PRIMA MASTELLA, POI VIESPOLI, ORA DE GIROLAMO: LA TRANQUILLA BENEVENTO CHE PORTA SCOMPIGLIO A ROMA

ESPONENTI POLITICI DI ORIGINE SANNITICA CHE HANNO PROCURATO GRATTACAPI ALLA MAGGIORANZA DI CUI FACEVANO PARTE
Benevento, Comune della Campania dal passato remoto molto glorioso, ma frammentato e oggi trascurato. Pare che sia stata fondata da Diomede, sbarcato in Italia dopo la distruzione e l’incendio di Troia; qui avrebbe anche incontrato Enea. I sanniti la urbanizzarono per primi, mentre i romani ne fecero un punto nevralgico per il trasporto. Poi arrivò il dominio dei longobardi prima e della Chiesa poi, che perpetuarono la sua valorizzazione. Non a caso si contano ben 7 Papi di origine beneventana. Poi arrivò l’Italia unita, che, come fatto con altre importanti città del Sud, la emarginò; lasciando ai monumenti il ruolo di testimoni di ciò che non potrà più essere. Tra essi spicca l’Arco di Traiano e la Chiesa di Santa Sofia. Ma forse, proprio per questo, alcuni politici originari di qui una volta finiti a Roma, ci tengono a dire la propria. Lo ha fatto Clemente Mastella, nel decennio tra la seconda metà degli anni ’90 e la seconda metà degli anni 2000. Poi Pasquale Viespoli, qualche anno fa. Ora Nunzia De Girolamo, che imbarazza il Governo Letta.

MASTELLA, IL PRINCIPE DI CEPPALONI– Democristiano Doc, che non ha mai rinnegato le proprie origini, ammettendo e alimentando l’esistenza della Partitocrazia, dopo i funerali della balena bianca si accasò sotto la vela del Ccd. Ne uscì per fondare il Cdr, poi Udr, infine Udeur. Nella seconda Repubblica è passato da destra a sinistra, per poi tornare alla corte del Cavaliere.
Fu Ministro del Lavoro nel primo governo Berlusconi. Nel 1998 passò invece a sinistra, permettendo la formazione del Governo D’Alema sostituendo Rifondazione nella maggioranza parlamentare. Poi, nel 2007, da ministro alla Giustizia (dimissionario perché indagato) di un altro governo di centro-sinistra, staccò la spina anche a Romano Prodi causa i guai giudiziari che travolsero lui e la moglie; reginetta di Telese. Poi il ritorno a destra, nel Popolo della libertà, per trovare un seggio nel Parlamento europeo. Forse come compenso per la caduta del Governo Prodi. Oggi ha aderito a Forza Italia. E chissà che in un futuro governo non trovi ancora posto. Di destra o sinistra? Questo è un bell’enigma.
VIESPOLI, DALLA FIAMMA CON FURORE– Pasquale Viespoli. Il nome dice poco. Ex missino poi passato ad An, è stato sindaco di Benevento, eletto deputato nel 2001 (Cdl) e senatore nel 2006 (An) e 2008 (Pdl). Da buon finiano, lasciò il Pdl insieme a Fini, confluendo in Futuro e Libertà. Ma come altri, non ha avuto il coraggio di lasciare Berlusconi: dopo aver preso parte al movimento scissionista dell’allora Presidente della Camera, lascia Fli e viene eletto capogruppo di una nuova compagine parlamentare a sostegno del governo Berlusconi quater: Coesione Nazionale. Anche lui, dunque, ha avuto il suo momento di gloria.
DE GIROLAMO, LA GUAPPA DI BENEVENTO– Le nuove generazioni pure lasciano ben sperare. Nunzia De Girolamo approda per la prima volta in Parlamento nel 2008, berlusconiana della prima ora. Nel Governo delle larghe intese diventa ministra delle Politiche agricole, sebbene abbia il padre con un’azienda agricola sotto amministrazione controllata. Passata al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano (unica ad aver nicchiato un po’) è ora sotto una gogna mediatica per via d’un’intercettazione a dir il vero illecita, che la ritrae come colei che a Benevento decide tutto: appalti, assunzioni, aperture di esercizi commerciali. Mette così in imbarazzo il Governo, segno di quella mania beneventana di andare a Roma e lasciare qualche ricordo.

(Fonte: Caffè News)
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  1. DA TUTTO . SI DEDUCE CHE è UN POPOLO NON MATURO DI GOVERNARSI CON LE PRROPRIE P…. ED AH BISOGNO SEMPRE DI ALTRI … CHE NASCONO COME L'ERBACCE INFESTANTI.!!!

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