turno.

Ed ancora, 2 ex dipendenti dei ristoranti a Mykonos e Dubai hanno detto di averlo visto chiedere massaggi a un impiegato del ristorante. Diverse donne hanno raccontato del clima di terrore nel quale vivevano e di come fossero costrette ad indossare abiti succinti ed alcune hanno denunciato di essere state licenziate per essersi opposte a ciò.

Ma non solo mobbing. Molti ex dipendenti parlano di lusso nei ristoranti come una farsa: dalle uniformi ai tovaglioli, si tratterebbe di materiale dozzinale.

Infine, alcuni dipendenti hanno parlato di aver pagato delle pesanti multe sui propri stipendi per dei banali errori. Un food runner, sempre a Dubai, per aver accidentalmente consegnato un sacchetto di bistecca avanzata al tavolo sbagliato, si è visto detrarre dal proprio stipendio 500 dirham. Ovvero circa 140 dollari. La stessa persona ha raccontato che un suo collega cameriere ha dovuto restituire dallo stipendio 3.000 dirham perché i clienti del tavolo che aveva servito se n’erano andati senza pagare, quasi 820 dollari.

E’ giusto restare col beneficio del dubbio, perché magari in taluni casi si tratta di persone licenziate giustamente magari in cerca di notorietà. Ma, in generale, non sarebbe la prima volta che tali personaggi, ricchi sfondati, si rivelino poi degli schiavisti, sfruttatori e violatori di diritti fondamentali.

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