PRETI PEDOFILI, UN FULMINE A CIEL SERENO PER LA CATTOLICISSIMA IRLANDA

PRETI PEDOFILI, UN FULMINE A CIEL SERENO PER LA CATTOLICISSIMA IRLANDA

L’Irlanda è il Paese più cattolico d’Europa, e senza dubbio, tra i più cattolici al Mondo; quando si è lì, basta guardarsi intorno per accorgersi di ciò, poiché ci sono chiesette in ogni dove, anche nei paesini più isolati.
E proprio in virtù di ciò che lo scandalo emerso qualche anno fa che riguarda i preti e le suore irlandesi, di cui però solo dallo scorso maggio se ne conoscono cifre e durata, assume una dimensione dalle mostruose proporzioni. La Child Abuse Commission, la commissione istituita dal Primo ministro irlandese Bertie Ahern per fare luce su questo indegno scandalo, ha concluso i suoi lavoro dopo nove anni di inchieste e presentato un rapporto che fotografa con esattezza le dimensioni e i dettagli di quanto è avvenuto. Ne è uscito fuori il “rapporto Ryan”, dal quale si evince che sono stati commessi abusi sessuali sistematici e ampiamente diffusi ai danni di bambini e adolescenti di entrambi i sessi, in scuole, orfanotrofi, riformatori e altri istituti gestiti da ordini religiosi cattolici irlandesi, in un periodo che va dagli anni ’40 agli anni ’80; anche se probabilmente il macabro fenomeno è iniziato molto prima, ossia dagli anni ’30 ed è andato avanti fino al 2004.
Ci sono state ben 2500 persone vittime di varie violenze: dall’essere picchiati in ogni parte del corpo con le mani e con ogni tipo di oggetti, all’essere seviziati e stuprati, talvolta da più persone contemporaneamente. Le vittime erano spesso giovani “difficili”, orfani, disabili, abbandonati; e la perpetuazione nel tempo fa facilmente intuire che tali violenze erano un fatto ormai tristemente organico e sistemico all’interno degli istituti, quasi come se si trattasse della normalità, di una prassi alla quale sottostare. I preti e le suore da un lato tacevano tali abusi, dall’altro i bambini e le bambine, soprattutto per il loro essere soli, tacevano e subivano.

Fino a tale rapporto ufficiale, riletto qualche giorno fa da Papa Ratzinger in occasione del suo incontro con il presidente della Conferenza episcopale irlandese e l’arcivescovo di Dublino, e per il quale ha annunciato il pugno di ferro e la fermezza contro il prelato irlandese (e ci mancava pure), l’unica testimonianza su tali orrori era provenuta dal film pluripremiato “Magdalene” del 2002, trattante le violenze delle suore che gestivano la Magdalene Laundry di Dublino, o mediante qualche documentario televisivo (alcuni di voi ricorderanno che Anno Zero nel 2007 aveva proposto di mandarlo in onda, ma gli fu vietato).
In Irlanda il numero di fedeli cattolici stava facendo già registrare un calo negli ultimi anni e questo scandalo sicuramente darà una nuova mazzata alla credibilità della religione cattolica sull’ ”isola di smeraldo”
Tale scandalo riporta altresì alla mente quello di qualche anno fa scoppiato in America, con alcuni istituti religiosi costretti alla bancarotta per le eccessive spese legali sostenute per difendersi ai processi, e per i risarcimenti che hanno dovuto corrispondere alle vittime.
La religione cattolica, come tutte le altre religioni universali, attraversa da decenni una forte crisi d’identità e in un’evidente difficoltà nel rapportarsi alle persone, non riuscendo così ad attirare nuovi fedeli nonché a “trattenerne” altri; trovando, in questa situazione critica, il proprio nocciolo duro in Paesi quali appunto l’Irlanda, il Portogallo, o qualche Paese latinoamericano, africano e asiatico, grazie alle colonizzazioni e alle cristianizzazioni forzate per opera delle potenze europee tra il 1400 e il 1600. E di sicuro tali scandali non favoriscono di certo un miglioramento della situazione.
(Fonte: La Repubblica)

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