PESTO, NUTELLA, MIELE E VINO: I CIBI A RISCHIO COMPLICE QUESTA PAZZA ESTATE

Sono gli alimenti che hanno subito un duro colpo dal tempo instabile di questi mesi. si rischia soprattutto di pagarli cari
parafrasando i Righera potremmo dire: l’estate sta fingendo. Un’estate con tanta pioggia e grandine, che ha messo in ginocchio gli stabilimenti balneari e gli hotel. Ma anche le colture, che non hanno goduto del clima tipico della stagione estiva, mettendo così a rischio alcuni alimenti che diamo per scontati. Che magari troveremo ancora sugli scaffali dei supermercati, ma forse a prezzi più cari. Soprattutto se, negli anni a venire, l’instabilità dovrebbe ancora farla da padrona.

PESTO ALLA GENOVESE MESSO A RISCHIO DA UN FUNGO – Il fungo viene dall’Africa, complice l’innalzamento delle temperature, e porta un nome minaccioso: Peronospora Belbahrii. Si annida nel seme della pianta e la infetta durante la fioritura. O attraverso le spore delle piante malate, trasportato dal vento o dalle mani degli ortolani, attacca le foglie delle piante sane al momento della germinazione. Il risultato è identico: la pianta di basilico muore. In Liguria l’insidia si è manifestata una decina di anni fa, l’anno scorso aveva pressoché dimezzato i raccolti. Quest’anno, i coltivatori hanno adottato le opportune contromisure preventive. Eppure l’allarme non è cessato. Il connubio fra la presenza del parassita e il ricorrente maltempo che ha saturato l’aria di umidità, minaccia di provocare altri gravi danni. Qua e là, a macchia di leopardo.
Ufficiosamente ­ nessuno accetta di fare previsioni precise, ma ­ la quantità di prodotto destinato ad andare perduta si attesta attorno al terzo del totale. Circa novemila quintali. In Liguria sono un centinaio le aziende che lo coltivano, con un valore commerciale attorno ai 6 milioni di euro l’anno, che salgono a 15 conteggiando l’indotto. I lavoratori occupati nel settore sono 500 e 50 sono le aziende di trasformazione. In termini di mazzetti ne vengono prodotti ogni anno oltre un milione (precisamente 1.072.000), che equivalgono a 28mila quintali di prodotto. In tutta l’Italia nel 2000 si coltivavano a basilico appena 83 ettari, nel 2013 sono diventati 800, dei quali 100 in Liguria. La patria del basilico Dop. E del pesto, la salsa fredda più diffusa al mondo.
Il basilico ligure dal 1996 ha otteeuto la Dop (la denominazione di origine protetta) dalla Commissione europea. Esiste viceversa, ed è conclamato, il problema della applicazione uniforme delle normative europee in materia. L’Italia non ha dato il via libera ad una serie di antiparassitari impiegati in altre nazioni, come la Francia. Fitofarmaci di nuova generazione, che sarebbero preziosi per contrastare l’avanzata del fungo. Problemi burocratici – pare che manchino i formulari da compilare per le domande ­ impediscono ai nostri coltivatori di utilizzarli.
LA NOCCIOLA TURCA SCARSEGGIA E LA NUTELLA NON GALLEGGIA – La Nutella rischia di diventare un prodotto di lusso. A lanciare l’allarme è il quotidiano francese Les Echos che, sul proprio sito online, spiega come il prezzo della crema spalmabile più conosciuta ed amata al mondo potrebbe presto gonfiarsi a causa della penuria di nocciole che ha colpito la Turchia, il maggior produttore mondiale (con oltre il 70% del raccolto mondiale), in seguito a maltempo e gelate.
Il maltempo che si è abbattuto sul nord della Turchia a fine marzo ha danneggiato più di due terzi dei fiori di noccioli, spiega Les Echos. Il risultato è che “quest’anno verranno vendute solo 540 mila tonnellate di nocciole contro le 800 mila abituali, con un deficit di 260 mila tonnellate”. Il prezzo della tonnellata di nocciole è così esploso, passando dai 6.500 dollari di febbraio ai 10.500 dollari di ieri. Il +60% del prezzo delle nocciole – evidenzia Les Echos – potrebbe ripercuotersi sui prodotti derivati: appunto la Nutella, ma anche Kinder, Ferrero Rocher e tutti gli altri dolci a base di nocciole. E pensare che proprio la nocciola era stata preferita dalla Ferrero come ingrediente principale della ricetta ‘top segret’ della Nutella (oltre a cacao, polvere di latte, zucchero e olio di palma) al posto della fava di cacao, all’epoca rara e cara, ricorda Les Echos.
I media francesi stanno dando molto rilievo alla notizia perché la Nutella, che ha da poco celebrato i 50 anni, viene consumata da una famiglia francese su due (tre su quattro se nelle famiglie ci sono anche figli), facendo così della Francia il primo paese consumatore. Ma la Nutella è sulle tavole di tutto il mondo: a livello globale – sempre secondo Les Echos – ne viene venduto un barattolo ogni due secondi e mezzo.
Proprio un mese fa il Gruppo Ferrero ha acquisito il 100% del gruppo familiare turco Oltan, uno dei leader mondiali nella produzione e commercializzazione della nocciola con un fatturato superiore ai 500 milioni di dollari, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nel mercato della nocciola. La casa dolciaria di Alba, scrive il Financial Times, è il maggior acquirente al mondo di nocciole e con la quantità di Nutella prodotta in un anno si potrebbe fare 1,4 volte il giro del mondo.
LE API NON HANNO POTUTO VOLARE: MIELE A RISCHIO – Questa pazza estate ha provocato scompensi abitativi tanto nel mondo animale quanto in quello vegetale. E così le povere api non hanno potuto volare in libertà come facevano solitamente nei mesi estivi soleggiati. La Coldiretti lancia l’allarme: la produzione di miele potrebbe subire un calo fino al 70% al Nord e al Sud; le api sono state costrette a restare ‘nell’alveare’ a causa del maltempo, e non hanno potuto svolgere la propria attività in piena libertà. Mentre al centro si parla di un taglio della produzione, pari a circa il 40%.
VINO, ANNATA DISASTORSA AL NORD– Nulla è perduto, ma parlare di grande annata, salvo rarissime eccezioni, è pressochè impossibile per la vendemmia 2014 del vino italiano. Quello che è un sentiment abbastanza diffuso e che cammina sottotraccia tra tanti produttori, lo confermano a WineNews alcuni dei consulenti enologi più affermati del Belpaese. Per il grosso della vendemmia, va detto, è ancora presto, si parla almeno della metà di settembre, se non di ottobre. Ma la situazione è complicata, soprattutto al Nord. Le cose vanno un po’ meglio al Sud, ed in particolare in Sicilia. Ma in generale “sarà un’annata molto eterogenea”, spiega il direttore Assoenologi, Giuseppe Martelli, “anche se è difficile fare oggi delle previsioni. E’ sicuramente un’annata problematica, soprattutto per il Nord, per colpa dell’andamento climatico negativo”.
“C’è spazio per recuperare, se si vedrà un meteo favorevole, soprattutto per settembre, ma credo si impossibile parlare di una potenziale grande annata. I primi rilievi”, aggiunge Martelli, “danno una situazione a macchia di leopardo dove, anche nella stessa Regione, il buono si potrebbe scontrare con l’ottimo e il mediocre con l’eccellente. Ma tutto può ancora succedere”.
“Ci sono alcune zone del Sud e nel Centro dove la situazione non è così negativa, anzi”, spiega Riccardo Cotarella, il più celebre degli enologi italiani e presidente di Assoenologi, “abbiamo situazioni promettenti con gradazioni zuccherine giuste. Più andiamo verso Nord e più la stagione è stata poco bella. Anzi, verrebbe da dire che proprio non abbiamo avuto stagioni: niente inverno e niente estate. Questo ha creato anche uno sfasamento nella pianta. Recuperare è difficile perché continua a piovere ed è umido. Però, non sarebbe la prima volta che la vite ci sorprende, speriamo lo faccia ancora una volta. In ogni caso, è da escludere che si possa dare, in generale, la palma d’eccellenza a questa vendemmia. Speriamo di venirne fuori al meglio possibile. Verrà sicuramente fuori la meritocrazia, soprattutto per quei produttori che hanno unito alla passione, scienza e tecnologia”, conclude Cotarella.
Ma la pioggia ha avuto almeno un aspetto positivo: l’abbondanza di funghi. Coldiretti stima una produzione di circa 30mila tonnellate, con un profitto per l’agroalimentare ed il turismo che supera il miliardo di euro.

/ 5
Grazie per aver votato!

0 Risposte a “PESTO, NUTELLA, MIELE E VINO: I CIBI A RISCHIO COMPLICE QUESTA PAZZA ESTATE”

  1. Il pesto mi rimane sullo stomaco non lo digerisco,la nutella fa ingrassare e non la mangio,il miele non mi piace fa venire carie ai denti,il vino non lo bevo xché sono astemio……ok….posso sopravvivere….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Torna all'indice