Raidue e la maledizione del 2%: Ilaria D’Amico ultima vittima

Raidue e la maledizione del 2%: Ilaria D’Amico ultima vittima

Raidue è sempre stata la rete un po’ sfigata della Rai. Fondata il 1962 inizialmente come “Secondo canale” soprattutto per destinarci serie tv, film di secondo livello e programmi di intrattenimento più commerciali e frivoli. Contenuti insomma che non possono finire sulla prima rete, che deve mantenere una certa qualità, né sulla terza, destinata ad un target più culturale e approfondito.

Spesso Raidue è stata anche l’isola su cui far approdare amanti o raccomandati con poco talento da sistemare per volere di questo o quel potente di turno. Ma questo è un altro discorso.

Certo, non mancano rubriche e Tg, come talk show di approfondimento. Tuttavia, da anni ormai si è imposta una certa “maledizione del 2 percento” sui programmi da cui ci si aspetta di più. Ultima vittima di questa maledizione dell’audience anche Ilaria D’Amico, nota conduttrice sportiva approdata sulla seconda rete dell’emittente pubblica con “Che c’è di nuovo“, il cui esordio è stato disastroso.

Che c’è di nuovo su Raidue parte male

Come riporta Libero, Che c’è di nuovo della D’Amico, andato in onda con la prima puntata ieri giovedì 27 ottobre, è un talk show che approfondisce argomenti di politica e attualità. Cercando un punto di vista diverso.

Peccato che la concorrenza quel giorno in prima serata sia agguerritissima sullo stesso target: basti pensare che su Rete 4 vada in Dritto e Rovescio di Paolo Del Debbio, mentre su La7 PiazzaPulita di Corrado Formigli. Programmi collaudati e di lungo corso.

E di fatti, la debacle non si è fatta attendere: un magrissimo 2,2%, pari a 349mila telespettatori. Dunque, neanche l’effetto sorpresa e curiosità ha aiutato la D’Amico. E se le statistiche ci dicono qualcosa, in futuro le cose non possono che andare peggio, visto che in genere un programma tende a calare alla distanza se non piace subito, diciamolo anche nella prima mezz’ora di trasmissione. Ormai ci sono così tanti canali, oltre alla distrazione del web, che il pubblico ti boccia in fretta.

E quei pochi che avevano iniziato a vedere la trasmissione, soprattutto perché stimano la brava Ilaria, magari già dalla seconda puntata non si sintonizzeranno affatto. Almeno che non vorranno darle una seconda chance, del resto si può sempre correggere il tiro.

Molto meglio la concorrenza: Dritto e Rovescio su Rete 4 ha fatto il 7,2% di ascolti, pari a 1.031.000 telespettatori. Formigli su La7 con PiazzaPulita il 5,9%, pari a 838.000 telespettatori.

Inoltre, che C’è di nuovo della D’Amico è stata pure superata da Nove, dove veniva trasmesso Only fun – Comico show. Che ha portato a casa un lusinghiero (considerando il canale e l’argomento) 2,8% e 506.000 telespettatori.

Aggiungiamoci pure che su RaiUno il giovedì sta andando in onda la serie Vincenzo Maliconico avvocato di insuccesso, con Massimiliano Gallo, la quale sta riscontrando un ottimo successo.

Che c’è di nuovo di cosa parla

Il titolo in realtà non è proprio azzeccatissimo, visto che il programma della D’Amico tratta argomenti già abbondantemente affrontati nel corso di tutta la settimana.

Come spiega Io Donna, il programma è stato ideato da Alessandro Sortino (ex delle Iene, andato via dal programma accusandolo di censura) e si propone di dare spazio non soltanto all’argomento principe, che tiene banco in tv, sui giornali e sui social, ma anche ai temi minori. Ilaria D’Amico intervista gli ospiti che si avvicendano in studio.

In ogni puntata il racconto dell’attualità è smorzato da monologhi brevi di gente comune che offre la propria testimonianza, nonché interviste e reportage. Questi contenuti vengono sottoposti all’attenzione di una giuria, composta da quattro ospiti fissi, incaricata di discutere e giudicare i temi di puntata. Quasi come si trattasse di un talent show. La giuria è composta da Francesco Giubilei, Gerardo Greco, Valentina Petrini e Stefano Zurlo.

Tra gli argomenti della prima serata, inevitabilmente la guerra in Ucraina e il primo governo guidato da una donna.

Tuttavia, il format – molto simile ai due succitati programmi della concorrenza, con l’aggiunta di una sorta di talent – non sembra aver attratto più di tanto. Probabilmente, occorrerà dirottarlo in un altro giorno, come il lunedì o il venerdì. Inoltre, manca lo scontro tra le parti, che in fondo aggiunge sale e verve ai talk. Oltre che share.

Raidue e la maledizione del 2 percento

Tornando alla maledizione del 2 percento, sono ormai diversi anni che la seconda rete di Mamma Rai non riesce a sfondare in prima serata. Diversi format e talk non hanno ottenuto i risultati sperati: si pensi a Kronos, Popolo Sovrano, Seconda Linea e Anni 20. Tutti format che nonostante la qualità stentavano a raggiungere il 2 per cento.

Male sta andando anche a Elisa Isoardi, che è tornata in Rai ma su Raidue con un programma di domenica alle 14: Vorrei dirti che. Dove la bella conduttrice cuneese va in giro per l’Italia in cerca di storie e persone che vogliono riavvicinare qualcuno proponendogli un piatto.

Una sorta di Stranamore, dove però al posto del furgone c’è una ricetta. La Isoardi ha dunque cercato di riprendere laddove aveva lasciato: con un programma di cucina, che andava in onda su Raiuno al posto della Clerici poi tornata in grande stile.

Anche per lei però ascolti disastrosi, sebbene la fascia oraria non sia facile tra attenzione rivolta verso il calcio, La Annunziata su Raitre e, soprattutto, Mara Venier con Domenica In.

Male anche altri programmi nuovi: BellaMa’, Nei tuoi panni, Una scatola al giorno. Forse Raidue deve essere destinata solo a serie e film, possibilmente di maggiore spessore.

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Pubblicato da Luca Scialò

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