Più Musica nelle scuole: il Protocollo d’intesa con la Fondazione Uto Ughi è uno schiaffo alla sinistra

Più Musica nelle scuole: il Protocollo d’intesa con la Fondazione Uto Ughi è uno schiaffo alla sinistra

Il Protocollo siglato tra il Ministero dell’istruzione e la Fondazione di uno dei più grandi violinisti in vita, ovvero il “nostro” Uto Ughi.

Mentre la sinistra per decenni si è riempita la bocca e le tasche con la sua presunta superiorità culturale, imponendo la propria egemonia nel campo dell’insegnamento, dell’arte, del cinema e del teatro, poco in realtà ha fatto affinché queste sfere importanti della società diventassero di tutti.

Certo, ci sarebbe il Sessantotto. Ma fu più una corrente portata avanti dai figli di papà per fare più velocemente carriera, portare lo scansonamento e l’appiattimento culturale in scuole e università, contribuire alla perdita definitiva dell’autorità di presidi e insegnanti rispetto agli alunni.

Il Protocollo siglato tra il Ministero dell’istruzione e la Fondazione di uno dei più grandi violinisti in vita, ovvero il “nostroUto Ughi, è uno schiaffo della destra a quella sinistra che ha utilizzato queste istituzioni culturali soprattutto per propri tornaconti politici ed economici. Monopolizzandole con baronie, parentopoli e clientelismo.

In cosa consiste il Protocollo tra scuola e Fondazione Uto Ughi

Come riporta ANSA, il protocollo, della durata triennale, prevede la promozione di attività e progetti formativi volti a diffondere la conoscenza delle varie potenzialità espressive degli strumenti musicali e lo sviluppo di iniziative in cui la musica diventi un’esperienza di ricerca, creatività, aggregazione e inclusione.

Il ministero dell’istruzione si impegna a diffondere il protocollo attraverso i competenti Uffici scolastici regionali, favorendo l’adesione degli istituti. Per garantire il coordinamento e il monitoraggio delle attività previste, sarà istituito un Comitato paritetico, composto da due membri del Ministero e due membri della Fondazione Uto Ughi.

Orgoglioso Uto Ughi, il quale, intervistato dal Tg1, ha confessato di aver più volte già provato in passato provato a sottoscrivere un accordo del genere. Trovando però sempre le porte chiuse.

Queste le sue parole:

Ringrazio il ministro Valditara per la sua disponibilità e il suo interessamento su questi temi dell’educazione musicale a me particolarmente cari. La musica è un dono prezioso a cui tutti possono e devono accedere. Per questo ho costituito la mia Fondazione.

Desidero che i giovani conoscano il grande patrimonio culturale musicale di cui il nostro Paese è ricco, e che possano amare la musica. È fondamentale che abbiano quindi la possibilità di studiare uno strumento e di apprezzare quanto di più bello abbiamo nella vita: la cultura

Chi è Uto Ughi

Uto Ughi – all’anagrafe Bruto Diodato Emilio Ughi – è nato a Busto Arsizio, il 21 gennaio 1944. E’ considerato uno dei massimi esponenti della scuola violinistica italiana contemporanea.

Ha iniziato da piccolo lo studio della musica e del violino presso la Scuola di musica “Giovanni Battista Pergolesi” a Varese, sotto la guida di Ariodante Coggi, esordendo a soli sette anni al Teatro Lirico di Milano. Ha poi studiato con George Enescu a Parigi, con Corrado Romano a Ginevra, con Yvonne Astruc e Riccardo Brengola all’Accademia Chigiana di Siena. Incontrando qui altri grandi come Andrés Segovia e Pablo Casals.

Nel corso della sua carriera si è esibito con le maggiori orchestre del mondo e sotto la direzione dei più prestigiosi direttori. Ha dato vita a diversi festival e rassegne musicali. Ha suonato anche violini appartenuti in passato a grandi esecutori, anche del 1700.

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