QUEI TURISTI AVVENTURIERI PER I QUALI LO STATO E’ COSTRETTO A IMPEGNARSI

Data ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2012

I CASI DI CLAUDIO COLANGELO E PAOLO BOSUSCO SONO SOLO GLI ULTIMI DI UNA LUNGA SERIE DI PERSONE CHE PARTONO ALL’AVVENTURA IN AREE DEL MONDO SCONSIGLIATE
Dalle foreste dell’India, allo Yemen oppure nei deserti africani frequentati solo da tagliagole, non sono mancate frotte di turisti italiani finiti nei guai per i quali la Farnesina è costretta ad impegnarsi faticosamente per poterli liberare. Ultimi casi quelli di Claudio Colangelo e Paolo Bosusco, finiti nelle mani dei maoisti in una foresta indiana con l’ultimo che, al ritorno, si è concesso pure una battutina: «Sono stati 28 giorni di vacanza pagata». Poi ha fatto marcia indietro sostenendo che «era dura» e spiegando di aver perso 10 chili. Alle Invasioni Barbariche di venerdì scorso ha perfino detto: “Il comandante dei maoisti ha mille sfaccettature, è molto umano ed è stato attento alle nostre esigenze ma è anche implacabile. Per certi aspetti lo ammiro”. Lo ammira così tanto che gli ha anche allungato qualche suggerimento sulla strategia da attuare: “Mi ha fatto piangere il racconto di uno dei rapitori, la cui sorella è stata presa, incarcerata e violentata dalla polizia. Quando l’ho saputo, ho detto al comandante che se era vero avremmo dovuto aspettare che fosse liberata prima di liberare me”.

Forse per i turisti in cerca di avventura o per gli ostaggi più imbecilli bisognerebbe almeno presentare il conto una volta tornati a casa. Pochi lo sanno, ma dal 2011 esiste una norma che lo prevede…

RIMBORSO TOTALE O PARZIALE – Si tratta del comma 5 dell’articolo 50 del codice del turismo. «In ogni caso, il Ministero degli affari esteri può chiedere agli interessati il rimborso, totale o parziale, delle spese sostenute per il soccorso e il rimpatrio delle persone che, all’estero, si siano esposte deliberatamente, salvi giustificati motivi correlati all’esercizio di attività professionali, a rischi che avrebbero potuto conoscere con l’uso della normale diligenza», recita il decreto legge nr. 79 del 23 maggio 2011. Non risulta che sia stato ancora applicato. Lo stesso ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha parlato ieri, riferendosi a Bosusco e Colangelo, il compagno di viaggio liberato prima, come di «una vicenda rischiosa e molto complessa che in queste settimane ci ha visto impegnati a tutti i livelli e senza sosta». A Bosusco, da nove anni in India come accompagnatore di turisti, non occorreva leggere le avvertenze sul sito «Viaggiare sicuri» per sapere che l’entroterra dell’Orissa era pericoloso.
Ad altre latitudini, come nell’Africa subsahariana dove non abbiamo ambasciate ed antenne dei servizi dappertutto, costa ancora di più in termini di missioni e lavorio dietro le quinte salvare gli ostaggi.
I RECIDIVI – Poi ci sono i casi dei recidivi, come i turisti italiani rapiti in Niger, che una volta liberati tornarono a prendersi le automobili lasciando allibito l’ambasciatore che li aveva tirati fuori dai guai. Da tempo chi lavora in prima linea sui sequestri sostiene «che non si deve dare tutto per scontato. Quando qualcuno va a cercarsela perché fa parte di una Ong un po’ garibaldina, oppure per uno svago avventuroso bisognerebbe chiedersi perché deve pagare sempre Pantalone».
Come non bastassero i tanti guai che già abbiamo, ci si mettono pure questi turisti fai-da-te da andare a liberare o gli operatori turistici in aree sconsigliate per la loro pericolosità.
(Fonte: Il Giornale)

0 Risposte a “QUEI TURISTI AVVENTURIERI PER I QUALI LO STATO E’ COSTRETTO A IMPEGNARSI”

  1. io distinguerei tra turisti e operatori umanitari: ho lavorato per la Ong cui appartiene Rossella Urru e conosco la sua serietà e l'impegno dei suoi collaboratori, il qualunquismo del Giornale come al solito mi fa incavolare! per loro probabilmente anche EMERGENCY dovrebbe levare le tende dall'Afghanistan e chissenfrega dei malati e dei feriti (anche per colpa di armi italiane) basta che stiamo bene noi, no?..Però ammetto che i turisti imprudenti faidate cominciano a darmi un po' sui nervi, anche perché il Ministero appunto stila una lista di paesi a rischio..un piccolo rimborso almeno simbolico glielo chiederei ciao

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