Russia esce dal Consiglio d’Europa: perché è una brutta notizia

Russia esce dal Consiglio d’Europa: perché è una brutta notizia

Le lancette della Storia stanno tornando indietro. Come se quel muro abbattuto nel 1989 si stia lentamente ricomponendo, nel miglior effetto Rewind di una scena che vogliamo rivedere. Anche se non è questo il caso. La Russia è infatti uscita dal Consiglio d’Europa.

Ad onor del vero, Mosca non faceva più parte dell’istituzione con sede a Strasburgo già da marzo, all’indomani dell’invasione dell’Ucraina iniziata il 24 febbraio. Ma soltanto ieri il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il decreto che ufficializza il richiamo del rappresentante del Cremlino in seno al consiglio.

Una scelta politicamente rilevante: la Russia è sempre più lontana dall’Europa. E’ come se tutti i progressi fatti dal 1990 in poi, con una accelerata durante gli “anni zero” anche grazie all’intercessione di Silvio Berlusconi (descritta qui), siano andati al vento. Il che non è una buona notizia per la Pace.

Consiglio d’Europa cos’è

Come spiega Il Giornale, il Consiglio d’Europa non è un ente organico all’Unione Europea. E’ nato ufficialmente nel 1949 con il trattato di Londra. Il suo obiettivo è quello di promuovere la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Europa. Dunque, non è un organo legislativo o giuridico, ma soprattutto formale, dove i paesi siglano la propria unione d’intenti.

Fino al 1990, i Paesi del Vecchio Continente a prendere posto nel Consiglio erano unicamente quelli del blocco occidentale. Il primo paese post-sovietico ad entrarci fu l’Ungheria. Mentre la Russia vi faceva parte dal 1996.

Cosa significa uscita Russia dal Consiglio d’Europa

In realtà, non è stata la Russia a voler andar via ma l’Europa a cacciarla. Infatti, il 25 febbraio, giorno successivo all’inizio della guerra, è stata avviata la procedura per l’applicazione dell’articolo 8 dello statuto del consiglio. La norma cioè in cui si valuta l’espulsione di un Paese membro.

Si è arrivati così al 15 marzo, giorno in cui nella riunione dell’assemblea parlamentare è stato votato all’unanimità un documento con il quale la federazione russa non è stata più ritenuta idonea a rimanere nel Consiglio.

Ora l’uscita è ufficiale e, come detto, segna un passo indietro rispetto al processo lento e tortuoso di riavvicinamento dei russi al resto d’Europa. Se è vero che la mossa decisiva l’hanno fatta loro invadendo l’Ucraina, è sempre doveroso ricordare perché si è arrivati a tanto.

Saranno contenti gli americani, che stanno lavorando affinché l’Europa sia politicamente ed economicamente debole, dunque più facile da colonizzare. Per far fronte alla minaccia indo-cinese incalzante.

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