Putin stravince le elezioni, golpe Ue non riuscito

putin cavallo

Data ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2018

Vladimir Putin si appresta a svolgere il suo quarto mandato come Presidente della Russia. Finendo così per minacciare perfino il primato di Stalin, che ha avuto in mano le redini dell’Urss dal 1924 al 1953. L’incarico da Presidente in Russia dura ben sei anni e per assicurarsi di restare sempre al potere, Putin ha alternato lo scranno con il suo delfino Dmitrij Medvedev nel 2008. Il prossimo mandato dovrebbe arrivare nel 2024, quando avrà 72 anni. Di recente, era circolata una voce sul fatto che fosse malato e che si sarebbe ritirato. Ma è ancora lì. A dispetto delle speranze di Ue e Nato.

La vittoria è stata pure più schiacciante del previsto. Dato che ha superato il 70% dei voti, traguardo fissato come obiettivo per legittimare al massimo la sua rielezione. Putin ha vinto con il 76,6% delle preferenze. Ovvero, 56 milioni di russi hanno votato per lui. Gli altri candidati sono stati spazzati via: al secondo posto è arrivato il comunista Pavel Grudinin, con il 13,4% dei voti, seguito dal nazionalista e populista di destra Vladimir Zhirinovsky, con il 6,3%. Quarta la giornalista Ksenia Sobchak con l’1,4%, mentre sono rimasti sotto l’1% Grigory Yavlinsky, Sergei Baburin, Maxim Suraikin e Boris Titov.

Nella passata elezione del 2012, la vittoria era stata meno schiacciante, avendo conseguito il 63,6% delle preferenze. Un calo rispetto al 2004 quando i voti furono il 71% e nel 2000 il 53%. Più deludente l’affluenza alle urne, che Putin pure avrebbe voluto al 70%. Ferma invece com’è al 67,49%. Non sono mancate accuse di brogli, ma la delusione per Ue e Nato è stata tanta. Avrebbero voluto ovviamente una sconfitta, o, quanto meno, un ridimensionamento di Putin.

Vittoria Putin, accuse di brogli

putin malato

Come riporta Il Fatto quotidiano, non sono mancate le accuse di brogli. “Sono le elezioni più sporche nel territorio dell’ex Unione Sovietica: purtroppo ha avuto ragione Alexei Navalny”, è il commento di Grudinin, il primo degli sconfitti. Navalny, che aveva fatto appello per il boicottaggio del voto e la cui organizzazione aveva inviato 33mila osservatori nei seggi, ha denunciato irregolarità e brogli, soprattutto a Mosca e dintorni, a San Pietroburgo e in Baschiria. L’ong Golos, specializzata nel monitoraggio elettorale e che elenca le presunte frodi sul suo sito web, alle 19 italiane aveva conteggiato 2.709 casi di irregolarità tra cui urne riempite di schede fasulle, voti multipli o impedimento del lavoro degli osservatori.

Navalny ha poi twittato, nella sua prima reazione ai risultati: “Mi ero promesso di non arrabbiarmi e di non alzare la voce. Beh, ritenterò il prossimo anno”.

Tra le varie denunce ci sono state anche casi di polli, buoni sconto e biglietti per concerti promessi a chi avesse votato, di elettori portati ai seggi a bordo di pullman, di cifre di affluenza gonfiate, di pressioni agli elettori.

La Stampa riporta invece di schede inserite nelle urne ancor prima dell’apertura dei seggi, pressioni sui dipendenti pubblici e pullman pieni di elettori da portare al voto. Stanno anche circolando dei video dei brogli nei seggi, dove si vede anche qualcuno che inserisce più di una scheda.

Il peso dell’annessione della Crimea nel voto

crimea dove si trova

Il voto è anche stato il primo dall’annessione alla Russia della Crimea, fino al 2014 parte dell’Ucraina, fatto all’origine della peggior crisi diplomatica internazionale tra Usa e Paesi occidentali dalla Guerra fredda. Proprio in Crimea, secondo la testata russa Sputnik, il sostegno ottenuto da Putin è stato del 91,7%. L’isola di Crimea fu “regalata” dall’allora presidente Cruscev all’Ucraina, per alcuni storici in un momento in cui era ubriaco. Ironizzando sulla sua “passione” per la Vodka.

La propaganda del Cremlino ha sfruttato abilmente l’annessione della Crimea e le frizioni con l’Occidente riuscendo a compattare l’opinione pubblica attorno a un presidente ormai padre della patria. Anche l’ultimo scontro a muso duro con Londra per l’avvelenamento dell’ex spia doppiogiochista Sergey Skripal e la conseguente reciproca espulsione di massa di diplomatici pare aver giovato a Putin. Al punto che il portavoce della campagna elettorale dello «zar» ha ringraziato sarcasticamente Theresa May perché coi suoi toni da ultimatum ha spronato i russi alle urne per dimostrare il proprio sostegno a Putin.

Ad Ue e Nato non riesce la spallata

L’Unione europea sperava nel declino di Putin, avendo già mosso contro di lui una guerra commerciale a colpi di dazi. Una guerra a cui stiamo partecipando anche noi in maniera autolesionista, visto che abbiamo rapporti commerciali con i russi fin dal 1500. E molte piccole e medie imprese del Veneto stanno risentendo molto di ciò, tante costrette anche alla chiusura. Di fatto, bene fece Berlusconi a mantenere un ottimo rapporto col moderno Zar russo. Poiché, malgrado vi siano opacità e ombre sul suo operato – dovute soprattutto alla morte “strana” di alcuni suoi avversari politici e giornalisti d’inchiesta – abbiamo i suddetti interessi commerciali con la Russia, oltre che esigenze di tipo energetico che dobbiamo risolvere.

Dopo il golpe in Ucraina, che ha deposto un presidente filo-russo e piazzato uno anti-russo (al punto che il paese si spaccò in due parti e in queste elezioni alle minoranze russe è stato pure vietato di votare), all’Unione europea non è riuscita la spallata finale. Neanche tramite l’accusa di avvelenamento dell’ex spia doppiogiochista Sergey Skripal che aveva riparato in Gran Bretagna e la conseguente reciproca espulsione di massa di diplomatici pare aver giovato a Putin. Peraltro, i britannici hanno anche invocato l’aiuto del resto d’Europa. Quando poi ne chiedono il distacco tramite Brexit.

Anche la Nato sperava nel declino di Putin, visto che sta annettendo i Paesi ex sovietici e circondando la Russia a mo’ di Risiko. Nel 2004 ha annesso Estonia, Lettonia e Lituania, mentre Georgia e Ucraina ne sono osservatori. L’atteggiamento di Unione europea e Nato ricorda molto da vicino quanto facevano gli Stati Uniti nei Paesi latinoamericani durante la Guerra fredda. Ingerenze varie ed eventuali per evitare che sorgessero governi socialisti o per abbatterli. Per fortuna, sulla loro strada hanno anche trovato personaggi come Castro, Morales e Chavez.

I meriti di Putin

putin cavallo

Ma al netto dei brogli veri o presunti, cosa rende Putin così popolare? Nel 2001, il neoeletto presidente introdusse la tassa fissa del 13% per tutti, ricchi e poveri, singoli e imprese, aziende produttive e società dubbie. Ovvero la Flat tax che Salvini vorrebbe introdurre se andasse al Governo, ma al 15%. Come riporta Webeconomia, a causa di questa drastica scelta va individuata nel fatto che egli aveva raccolto un paese in ginocchio, devastato dalla corruzione del periodo di Eltsin, dalla penetrazione della finanza speculativa internazionale, dalla svendita delle ricchezze nazionali alle grandi corporation e dal sostanziale fallimento dello Stato del 1998. oltre poi alla generale sfiducia che a livello internazionale si nutriva per il Rublo, ma anche interna: nessuno pagava le tasse, la corruzione dilagava e gli oligarchi spostavano i soldi altrove.

Tuttavia, il vero motore della ripresa russa, più che la flat tax, fu il migliore sfruttamento delle risorse energetiche, del petrolio e del gas. Di cui la Russia, come noto, abbonda. Tuttavia, oggi la Russia vive una crescente e pericolosa ineguaglianza economica e sociale. Soprattutto dopo le sanzioni economiche inflitte dall’Unione europea e il crollo del prezzo del petrolio. Secondo un recente studio del Credit Suisse, la Russia risulta essere uno dei più “disuguali” al mondo: il 10% della popolazione detiene infatti l’87% della ricchezza della nazione. L’1% della popolazione detiene il 46% dei depositi bancari.

Carriera di Vladimir Putin

putin giovane

 

Nato a Leningrado il 7 ottobre 1952, come riporta Wikipedia Vladimir Putin è un ex militare ed ex funzionario del KGB russo, presidente della Federazione Russa dal 7 maggio 2012, al suo quarto mandato non consecutivo. È stato direttore dei servizi segreti federali (Federal’naja služba bezopasnosti, FSB) dal 1998 al 1999, e successivamente, su nomina di Boris El’cin, è diventato primo ministro della Federazione Russa.

Dopo le dimissioni di El’cin, ha svolto dal 31 dicembre 1999 al 7 maggio 2000 le funzioni di capo dello Stato pro tempore, per poi giurare come presidente della Federazione Russa il giorno stesso; riconfermato in carica dalle elezioni del 14 marzo 2004, terminò il suo secondo mandato nel 2008.

Impossibilitato a un terzo mandato consecutivo per il dettame della Costituzione Russa, ha poi favorito la vittoria del suo delfino Dmitrij Medvedev, che l’ha nominato nuovamente primo ministro il giorno stesso del suo insediamento, il 7 maggio 2008.

Il 27 maggio 2008 Aleksandr Lukašenko, presidente della Repubblica Bielorussa, lo ha nominato primo ministro dell’Unione Russia-Bielorussia. Il 18 marzo 2018 è stato eletto per la quarta volta presidente della Russia. Il settimanale statunitense TIME lo ha eletto Persona dell’anno 2007; la rivista statunitense Forbes lo ha inserito al primo posto della Lista delle persone più potenti del mondo dal 2013 al 2016.

Insomma, Putin è ancora più saldamente al comando della Russia. I russi non hanno dimenticato come era messo il loro Paese dopo il crollo dell’Unione sovietica e gli anni disastrosi sotto la guida di Boris Eltsin. Il quale arrivò al potere tramite golpe ai danni di Michail Gorbacev. Certo, il Paese è uno dei più corrotti ed economicamente disuguali del Mondo. Ma il fatto che Unione europea, Stati Uniti e paesi filo-americani, tentino ancora di denigrarlo e mettere le mani anche sulle ricche risorse post-sovietiche, non fa altro che incrementare la sua popolarità.

La Russia di Putin è un necessario contrappeso al potere di Occidente, Medioriente e Cina. Una Russia debole sarebbe un problema per tutti, in un Mondo già intriso di disequilibri e sbandamenti. Se lo mettano in testa i conquistadores contemporanei.

Una risposta a “Putin stravince le elezioni, golpe Ue non riuscito”

  1. Come sempre la propaganda politica ha ruolo di primaria importanza. Io credo che non era tanto mirata a fargli perdere le elezioni ma a dipingere lui e la Russia come il male assoluto. E non è finita qua, ne troveranno altre di balle…la paura è proprio che si stia preparando qualcosa di simile alla Iraq di Saddam e la Libia di Gheddafi

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