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Procida eletta Capitale italiana della cultura 2022: nessuno deve sentirsi un’isola

Data ultima modifica: 19 Gennaio 2021

Nessuno deve sentirsi un’isola. Men che meno in questo drammatico periodo storico. Sembra volerci dire questo l’elezione della poetica isola di Procida a Capitale italiana della cultura 2022. Succederà alla sfortunata Parma, che si è aggiudicato il riconoscimento per il 2020. Ma, causa Covid-19, ha beneficiato di una giusta proroga anche per il 2021.

In una Italia fatta di assurdi e logoranti campanilismi, un po’ di sana competizione fa comunque bene. L’isola di Arturo, come la definì Elsa Morante in una sua omonima opera (tra l’altro primo romanzo letto in vita mia), che ha fatto da magico palcoscenico per film struggenti come Detenuto in attesa di giudizio (con un sempre grande Alberto Sordi) o Il postino (ultima testimonianza di un provato, ma sempre immenso Massimo Troisi), l’ha spuntata tra altre 9 candidate.

Ma a vincere deve essere tutta l’Italia, con le sue straordinarie diversità e le sue meravigliose contraddizioni. Penisola fatta di immense bellezze (culturali e paesaggistiche) che il vil capitale e le logiche della finanza ha distrutto e spoetizzato.
Un’ottima notizia anche per altre splendide vicine: la dirimpettaia Pozzuoli, la suggestiva Monte di Procida, le inseparabili isole vicine Ischia e Capri. Così diverse tra loro.

Vediamo perché Procida è stata eletta Capitale italiana della cultura 2022.

Perché Procida scelta come Capitale italiana della Cultura 2022

procida capitale della cultura italiana 2022

Come riporta La Repubblica, a scegliere la meravigliosa isola di Procida è stata la Giuria per la selezione della città Capitale italiana della cultura 2022. Presieduta dal professor Stefano Baia Curioni. Procida batte così le altre nove finaliste, scelte tra le altre 28 candidate di partenza: Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), L’Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Taranto, Trapani, Verbania, Volterra (Pisa).

Il progetto si intitola “La cultura non isola” e il dossier che ne è alla base, tra le altre cose, parla di Procida

come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali

Questa la motivazione alla base della commissione che ha nominato Procida capitale italiana della cultura 2022:

il progetto culturale presenta elementi di attrattività e qualità di livello eccellente. Il contesto di sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato, la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria, la dimensione laboratoriale, che comprende aspetti sociali e di diffusione tecnologica è dedicata alle isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee

Il giudizio della Giuria prosegue poi così

il progetto presentato da Procida potrebbe determinare, grazie alla combinazione di questi fattori, un’autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del paese. Il progetto è inoltre capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura, che dalla piccola realtà dell’isola si estende come un augurio per tutti noi, al paese, nei mesi che ci attendono

Piena soddisfazione per Agostino Riitano, direttore del Comitato che ha lavorato per la candidatura di Procida a capitale della cultura 2022:

La profezia che incarna Procida è la profezia dell’Italia, che per rilanciarsi con la cultura deve ripartire da quei luoghi considerati fino a ieri minori e marginali, dalle isole, dalle aree interne, dai piccoli comuni, che custodiscono un patrimonio materiale e immateriale che possono rappresentare una nuova linea di sviluppo per il Paese

Peraltro, Agostino Riitano fa il bis, avendo essendo stato già project manager di Matera capitale europea della cultura 2019.

Procida, tra Letteratura e Cinema

procida foto

Oltre a panorami incantevoli, tradizione enograstronomica e chiesette, palazzi e ville caratteristiche, Procida si contraddistingue anche per una lunga tradizione nella letteratura e nel Cinema.

Come riporta Wikipedia, è stata descritta in epoca classica tra gli altri da Giovenale, Stazio e da Virgilio. Diviene la scena della sesta novella della quinta giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio.

Ed ancora, è palcoscenico del romanzo Graziella, scritto da Alphonse de Lamartine, (dal quale è stato tratto l’omonimo film nel 1955), venuto a Procida dalla Borgogna nella prima metà del XIX secolo.

Nel XX secolo presta la propria bellezza a L’isola di Arturo (1957), una delle maggiori opere di Elsa Morante. Alla quale è stato poi dedicato un Premio Letterario ivi consegnato.

Ma la bellezza timida e incantevole di Procida non poteva lasciare indifferente il Cinema. Si ricorda Il postino, con Philippe Noiret e Massimo Troisi, che parla della permanenza in Italia durante l’esilio del poeta cileno Pablo Neruda (che in verità ebbe come tappa la vicina Ischia). Ma anche Il talento di Mr. Ripley, con Matt Damon (una nuova versione del romanzo che ispirò già il film Delitto in pieno sole, col grande Alain Delon).
Ed ancora Francesca e Nunziata, con Sophia Loren e Giancarlo Giannini. Il magico Castello D’Avalos ha fornito infine l’ambientazione per il carcere del film drammatico Detenuto in attesa di giudizio, con Alberto Sordi.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

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