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Torna per l’ennesima volta il progetto del Ponte sullo stretto

Il Ponte sullo stretto ha ormai assunto quasi le sembianze di un essere mitologico. Metà infrastruttura e metà annuncio elettorale. Come ormai noto, collegherebbe la Sicilia col resto del continente, quindi sorvolerebbe quel lembo di mare chiamato Stretto di Messina, che la Natura ha voluto piazzare tra l’isola sicula e la Calabria. La punta, spesso dimenticata e sfruttata, dell’Italia.

Sono tanti anni ormai che si parla di Ponte sullo stretto, come un vecchio progetto ripreso e riposto dai cassetti. Il quale ogni volta rimette sul tavolo anche le stesse contestazioni: rischi ambientali, rischi di infiltrazioni malavitosemancati rientri economicirischio sismico, rischi di lavori malfatti come spesso accade in Italia.

Certo, chi si è trovato ad attraversare lo stretto in auto o in treno per diletto o per lavoro, sa quanto tempo ci vuole per passare da un estremo all’altro. Circa un’ora e mezza tra imbarco e sbarco, quando con un’auto ci si impiegherebbero forse 10 minuti. E fin quando sei un turista rilassato, può andare anche bene. Ti godi il panorama, la brezza del mare, le due terre che si allontanano e si avvicinano. Ma per pendolari, camionisti o corrieri, un po’ meno.

L’ultimo rilancio ha un sapore diverso. Più deciso. Ed arriva da Catania. Nella fattispecie da Pietro Saliniamministratore delegato di WeBuild (ex Salini-Impregilo), capofila del general contractor Eurolink e già protagonista della rinascita dell’ex ponte Morandi. Il ponte di Genova crollato dopo 50 anni di incuria. Il quale, vuole proprio utilizzare “modello Genova” e dà pure una stima sui tempi: 4 anni.

Ecco i dettagli del nuovo, ed ennesimo progetto del Ponte sullo stretto.

Ponte sullo stretto: il progetto di WeBuild

Ponte sullo Stretto ultimo progetto

WeBuild dice di poter assicurare circa 4 miliardi di finanziamenti relativi alla “pura” costruzione del Ponte. Mentre i restanti 2 relativi alle infrastrutture di terra, sarebbero finanziabili con fondi che, se non dovessero ricevere ad hoc da Ue e Stato, Sicilia e Calabria potrebbero coprire in parte con risorse proprie e soprattutto rivolgendosi al mercato finanziario.

Il nuovo progetto emerge dal lavoro di “Lettera 150”, un think thank costituito da professori universitari. Peraltro organizzatore dell’incontro dove è stato presentato il nuovo progetto. In testa troviamo il catanese Felice Giuffrè, “pontista” convinto. Il quale ha spiegato, come riporta La Sicilia, che:

I governatori di Sicilia e Calabria, lo scorso febbraio, hanno raccolto il nostro invito per far ripartire il procedimento per la costruzione dell’opera, riaprendo il dialogo con il general contractor e chiedendo l’utilizzazione del progetto definitivo oggi in mano ad Anas dopo la liquidazione della messa in liquidazione della società Stretto di Messina da parte del governo Monti. Quello di domani (oggi per chi legge, ndr) è un ulteriore passo avanti: Salini e i due governatori – chiosa Giuffrè – ribadiranno un impegno comune su un’opera che adesso si può fare davvero

Fa parte del Think-Thank anche Enzo Siviero, ingegnere e architetto, rettore di eCampus. Il quale ha fatto sapere, entusiasta, che c’è l’evidente disponibilità di Salini a realizzare l’opera in project financing. Oltre a chiamare in causa la volontà delle 2 regioni. Siviero parla di indipendenza del progetto, perché i soldi ci sarebbero, senza dunque dover attendere i fondi del Recovery.

Tuttavia, Salini ha anche parlato della necessità di rivedere la concessione e favorire un accordo extragiudiziale sul contenzioso in corso. Parlando di grande disponibilità da parte di Salini.

Ponte sullo stretto: l’incognita politica

de magistris sinistra calabria

Sul lato politico però, oltre a capire quale siano le intenzioni del Governo Draghi in merito – il quale non sembra però volersi occupare per ora del Ponte sullo stretto, preso ancora dal Covid-19 e dal reperimento di fondi per non sotterrare del tutto l’economia italiana – occorre anche capire la posizione definitiva delle due regioni. 

Se infatti in Sicilia il governatore Musumeci è super-favorevole al Ponte sullo stretto ed anzi, si vuole giocare questa carta per passare alla storia come colui che l’ha finalmente realizzato, in Calabria la situazione è diversa. Poiché ci saranno le elezioni. E tutto dipenderà da chi vincerà.

Infatti, si andrà di nuovo alle urne per la prematura morte della vincitrice dello scorso gennaio, la forzista Jole Santelli. Deceduta poco dopo la vittoria, per problemi di salute legati ad una malattia contro la quale combatteva da tempo. E’ stata sostituita dal vice, il leghista Antonino Spirlì

Le elezioni in Calabria, inizialmente fissate per il 14 febbraio e poi rinviate all’11 aprile 2021, si svolgeranno in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021. Tra i candidati c’è anche Luigi de Magistris, ex Pm protagonista proprio a Catanzaro di alcune inchieste che hanno fatto molto discutere. Come Poseidone e Why not. Attuale Sindaco di Napoli.

Il quale già 4 anni fa parlava del Ponte sullo stretto come occasione di corruzione in risposta alle parole dell’allora Premier Renzi. Ribadendo il concetto che occorrerebbe dare priorità alla messa in sicurezza del territorio italiano dal rischio idrogeologico e ad opere infrastrutturali delle quali proprio Calabria e Sicilia sono carenti.

Ma anche tra i comuni coinvolti nell’opera non c’è voce univoca. Come Cateno Roberto Salvatore De Luca, sindaco di Messina spesso in contrasto con Musumeci, e fattosi notare in pieno Lockdown per alcune iniziative pittoresche atte a bloccare le persone prima dello sbarco in Sicilia. Il quale ha ribadito al premier Draghi la richiesta di inserire il Ponte nel Recovery, nelle vesti di opera strategica sovranazionale, con uno scostamento sui tempi di realizzazione. 

Insomma, la partita politica sul Ponte sullo stretto è ancora aperta.

Ponte sullo stretto: quali rischi

giovani messina lavoro

Il Ponte sullo stretto divide da anni sia l’opinione pubblica che la comunità scientifica. Come già riportato qui, in questi anni, sono emerse varie criticità che possiamo riassumere così:

  1. Calcolo costi-ricavi sfavorevole: il costo complessi per la realizzazione del Ponte sullo stretto è stimato intorno ai 9 miliardi di euro. Praticamente più del doppio di quello con cui il General Contractor Eurolink, capeggiato da Impregilo, ha vinto la gara anni fa. A fronte di questo costo, non ci sarebbe un ritorno economico in termini di pedaggi, alla luce del numero di auto complessivo annuale
  2. Rischio sismico: il Ponte sullo stretto non sarebbe realizzabile dal punto di vista tecnico: si tratterebbe di realizzarlo in una delle aree a più alto elevato rischio sismico del Mediterraneo. Sarebbe creato un ponte sospeso, ad unica campata di 3,3 km di lunghezza, sorretto da torri di circa 400 metri di altezza, a doppio impalcato stradale e ferroviario.
  3. Danno ambientale: il Ponte sullo stretto ricadrebbe in ben 2 ZPS, acronimo di Zone di Protezione Speciale:“Costa Viola” in Calabria e “Monti Peloritani, Dorsale Curcuraci, Antennammare e Area marina dello Stretto” in Sicilia. Inoltre, ricadrebbe in 11 SIC – Siti di Interesse comunitario – tra le due regioni.
  4. L’opera sarebbe realizzata in un’area ad alto rischio di infiltrazioni criminali. Le quali operano aggirando la legge mediante sub-appalti.

Qual è la lunghezza del Ponte sullo stretto?

Secondo l’ultimo progetto ideato in ordine di tempo riportato da Wikipedia, le misure del Ponte sullo stretto sarebbero le seguenti:

  • Lunghezza: 3,333 metri
  • Luce max.: 3,300 metri
  • Altezza: 399 metri

Perché fare il Ponte sullo stretto?

Secondo i suoi sostenitori, andrebbe a facilitare il passaggio delle merci tra una sponda e l’altra di Sicilia e Calabria. Migliorando di molto la velocità e la praticità dei trasporti.

Oltre ad andare appannaggio di residenti, pendolari e turisti.

Un tunnel sottomarino alternativo al Ponte sullo stretto?

tunnel sottomarino rischi

Il Governo Conte II aveva proposto, in alternativa, un tunnel sottomarino. Come tanti già presenti nel Mondo, di cui i più famosi sono il tunnel sotto il Canale della Manica che unisce Francia e Gran Bretagna, e quello tra Svedia e Danimarca.

Il progetto, secondo i sostenitori, costerebbe meno ed avrebbe un minore impatto ambientale. Oltre che inferiori implicazioni tecniche. Ne ho parlato qui,

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

Una risposta a “Torna per l’ennesima volta il progetto del Ponte sullo stretto”

  1. Ho 69 anni e sentoparlare del ponte sullo stretto da almeno 55 anni. Ma perchè non si vuole realizzare?
    Infiltrazioni mafiose? Ma allora non si potrebbe realizzare alcuna opera, perchè il rischio infiltrazioni sta dappertutto.
    Che sia utile per i trasporti su gomma è fuori discussione. Che sia utile ai pendolari e che faciliti le comunicazioni con la Sicilia è anche fuori discussione.
    Allora?
    Certamente ne risentirebbero i trasporti via mare. E allora?
    Sembra quasi che ci sia una volontà di continuare a tenere la Sicilia il più possibile isolata dal resto dell’Italia.
    Francamente non vedo spiegazioni plausibili

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