Padre Ludovico da Casoria, storia e miracoli del Santo originario di una squallida città

Padre Ludovico da Casoria, storia e miracoli del Santo originario di una squallida città
Ecco la storia di Padre Ludovico da Casoria. Comune in Provincia di Napoli (con cui è pure limitrofo), diventato tristemente noto a livello nazionale per diversi fatti di cronaca, riportati dai Tg, Striscia la notizia e Le iene.
 
Si pensi allo scandalo del Pronto soccorso del locale Ospedale dei Camillani, per il quale si spesero innumerevoli fondi senza essere poi mai aperto. O al compleanno di Noemi Letizia al quale partecipò l’allora Premier Silvio Berlusconi, alla vigilia degli scandali a luci rosse emersi di lì a poco. Ed ancora, allo scandalo delle Pompe funebri e alla Parentopoli e Amicopoli nella gestione delle società controllate.
 
Cosa dire poi della terra in zona Cantariello altamente inquinata da anni, della corruzione politica, tra voto delle elezioni puntualmente eluso o casi clamorosi come quello di Tabacci alle Primarie Pd. Casoria divenne nota anche per gli scandali all’Asl, coi dipendenti assenteisti (fu tra i primissimi casi dello scandalo fannulloni di portata nazionale). Giusto per citare un po’ di casi.
 
E pensare che questa città negli anni ’70 veniva definita la Sesto San Giovanni del Sud, per la presenza di molte industrie che davano lavoro anche ai settentrionali. Qui è stato aperto anche il primo centro commerciale in Campania, l’Euromercato, anch’esso miseramente fallito.
 
La città oggi è moribonda, una sorta di dormitorio grigio e incupito. Un ibrido sociale, anche perché i casoriani doc sono forse un quarto della popolazione totale, complice l’urbanizzazione selvaggia che ha portato molti napoletani a trasferirvisi. Così, il tessuto sociale è disgregato, ormai privo di tradizioni e costumi. Mancano luoghi di aggregazione e socialità (rappresentati solo dalle comunità ecclesiastiche, dai centri scommesse e dai bar).
 
La stessa festa del Santo patrono, San Mauro, si è ridotta a una semplice messa celebrativa priva di festeggiamenti come era una volta, con tanto di luci, corteo, concerto e bancarelle.
 
Unico motivo di vanto è l’essersi veduta riconosciuta la santificazione di tre personaggi legati al territorio: Suor Giulia Salzano, Suor Adelaide Brando e Padre Arcangelo Palmentieri. Sebbene chi di dovere non abbia mai organizzato un turismo religioso a loro collegato.
 
Di seguito ci occupiamo della storia di Padre Ludovico da Casoria.

Padre Ludovico da Casoria storia

 
Come riporta Wikipedia, nacque come Arcangelo Palmentieri a Casoria, l’11 marzo 1814. Terzogenito di una famiglia di artigiani, dopo aver fatto l’apprendista falegname a 18 anni fu accolto tra i Frati Minori nel noviziato presso il Convento San Giovanni del Palco di Taurano, in provincia di Avellino, proseguì poi gli studi negli istituti di Sant’Antonio ad Afragola, di Sant’Angelo a Nola e di San Pietro ad Aram a Napoli.
 
Fu ordinato presbitero il 4 giugno 1847 ed iniziò la sua attività di insegnante di filosofia e matematica presso vari istituti dell’Ordine francescano.
 
In quello stesso anno successe l’episodio che gli cambiò la vita: mentre era in adorazione dinanzi a Gesù Sacramento nella chiesa napoletana di San Giuseppe dei Ruffi cadde a terra avvertendo che era giunto il momento di cambiare vita dedicandosi ad un’attività caritatevole che contraddistinse il resto dei suoi giorni.
 
Iniziò a frequentare persone di diverse impostazioni culturali e politiche, tra cui atei e liberali, fondò accademie di cultura religiosa e numerose case di accoglienza per anziani.

Padre Ludovico da Casoria miracoli

Con il placet e l’aiuto di Ferdinando II riuscì a riscattare numerosi bambini di colore schiavi a Il Cairo e ad Alessandria, con lo scopo di donar loro una vita dignitosa, una educazione cristiana e una preparazione culturale tale da poterli inviare come missionari indigeni nel continente africano.
 
Molti di loro scelsero liberamente di ricevere la Cresima e successivamente di divenire sacerdoti e donne consacrate. Di grande aiuto gli furono molti Terziari Francescani che con lui fondarono i Frati della Carità o Bigi. Come anche le suore Bigie Elisabbettine nel 1962, che tutt’oggi continuano il carisma del Beato Ludovico da Casoria.
 
A Napoli, in località Scudillo, fondò l’Istituto La Palma, infermeria-farmacia per i frati della Provincia Francescana e per i sacerdoti poveri del Terz’Ordine, tutt’oggi l’Istituto è attivo come luogo di studio e di giochi per i bambini e i preadolescenti meno abbienti del Rione Sanità. Inoltre, fonda ad Assisi nel 1871 l’Istituto Serafico, dove, Padre Lodovico da Casoria si fece carico di accogliere ragazzi sordi e ciechi, da lui definiti “creature infelici e abbandonate“, nella convinzione che anche essi potessero avere un futuro, e ancora oggi l’Istituto Serafico porta avanti la sua opera.
 
Particolare aiuto alle sue opere fu dato dalla Santa Caterina Volpicelli, donna carismatica e devota al Sacro Cuore di Gesù che intrattenne rapporti anche con San Daniele Comboni, Sant’Annibale Maria Di Francia, Santa Giulia Salzano, la Beata Maria Cristina Brando (figlia spirituale dello stesso Ludovico), il Beato Pio IX, il Beato Antonio Rosmini e il Beato Bartolo Longo.

Padre Ludovico da Casoria com’è morto

Prima di morire affidò la sua opera di educazione dei bambini di colore ai Frati Bigi.
 
Morì la mattina del 30 marzo 1885. I suoi resti riposano nella Chiesa dell’Ospizio marino di Posillipo, dove aveva fatto erigere un monumento che raffigurava Francesco d’Assisi nell’atto di abbracciare Giotto, Dante e Cristoforo Colombo, Terziari Francescani.

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