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Nazionale, trionfo Mancini: ma per il Mondiale preoccupano quei troppi precedenti

Italia sul tetto d’Europa, almeno calcisticamente. Magra consolazione, si dirà, per come poi veniamo trattati dal resto del continente europeo. Ma tant’è. In periodi di magra e di disperazione, ci si aggrappa anche alle cose futili. Ed il calcio è sempre occasione di emozioni, nel bene e nel male.

Ero certo che la Nazionale di Roberto Mancini avesse vinto l’Europeo. Un gruppo coeso, affiatato, tanti giovani con voglia di fare. Lontanissima da quella di Ventura, palesemente chiamato come ripiego e gestore di un gruppo svogliato.

La Nazionale di Roberto Mancini ha anche riavvicinato il pubblico, da tempo disamorato degli azzurri. Diciamolo pure, da quel mondiale vinto in Germania nel 2006. Da me poco gradito per la questione Calciopoli.

Mancini come CT della Nazionale mi ha comunque sorpreso, sia per i suoi trascorsi con la maglia azzurra, alquanto sottotono anche per la sua scarsa disciplina tecnica e caratteriale, sia perché come tecnico non mi ha mai davvero convinto.

Ora occhi puntati sullo strano Mondiale che si terrà in Qatar a dicembre.

Ma ci sono dei precedenti troppo frequenti che fanno parte della carriera del “Mancio” che fanno preoccupare non poco.

Nazionale di Mancini: il tecnico ha sempre finito male le sue esperienze

roberto mancini carriera
Foto di Roger Goraczniak

Se è vero che la carriera di Mancini come allenatore è stata suggellata da molti trofei vinti (soprattutto coppe nazionali), è anche vero che, dopo una stagione positiva, ha finito per lasciarsi male con i club. Non aprendo mai un ciclo.

Fiorentina

Esordì come allenatore con la Fiorentina, nella stagione 2000-01, pur non avendo il patentino e ottenendo una deroga. Vinse subito una Coppa Italia, ma l’anno seguente, con una squadra pesantemente rimaneggiata per i problemi finanziari, si dimise dopo 17 partite perché accusato dai tifosi di scarso impegno.

Lazio

L’anno seguente tornò alla Lazio dopo essere stato il vice di Sven Goran Eriksson. La stagione fu buona, avendo chiuso quarto nel campionato e essendo arrivato in semifinale di Coppa Italia e Champions. Malgrado i problemi finanziari dovuti allo scandalo Cirio di Cragnotti.

L’anno dopo (2003-2004) vinse la Coppa Italia, la sua seconda da allenatore. Finendo sesto in campionato. Lasciò il club per approdare all’Inter.

Inter

Coi nerazzurri fu la più lunga permanenza: le prime due stagioni furono praticamente uguali, con la vittoria della Coppa Italia, classificandosi terza e uscendo ai quarti in Champions. Sebbene alla seconda stagione vincerà anche una Supercoppa italiana. Tuttavia, lo scudetto della stagione 2005-06 fu assegnato a tavolino per le vicende di Calciopoli.

Il dopo Calciopoli favorì pesantemente l’Inter e tra il 2006 e il 2008 vinse due scudetti e la Supercoppa italiana.

Il 29 maggio 2008 l’allenatore marchigiano venne però esonerato dal presidente Moratti, poiché nel l’11 marzo precedente, dopo l’eliminazione dalla Champions per mano del Liverpool, disse in conferenza stampa: «Non so se tra due mesi sarò ancora qui». Il contratto, lungo fino al 2012, fu sciolto il 30 ottobre 2009, col Mancio che percepì 8 milioni di euro di liquidazione.

Manchester city

Nel dicembre dello stesso anno approda al Manchester city, chiudendo il campionato al quinto posto. La stagione 2010-11 vinse la FA Cup, portando un trionfo nell’altra sponda di Manchester dopo 35 anni. Ma Mancini beneficò di uno strepitoso calciomercato (tra cui Mario Balotelli, col quale avrà un rapporto fatto di alti e bassi).

La stagione successiva vinse la Premier League, battendo all’ultima giornata il QPR per 3-2, ribaltando nei minuti di recupero il risultato. Il 12 agosto vinse il terzo e ultimo trofeo della sua esperienza inglese, battendo il Chelsea per 3-2 nella finale di Community Shield disputata al Villa Park di Birmingham.

Il 13 maggio 2013, due giorni dopo aver perso la finale di FA Cup contro il Wigan (0-1), venne sollevato dall’incarico di allenatore del Manchester City a causa dei risultati deludenti della stagione 2012-2013. Tuttavia, Mancini ha avviato il Manchester city al ruolo di protagonista che ha assunto oggi in Europa.

Galatasaray

Il 30 settembre 2013 venne ingaggiato dal club turco del Galatasaray, ed in quella stagione batté anche la Juventus di Conte agli ottavi di Champions, venendo poi eliminato ai quarti dal Chelsea di Mourinho. Riuscì a conquistare la Coppa di Turchia, e finì secondo in campionato. Ma dopo l’unica stagione si dimise.

Inter

Nelle due stagioni successive torna all’Inter, che aveva esonerato Mazzarri. Ma questa volta senza vincere titoli e trovando non poche difficoltà in campionato. Era una Serie A molto diversa da quella che aveva lasciato anni prima, con la Juventus tornata a comandare e un Napoli più protagonista. Ad agosto 2016 diede le dimissioni, in contrasto con la nuova proprietà di Thohir. Gli successe Frank De Boer, esonerato a sua volta poco dopo.

Zenit

Nel giugno 2017 approda allo Zenit, ma la stagione fu deludente, chiudendo quinto in campionato e uscendo dalle coppe presto.

Poi l’arrivo in Nazionale. Il resto è storia d’oggi.

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

2 Risposte a “Nazionale, trionfo Mancini: ma per il Mondiale preoccupano quei troppi precedenti”

  1. Sicuramente è un personaggio contrassegnato da molte luci ed ombre, ma è anche una persona vera, sincera e molto diretta. Può piacere come può non piacere, come succede alle persone che spesso son se stesse senza cercare di aggraziarsi giornalisti o tifosi con lisciatine o dichiarazioni amichevoli. Nel bene e nel male, come tutti noi. Detto questo bravo lui che ci ha portato una bella soddisfazione quest’anno…

  2. Mancini, ma chi credi di essere. Sei solo un pallone gonfiato. Il vero eroe à chi sgobba tutto il giorno per un tozzo di pane.

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