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Regionali 2020, Salvini voleva prendersi il Sud ma sta perdendo pure il Nord

Chi ha vinto le Regionali 2020? Difficile da dirsi, visto che, leggendo o ascoltando i candidati, non ha perso nessuno. Ognuno ci trova il bicchiere mezzo pieno, parlando di buon risultato.

E’ finita 3 a 3, come ci si immaginava. Anche se nelle ultime settimane Toscana e Puglia erano apparse dal risultato elettorale meno scontato. In Veneto è stato un plebiscito per Luca Zaia, il quale supera il 76%. Bene anche Giovanni Toti in Liguria, con il 56%. Passano al centrodestra pure le Marche, dove governava il centrosinistra da un quarto di secolo. Qui Domenico Acquaroli ha sfiorato il 50%.

Il centrosinistra regge in Toscana, dove Eugenio Giani prende il 49 percento delle preferenze. Stessa sorte per Michele Emiliano in Puglia. Plebiscito invece per Vincenzo De Luca in Campania, il quale sfiora il 70 percento.

In Valle d’Aosta al momento della scrittura lo spoglio è ancora in corso. Ma la Lega è nettamente davanti con il 26% dei voti, seguita ben distanziata da Union valdotaine con il 18%. Qui il sistema è ben diverso, dato che è un proporzionale e il Governatore viene scelto dal consiglio regionale che va a formarsi.

I Cinquestelle escono invece malconci e marginali in tutte le regioni. Ma sorridono per la netta vittoria del Sì al referendum per il taglio dei parlamentari: circa il 70%. Confermando la seria difficoltà di imporsi a livello amministrativo.

Il dato più interessante è comunque quello di Matteo Salvini. Che sembra ormai sempre più lontano dai vecchi fasti. Ecco com’è andata Regione per .

Regionali 2020: Lega male ovunque, anche in Veneto

salvini regionali 2020 risultati

Partiamo proprio dal suo Veneto. Come riporta Il Fatto quotidiano, se è vero che a stravincere, come visto, è stato il candidato leghista Luca Zaia, è anche vero che ad andare benissimo è stata la sua Lista. Dato che ha preso il 50%, mentre la Lega circa il 15.

Luca Zaia è stato premiato, oltre che per il buon governo di questi 5 anni, anche per come ha gestito l’emergenza Covid-19 nella seconda regione colpita. In modo molto diverso dal vicino Attilio Fontana in Lombardia. Ma è anche una spina nel fianco per il leader Salvini, in quanto non ha mai digerito, come altri colonnelli del partito, la “nazionalizzazione” del Carroccio.

A ciò aggiungiamoci pure il fatto che al Referendum, altri leader leghisti non si sono espressi chiaramente per il Sì come fatto da Salvini. Il quale non ha voluto evidentemente perdere il treno anti-casta.

Restando al Nord, la Lega non ha sfondato neppure in Liguria. Ha infatti registrato un 16%, tre punti dietro al Pd e ben 8 rispetto a Cambiamo, la lista di Toti. Anch’egli premiato per il buon governo di questo quinquennio e per la rapidità per la realizzazione del nuovo ponte al posto del Morandi. E pensare che solo un anno fa, alle europee, la Lega aveva preso il 34%.

Scendendo un po’ più giù e cambiando costa, il governatore Francesco Acquaroli è di Fratelli d’Italia. Partito che prende il 19, mentre la Lega ha solo 3 punti in più. Piazzandosi seconda, visto che il Pd è al 24%. Qui la Lega è crollata parecchio in un anno, dato che alle scorse europee aveva preso il 38%.

E’ mancata, come già accaduto in Emilia Romagna ad inizio anno, la spallata in Toscana. Dove la sua candidata Ceccardi, salviniana doc, si è fermata al 40%. La Lega, che alle europee 2019 aveva preso il 31%, si attesta a dieci punti in meno.

Ma la vera debacle è al Sud, dove Salvini cerca di sfondare da 6 anni. Qui ha preso “solo” il 6 percento, mentre nel 2019 era al 19%. Testa a testa col Pd. Salvini si è speso molto poco per Stefano Caldoro, che non lo ha mai entusiasmato. Stesso comportamento del partito della Meloni. Di fatto Caldoro si è fermato al 20%.

In Puglia, il Carroccio si è fermato all’8%, battuto nettamente da Fdi, al 13,3, e testa a testa con Forza Italia, al 9. Alle europee aveva preso il 25% dei consensi.

Certo, il boom delle europee della Lega del 2019, il 34% nazionale, va anche inquadrato come volontà di molti italiani di poter avere una voce più grossa a Bruxelles. E il voto amministrativo è ben altra cosa.

Inoltre, la Lega fino a qualche anno fa, quando il nome presentava ancora il suffisso Nord, al Sud era quasi inesistente. Dunque, il lavoro di Salvini è ancora evidente.

Tuttavia, il dato in Veneto e quello in Liguria, fanno capire che il suo sforzo di prendersi il Sud, gli sta portando come effetto controproducente, quello di stare perdendo proprio il suo Nord. Nella Lega non mancano i malumori, e di questo passo, qualcuno potrebbe chiedere un Congresso anticipato.

Inoltre, in queste regionali 2020 al sud hanno fatto pagare all’ex Ministro degli interni la sua battaglia al Reddito di cittadinanza e il suo aver staccato la spina al Governo Conte I.

A sorridere è invece Giorgia Meloni, beneficiaria quasi esclusiva della emorragia di voti del Carroccio al centro-sud.

Regionali 2020, Renzi quasi sparito

renzi regionali 2020

Se Matteo Salvini piange, o quasi, l’altro famoso Matteo, Renzi, non sorride di certo. Anzi, probabilmente, lui si che piange. Italia viva, infatti, dovrebbe chiamarsi Italia morta.

Partendo dalla Toscana, come riporta sempre Il Fatto quotidiano, dove Renzi sperava di fare la voce grossa, alla fine il suo candidato ha sì 8 punti in più rispetto alla seconda classificata, ma Italia viva ha toccato a fatica il 4,5 per cento dei consensi (2 seggi).

Quindi, Giani ha beneficiato soprattutto ancora dello spirito rosso che aleggia in regione. Ma per quanto ancora questo tesoretto durerà? (fermo restando che il centrosinistra in Toscana governa bene da sempre).

Non va meglio, anzi, in Puglia. Nella terra della ministra renziana Teresa Bellanova, il candidato Iv Ivan Scalfarotto, a lungo additato come traditore che avrebbe rischiato di far perdere Michele Emiliano, si avvia verso un drammatico 1,7% dei consensi.

L’unica regione che fa un po’ sorridere l’ex Premier e Sindaco di Firenze è la Campania. Dove Italia viva supera il 6%. Qui però pure si era parlato di una possibile candidatura indipendente, proponendo il Re Sole di Nusco: Ciriaco De Mita.

In Veneto, invece, la candidata di Italia viva Daniela Sbrollini non è arrivata neanche all’un percento (0,6%). Marginale anche la presenza in Liguria e Marche. Dove si attesta su 2 e 3 percento rispettivamente.

La carriera politica di Matteo Renzi può dirsi conclusa? Può darsi. L’aver voluto bruciare le tappe tra il 2014 e il 2016, ha finito per bruciare lui.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

2 Risposte a “Regionali 2020, Salvini voleva prendersi il Sud ma sta perdendo pure il Nord”

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