Reddito di cittadinanza: a chi sarà tolto ed entro quando

Reddito di cittadinanza: a chi sarà tolto ed entro quando

A chi sarà tolto il Reddito di cittadinanza? Entro quando il reddito di cittadinanza sarà soppresso?

Il Reddito di cittadinanza è stato una bandiera del Movimento cinque stelle. A beneficiarne sono circa 2,5 milioni di italiani ed è risultato provvidenziale in questi anni molto critici tra Pandemia e speculazioni innescate dal conflitto in Ucraina.

Con l’arrivo al Governo della Meloni, però, molti percettori si chiedono intimoriti chi non potrà più riceverlo ed entro quando arriveranno le temute novità.

Sulle pecche del reddito di cittadinanza si è detto già tanto – su tutte, il fatto che non incentivi al lavoro e che abbia prodotto figure inutili come i Navigator – e su di esse che si è basata a tamburo battente la campagna elettorale di Fratelli d’Italia e della Lega. Ma anche quella di Giuseppe Conte, che ha ottenuto proprio grazie al Rdc un lusinghiero 15 percento.

Ma ora che il centrodestra ha vinto nettamente e ha la maggioranza adeguata per fare le modifiche che vuole, un cambio di rotta appare inevitabile. Ancora di più se si consideri che Renzi darà il suo sostegno alla sua soppressione (voleva addirittura indire un referendum per tale scopo).

Vediamo dunque a chi sarà tolto il Reddito di cittadinanza ed entro quando il reddito di cittadinanza sarà soppresso.

Reddito di cittadinanza a chi sarà tolto

Come spiega SkyTg24, l’intenzione del Governo Meloni è di destinare il Rdc ai soggetti che effettivamente sono fragili e non in condizioni di lavorare. Quindi diversamente abili e pensionati minimi.

Matteo Salvini – che all’epoca approvò il provvedimento per poi farci la guerra – propone di toglierlo a quei 900mila percettori che sono in condizioni di lavorare e che già lo percepiscono da diciotto mesi. L’intento del Leader del Carroccio è quello di destinare i fondi risparmiati alla proroga di Quota 102. Sebbene si stia anche pensando a Quota 103 (l’abbiamo spiegata qui).

Stando ai dati dell’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro (ANPA) sui beneficiari del reddito di cittadinanza, i sostegni indirizzati ai servizi per il lavoro sono 919.916. Da essi occorre sottrarre le 173mila persone (18,8%) che risultano già occupate e le 86mila (9,4%) esonerate, escluse o rinviate ai servizi sociali.

Restano quindi 660mila (il 71,8%) percettori tenuti alla sottoscrizione del patto per il lavoro, che dovrebbero subire la tagliola.

In questo modo, il Rdc verrebbe rafforzato per quanti lo meritano davvero, ossia disabili, anziani, persone espulse dal mondo del lavoro senza possibilità di accedervi. Per lo si parla di un “assegno di solidarietà” più corposo dell’attuale.

Per quanti verrebbero privati del reddito sarebbero invece utilizzate le risorse del Fondo sociale europeo, spese per piani di formazione, durante i quali sarà previsto però anche un sussidio.

Il costo annuale del reddito di cittadinanza è di 9 miliardi totali, che verrebbe così dimezzato. Tuttavia, tra le principali critiche di questa cesoia troviamo il fatto che non tiene realmente conto della reale possibilità che hanno i percettori a cui sarebbe soppresso di trovare un lavoro.

Per tale scopo si pensa di potenziare le agenzie del lavoro private, che avranno il compito di fungere da ponte tra questi soggetti e il mercato del lavoro. Ciò che non è riuscito ai Centri per l’impiego. Del resto, la storia ci insegna che i vari incentivi dati alle aziende per assumere, spesso non hanno portato ai risultati sperati. Con benefici minimi sull’occupazione.

Quando sarà eliminato il Reddito di cittadinanza

Difficilmente, comunque, la trasformazione del Reddito di cittadinanza arriverà entro la fine di quest’anno, visto che la legge di Bilancio sarà dedicata principalmente all’emergenza energetica. Invece, potrebbe arrivare nei primi mesi del 2023.

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