ORGOGLIO GAY O CARNEVALE DI RIO?

Sabato scorso si è tenuto a Napoli il “Gay pride”, corteo in difesa del diritto alla libertà di amare, promosso ogni anno in occasione della “giornata dell’orgoglio LGBT (acronimo  utilizzato come termine collettivo per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender  (Transessuali)”, che si tiene nei giorni precedenti o successivi alla data del 28 giugno, e che commemora la “rivolta di Stonewall”.
I cosiddetti moti di Stonewall furono una serie di violenti scontri fra gli omosessuali e la polizia a New York; la prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969  poco dopo l’1:20 di notte, quando la polizia irruppe nel bar chiamato “Stonewall Inn”, un bar gay in Christopher Street nel Greenwich Village.
Il corteo tenutosi a Napoli è partito da Piazza Cavour e giunto fino a Piazza Municipio, e ha visto la partecipazione di LGBT, ma anche cattolici e laici etero, con cifre che vanno dai 150 mila ai 300 mila partecipanti. Il corteo è arrivato in serata a Piazza Plebiscito dove era previsto un concerto fino a mezzanotte, con la festa che poi è continuata nel corso di tutta la notte presso l’Arenile di Bagnoli, con “l’Ammujna party”, scandito dalla musica dei deejay Boy George e Z-star, accompagnati altresì da altri artisti.
Il corteo è proseguito serenamente, tra l’allegria generale, eccezion fatta per due brevi momenti di contestazione, uno riservato alla deputata Pd Concia, rea di aver qualche mese fa avuto rapporti con Casapound di Roma (definita per questo motivo dai manifestanti “fascista”), mentre il secondo si è consumato in Via Cirillo, dove alcuni carri sono stati colpiti da uova da un piccolo gruppo di ragazzi.
Non è mancata la passerella di qualche politico locale, con il Sindaco Rosa Russo Jervolino che a Via Medina si è unita al corteo; forse spera così di accaparrarsi un po’ di simpatie visto che il consenso di cui gode è in caduta libera da anni.
Il corteo è stato come sempre molto colorito, con ben 17 carri che sono sfilati allegramente, a mo’ di Carnevale di Rio. Ed è ciò che forse contesto ai manifestantiGiusto esprimere e combattere per le proprie idee, i propri gusti sessuali, in un’Italia ancora fortemente bigotta e retrò su certe tematiche concernenti determinati diritti civili (in particolare i matrimoni gay, il riconoscimento delle coppie di fatto anche etero, l’eutanasia), ma credo altresì che sfoggiare cortei simili, così sfarzeschi, colorati, come se si trattasse di una sfilata di Carnevale, non aiuta certo a migliorare il pensiero intollerante e diffidente di tante persone, le quali, di fronte a tanta pomposità, finiscono per incrementare il proprio disappunto nei loro confronti, liquidando il tutto come una pagliacciata e ritenendo tali persone solo eccentriche, fenomeni da circo, ridicole.
E gente che la pensa in quel modo in Italia ce n’è. E purtroppo ce n’è anche di gente che passa all’azione violenta; basti pensare ai tanti casi consumatisi in quel di Roma e, ahimè, anche in quel di Napoli.

(Fonti: Wikipedia, articolo su Repubblica/Napoli del 27 giugno)

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