Salone del libro, la sinistra fa valere la sua prepotenza culturale

Salone del libro, la sinistra fa valere la sua prepotenza culturale

Anche quest’anno si tiene a Torino la kermesse culturale del Salone Internazionale del Libro. Giunto alla sua 32ma edizione. Si svolgerà dal 9 al 13 maggio presso Lingotto Fiere. Vi sono esposti molti libri e si tengono vari dibattiti culturali.

Solitamente, il Salone internazionale del libro non fa troppo rumore a livello mass-mediatico. Diciamo anche purtroppo, perché questo è il destino che accompagna gli eventi culturali in Italia. Quest’anno però, è finito agli onori delle cronache grazie al personaggio politico del momento: il Ministro degli interni Matteo Salvini. Il quale sta spaccando l’Italia quasi un due, tra chi lo sostiene e ne è entusiasmato, e chi lo critica tacciandolo di fascismo e populismo.

Infatti, al Salone del libro avrebbe dovuto esserci anche il testo Io sono Matteo Salvini, scritto da Chiara Giannini ed edito Altaforte. Casa editrice vicino a Casapound. La quale, dopo essere stata invitata, è stata radiata dall’evento in seguito alle aspre polemiche sulla sua presenza. L’editore di Altaforte, Francesco Polacchi, ha annunciato che si muoverà legalmente contro il Salone del Libro, ed eventualmente contro Regione e Comune, per questa decisione.

L’antifascismo, che è risorto da quando Salvini è diventato Ministro, si sta muovendo con grande veemenza. Anche in questo evento. Infatti, non mancano dibattiti sul Ventennio e sul populismo, ai quali sarà presente gente come Roberto Saviano e Michela Murgia. Che sembrano avere il primato della cultura italiana.

Ma è la cultura di sinistra ad essere sempre stata così. Diciamo dal ‘68. Ha conquistato università e scuole, facendo valere la propria prepotenza. Non certo la propria superiorità. Perchè di essa si tratta. Di giornalisti e scrittori di destra (intendendo per essi non solo quelli che abbracciarono il fascismo, ma anche i Liberal) molto validi, e sicuramente molto più superiori di tanti di sinistra, ce ne sono. Ma hanno avuto quasi tutti un ruolo secondario, praticamente censurato.

Tornando al Salone del libro di Torino, in passato ha ospitato terroristi di estrema sinistra, suscitando l’indignazione dei parenti delle vittime. Inoltre, sono anche presenti libri che parlano di Fascismo, ma evidentemente pubblicati da case editrici tollerate.

Vediamo sia l’uno che l’altro [sta_anchor id=”torino”]aspetto[/sta_anchor].

Quando il Salone del libro ospitò terroristi rossi

renato curcio

Come riporta ANDKronos, oltre 20 anni fa, nel 1994, la kermesse finì nel mirino dei familiari delle vittime del terrorismo per la presentazione del libro dell’ex capo delle Brigate Rosse Renato Curcio ‘La mappa perduta’, volume sugli anni di piombo.

L’attacco arrivò all’epoca dall’allora presidente dell’Associazione nazionale vittime del terrorismo e dell’eversione Maurizio Puddu che accusò il volume di ‘apologia di terrorismo’ e che poi presentò anche una denuncia in procura nei confronti dell’ex brigatista. Curcio dal canto suo replicò alle dichiarazioni di Puddu con un secco ”ognuno è libero di esprimere le proprie valutazioni”.

Dodici anni dopo, nel 2006, è stata la volta della brigatista rossa Adriana Faranda che sempre tra le polemiche portò al Salone il suo ‘Il volo della farfalla’. Anche in quell’occasione ci furono diverse contestazioni. Roberto Ravello per Alleanza Nazionale Torino, Maurizio Marrone di Azione Giovani e Augusta Montaruli per Azione Universitaria organizzarono una protesta silenziosa sottolineando di ritenere

“vergognoso che gli enti locali finanzino la passerella di una persona che ha giocato un ruolo importantissimo negli anni più bui della storia della Repubblica Italiana”.

“E’ offensivo – dissero – nei confronti della memoria dei caduti sotto il piombo brigatista, oltre che lesivo della dignità delle famiglie delle vittime degli anni di piombo”.

La sua presenza al Lingotto fece infuriare anche i parenti di Aldo Moro, Carlo Alberto Dalla Chiesa e Ferdinando Imposimato che scrissero una lettera all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Salone del libro, libri che parlano di Fascismo

Torino Fiera libro foto

Sempre ADNKronos riporta come, se da un lato ci sono stand con affisso un cartello che recita ‘editoria antifascista’, o altri come Laterza che invitano i visitatori a scrivere in 20 parole ‘Chi è fascista?’, gironzolando tra i vari stand non mancano in bella mostra libri che raccontano, con accezioni diverse, gli anni del Ventennio. E il caso di Bompiani che ha ricoperto un intero lato dello stand con ‘M Il figlio del secolo’ romanzo di Antonio Scurati dedicato alla figura di Benito Mussolini, candidato al premio Strega 2019.

E ancora, lo stand del gruppo editoriale Mauri Spagnol dove sotto il cartello giallo con la scritta in rosso e nero ‘Contro la disinformazione ‘ si possono trovare i volumi di Francesco Filippi ‘Mussolini ha fatto anche cose buone’ edito da Bollati Boringhieri, ‘Fascismo un avvertimento’ di Madeleine Albright per Chiarelettere. Così come, nello stand Mondadori pubblicato per Le Scie, si trova ‘Fascismo Anno Zero’ di Mimmo Franzinelli.

Sulla parete dello stand di Carocci Editore, tra gli altri volumi, si nota ‘Mussolini Il primo fascista’ di Hans Woller mentre Einaudi, in una vetrina dello stand espone accanto al ‘Partigiano Johnny’ di Fenoglio e ‘ La barzelletta ebraica’ di Devorah Baum, il volume di Michela Murgia ‘Istruzioni per diventare fascista’.

Infine, tra gli appuntamenti in calendario nei cinque giorni di kermesse, il Salone propone domani pomeriggio un incontro dal titolo ‘Che cosa è il fascismo’, in cui diversi autori, Filippi, Murgia, Franzinelli, e Claudio Vercelli, moderati da David Bidussa, curatore di ‘Me ne frego di Benito Mussolini’, si confronteranno sull’interrogativo ‘Il fascismo è un fenomeno storico o un’ideologia che trascende la storia è anche la geografia politica europea?’.

Scrittori e giornalisti di destra messi ai margini

Sono tanti i giornalisti, poeti, filosofi e scrittori di destra (non per forza ascrivibili al fascismo, ma anche Liberal) censurati nella cultura italiana. Pensiamo, giusto per citare qualche nome, a Leo Longanesi, Ennio Flaiano, Augusto Del Noce, Giuseppe Prezzolini Giovanni Volpe, Giovanni Ansaldo, Giovanni Papini, Indro Montanelli, Marcello Veneziani, Massimo Fini, Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Gabriele D’Annunzio.

E poi ci sono gli artisti, come Sigfrido Bartolini ed Ardegno Soffii.

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Pubblicato da Luca Scialò

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2 Risposte a “Salone del libro, la sinistra fa valere la sua prepotenza culturale”

  1. Non sembra che uno come Montanelli sia stato un giornalista emarginato.
    Poi se proprio vuoi fare paragoni cominciamo a elencare tutti i giornalisti, scrittori, filosofi e poeti perseguitati, bastonati e uccisi durante il fascismo solamente perchè la pensavano diversamente.

    1. Stranamente, Montanelli ha iniziato a piacere ai più quando si è dato all’anti-berlusconismo. Visto che fu costretto a lasciare Il giornale che aveva fondato con la discesa in campo del suo editore.
      Fammi pure l’elenco di queste persone uccise dal fascismo italiano. Certo, non c’era libertà di espressione.

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