Morte Raisi, non si esclude attentato interno o mano straniera

Morte Raisi, non si esclude attentato interno o mano straniera

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi e il ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian sono morti in un incidente che ha coinvolto l’elicottero su cui viaggiavano.

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi e il ministro degli Esteri di Teheran Hossein Amir-Abdollahian sono morti in un incidente che ha coinvolto l’elicottero su cui viaggiavano.

Oltre a loro, però, presenti sull’elicottero vi erano molte altre figure istituzionali, quali: il governatore della provincia dell’Azerbaijan orientale Malek Rahmati; il leader della preghiera di Tabriz del venerdì Mohammadali Al-Hashem; un generale e un membro dei Guardiani della rivoluzione.

Come è morto il presidente iraniano Raisi

Come ricostruisce IlSole24Ore, l’elicottero precipitato faceva parte di una pattuglia di tre velivoli ed è caduto alle 13.30 (ore locali). Le condizioni meteo erano pessime. Raisi era stato al confine con l’Azerbaijan per inaugurare la diga di Qiz-Qalasi, un progetto congiunto (video), in una località montuosa molto ostile.

E proprio il meteo sembra il primo indiziato, visto che in quella zona particolarmente montuosa, i venti sono piuttosto ostili. Inoltre, occorre ricordare che l’elicottero su cui viaggiavano era il modello Bell 212, di fabbricazione americana e che il settore aereo iraniano è considerato tra i meno sicuri del mondo in quanto il Paese è sottoposto a sanzioni e le società che lo gestiscono hanno enormi difficoltà a reperire le parti di ricambio.

Quindi, si tratta di un elicottero vetusto, che ha trovato facilmente difficoltà in quelle condizioni avverse.

Il presidente iraniano è stato ucciso?

Ovviamente, non bisogna mai escludere l’ipotesi omicidio. Anche perché la presenza concomitante del ministro degli esteri e di altre figure prima citate, ha reso l’occasione troppo ghiotta.

Si potrebbe ipotizzare l’ipotesi interna, visto che da un paio di anni ormai l’opposizione al regime religioso che governa il paese dal 1979 si è fatta quanto mai veemente da 45 anni a questa parte. Nota è soprattutto la coraggiosa protesta delle donne, particolarmente vessate negli ultimi anni e umiliate da una politica che le vuole ai margini della società. Proteste che sono costate la vita a tante di loro.

Un’immagine plastica di ciò è data dai festeggiamenti neanche troppo velati di una parte della popolazione, considerata peraltro la netta maggioranza.

Ovviamente, non occorre escludere neanche la “mano straniera“, visto che l’Iran è da anni nel mirino americano e che il contrasto con Israele si è particolarmente acuito di recente. La morte di Raisi potrebbe aprire le porte a nuove elezioni e alla speranza occidentale che al governo ci vada una persona più moderata e aperta al dialogo.

Come per esempio è stato il predecessore di Raisi, Hassan Rouhani, rappresentante di una corrente riformatrice e moderata. E col quale l’Italia ha tessuto ottimi rapporti politici e commerciali.

Questo attentato potrebbe comunque complicare i rapporti occidente-medioriente, con l’Iran che potrebbe approfittarne per aizzare una nuova guerra Santa islamica. Le premesse già ci sono tutte, visto quanto accade a Gaza.

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