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Pasqua, doppia gaffe di Conte sulla festività

Data ultima modifica: 11 Aprile 2020

In questo ormai mese e passa di Quarantena, ci siamo abituati alle conferenze stampa di Giuseppe Conte. Principalmente in diretta Facebook, con i giornalisti collegati in streaming che, dopo il suo discorso da “Mulino bianco”, gli pongono qualche domanda.

Connessione internet italiana permettendo, ovviamente. Visto che queste – così come tante altre dirette alle quali stiamo assistendo in questo periodo non potendoci essere ospiti nelle trasmissioni televisive – spesso finiscono per essere a scatti, a tratti mute, bloccate, ecc.

Il Premier Conte sa di piacere a molte donne. Indubbiamente, da etero, non possono non ammettere che sia un cinquantenne affascinante. Dotato di invidiabile silhouette, aplomb, savoir faire, ciuffo sicuro, basette tira-baci.

Certo, quando parla sembra che si sforzi, forse per sopprimere il più possibile il suo accento foggiano.

Ma a parte la sua essenza seduttiva innata, sebbene non sappia quanto involontaria, alle persone dotate di raziocinio, interessa il contenuto del suo messaggio. Per esempio, quali sono gli strumenti che il Governo sta mettendo in campo per affrontare questa emergenza. Forse più indotta da un sistema sanitario penoso, che per il Covid-19 in sé.

Nella conferenza tenuta qualche giorno fa, insieme alla Ministra Azzolina (che sembra la Guzzanti) e il Ministro Gualtieri (europeista tra i sostenitori del MES), ha parlato anche della Pasqua. Come metafora della liberazione anche del nostro Paese.

Orbene, ha commesso una doppia gaffe, capace di offendere cristiani ed ebrei nello stesso [sta_anchor id=”pasqua”]tempo[/sta_anchor].

La gaffe di Conte sulla Pasqua

giuseppe conte pasqua

Come riporta Libero, ma non solo, il premier è incappato in due scivoloni sulla Pasqua quando ha detto:

“Pasqua significa, lo sanno bene i Cristiani, passaggio. È il passaggio e anche il riscatto dalla schiavitù all’Egitto”

Si tratta di due grossi errori: la Pasqua a cui si riferisce è quella ebraica e non quella Cristiana. Poi è vero che questa festività per gli ebrei ricorda la liberazione dalla schiavitù, ma degli ebrei in Egitto, non verso l’Egitto.

In realtà, è per gli Ebrei che la Pasqua ricorda l’uscita dall’Egitto, non per i Cristiani. Per i quali – invece – la liberazione è intesa dalla schiavitù del peccato.

Sui Social non è mancata ovviamente l’ironia:

“Conte: Pasqua significa passaggio ‘dalla schiavitù all’Egitto’. Sì, quando gli ebrei sono andati a Sharm el-Sheikh!”

“Un tempo gli ebrei vivevano in schiavitù: poi, il giorno di Pasqua, si trasferirono in Egitto”

Se la Pasqua deve esserci negata, quanto meno non la dissacriamo.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

Una risposta a “Pasqua, doppia gaffe di Conte sulla festività”

  1. Dice bene. Il suo “protettore” del Vaticano dovrà fargli un corso di aggiornamento in materia religiosa in cui è più scarso di quanto si possa immaginare.

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