Pensioni, francesi contro riforma da noi introdotta 10 anni fa

Pensioni, francesi contro riforma da noi introdotta 10 anni fa

I francesi ci danno ancora una volta una grande lezione su come si manifesta. Indicendo uno sciopero generale giovedì 19 gennaio contro la riforma delle pensioni che il neoliberista governo guidato da Elizabeth Borne vorrebbe introdurre.

Obbligato anche dall’invecchiamento della popolazione da un lato e dalla denatalità dall’altro. Fenomeni di direzione opposta che stanno interessando da tempo anche la popolazione della Francia, come un po’ tutta l’Europa.

Lo sciopero generale è stato convocato da otto le sigle sindacali – CGT, Solidaires, FO, FSU, CFE-CGC, CFTC, Unsa e persino dal noto “sindacato giallo” CFDT – con un’adesione comparabile allo “storicotenutosi il 5 dicembre 2019. Quando l’intera Francia fu paralizzata dallo sciopero e dalle manifestazioni.

A Parigi, dove è confluito ovviamente il grosso della protesta, gli organizzatori rivendicano 400mila manifestanti (80mila secondo il Ministero degli Interni). Ma anche nelle altre città francesi si sono visti cortei densamente partecipati: da Marsiglia e Lione passando per Bordeaux e Grenoble, fino a Lille e Nantes.

In Italia invece le grandi masse le vediamo ormai solo per festeggiare gli scudetti o per entrare nei negozi di nuova apertura (vedi il fenomeno Primark nel Centro commerciale Campania).

Cosa prevede la riforma delle pensioni in Francia

Come spiega Contropiano, il progetto prevede di innalzare l’età pensionabile da 62 a 64 anni e di portare a 43 anni l’anzianità contributiva necessaria per ottenere il “tasso pieno”. Ed è qui che viene da ridere per non piangere, visto che grosso modo questo impianto è stato introdotto in Italia già una decina di anni fa con la famigerata Riforma Fornero del Governo Monti.

Infatti, l’impianto della Legge Fornero, come riporta FiscoeTasse si basa su due colonne portati:

  1. La pensione di vecchiaia cui hanno diritto tutti i lavoratori assicurati con la previdenza obbligatoria e che all’età stabilita per legge (67 anni dal 2019 al 2022, ma che aumenterà progressivamente se aumenta la speranza di vita) abbiano un’ anzianità contributiva di almeno 20 anni
  2. svariate modalità di pensionamento anticipato rispetto all’età della pensione di vecchiaia (Pensione anticipata della legge Fornero, APE volontario o sociale, Isopensione, Quota 102, pensione anticipata per mansioni usuranti e per i lavoratori precoci, Opzione Donna, ecc.) che vedremo in dettaglio piu avanti

Anzi, si può dire che in Italia abbiamo avuto una riforma delle pensioni ancora più da “lacrime e sanguegià nel 2012, sebbene negli anni siano arrivate varie finestre (le cosiddette Quota 100, 101, 41, 42, ecc.) per consentire ai lavoratori di poter vedere la tanto sospirata pensione. Non dimentichiamoci poi il problema degli esodati che produsse.

Il Governo Meloni conta di superare la Fornero definitivamente dal 2024.

Perché francesi protestano contro riforma pensioni

Tornando alla Francia, uno studio dell’Institut national de la statistique et des études économiques (INSEE) sulla mortalità dei francesi per percentili di reddito, un quarto degli uomini più poveri sarebbe già morto a 62 anni (cinque volte di più del 5% più ricco) e un terzo a 65 anni. Per le donne, circa il 13% delle più povere muore prima dei 62 anni.

Inoltre, la situazione sarà ancor peggiore per coloro nati dopo il 1974, come sottolinea Patrick Aubert, ricercatore all’Institut des politiques publiques. Poiché la metà di coloro che devono aspettare fino a 67 anni per raggiungere il “tasso pieno” fa parte del 25% più povero della popolazione.

I francesi protestano dunque per una riforma che andrà a colpire come al solito i lavoratori più poveri. E promuovono il diritto alla pensione a 60 anni e in buona salute, la difesa dei “regimi speciali” a tutela di chi compie lavori usuranti. Senza dimenticare l’aumento dei salari, la tassazione dei super-profitti delle multinazionali e misure concrete a difesa del potere d’acquisto contro l’inflazione galoppante.

L’adesione alle manifestazioni è stata alta in maniera trasversale tra i settori e di fatto preoccupa anche quella del settore energetico, che ha in programma altri scioperi che prevedono alte adesioni.

Se è vero che i francesi ci mostrano sempre come si protesta – d’altronde la rivoluzione la hanno inventata loro – occorre anche fargli una tiratina d’orecchie. Perché da diversi anni continuano a votare per governi neoliberisti? Dopo la fine dell’era Chirac hanno continuato a propendere per rappresentati dell’agenda europea e neoliberista, respingendo candidature alternative facendo fronte comune al momento del ballottaggio.

Il Presidente in carica Emmanuel Macron è stato creato politicamente in laboratorio una decina di anni fa per scongiurare eventuali svolte più estreme.

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