Pubblicità più inquietanti di sempre: la Top 5

Pubblicità più inquietanti di sempre: la Top 5

Introduzione

La pubblicità è l’anima del commercio. Tramite essa, un’azienda cerca di rendere noti i propri prodotti o i propri servizi.

Certo, le pubblicità devono essere ad effetto. Colpire chi le guarda affinché possa restarne impressionato e convinto dell’acquisto o dell’attivazione di quanto propone. A volte però si esagera e certe pubblicità finiscono per diventare terrificanti. In stile Horror.

Vediamo di seguito le 5 pubblicità più inquietanti della storia. Ho escluso quelle che lo sono volutamente o che propongono campagne sociali e in quanto tali, cercano di scioccare lo spettatore proprio per dissuaderlo rispetto ad un determinato comportamento.

Insomma, si tratta di pubblicità nate per scopi commerciali ma che alla fine finiscono per terrorizzare lo spettatore.

Pubblicità più inquietanti della storia

Vediamo le 5 pubblicità più terrificanti della storia.

Pubblicità bambola che ride

Al quinti posto troviamo la pubblicità anni ’60 della bambola Baby Laugh’a’Lot, della casa produttrice Remco. Si tratta di una bambola che emette una risata inquietante. Ma oltre a quello, anche il viso è inquietante, simile al Joker interpretato dal grande Jack Nicholson.

Pubblicità bambola che parla sottovoce

Al quarto posto troviamo la pubblicità di un’altra bambola. Nella mia ricerca su Youtube, ho notato che le pubblicità delle bambole del passato erano spesso inquietanti.

In tal caso, si tratta della pubblicità della Baby Secret Doll, commercializzata nel 1966. In questo caso, se il viso è anche carino, il problema è la voce inquietante che emette. Ascoltare per credere.

Pubblicità del gelato che mangia se stesso

Al terzo posto la pubblicità di un gelato, accusata di incitare al cannibalismo. Si tratta della Little Baby’s Ice Cream, il cui nome è “This is a Special Time“. Si intravede un uomo fatto di gelato con uno sguardo inquietante che guarda fisso lo schermo.

Risale ad agosto 2012 e ce ne sarebbe anche un’altra con un omino che ne mangia un altro in effetto loop ripetuto.

Pubblicità Play Station ragazza aliena

Questa pubblicità la ricordo benissimo ed in effetti mi inquietava ogni volta che la beccavo in Tv. Al punto che, quando guardavo la televisione, specie di sera, temevo durante la pubblicità di non beccarla.

Correva l’anno 1999 e il nome dello spot è “Mental Wealth“. La Play Station ha spesso proposto spot ad effetto, come quello del bambolotto che lacrima dinanzi alla PS 3.

Pubblicità pagliaccio dei cereali

Al primo posto non poteva non finire un pagliaccio inquietante. Quello della Sugar Rice Krinkles, anni ’60. Che rievoca quello del film horror IT. Chissà che Stephen King non si sia ispirato a lui per il suo personaggio. Anche se si parla di una ispirazione arrivata da un serial killer: John Wayne Gacy.

Chi conosce il film, sia quello anni ’90 per la Tv (che mi ha sconvolto a vita), sia quello più recente (che ho matematicamente preferito non vedere) avrà notato come l’uscita della testa dalla casetta del clown, somigli molto alla scena del tombino, diventata un classico.

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Torna all'indice