I numeri che usiamo sono arabi: i messaggi subliminali nascosti

I numeri che usiamo sono arabi: i messaggi subliminali nascosti

In pochi sanno che i numeri che utilizziamo nella nostra vita quotidiana, ad esempio per fare i calcoli o per misurare il tempo, sono di origine araba.

Di seguito accenniamo alla storia dei numeri arabi in Europa e alcuni messaggi subliminali insiti in alcuni di essi.

Numeri arabi: come sono arrivati in Europa

Gli arabi portarono i loro numeri in Europa durante le invasioni iniziate nel 711, soprattutto in Spagna ma con un importante coinvolgimento anche in Sicilia. Le cui tracce sono ancora visibili oggi, in meravigliose opere architettoniche.

Tuttavia, come riporta Tuscan Dogma, fu Leonardo Fibonacci a sdoganare l’uso dei numeri arabi in Europa, poiché egli ebbe modo di studiare sui testi di grandi matematici arabi. Era convinto che rispetto ai numeri romani da noi in uso fossero migliori per lo sviluppo della scienza da lui tanto amata.

L’introduzione dei numeri arabi fu in realtà osteggiato inizialmente per le transazioni bancarie e commerciali, anche per l’odio e la diffidenza che regnava allora tra Europei e Arabi. Un odio che nell’ultimo quarto di secolo è tornato prepotentemente.

La storia dei numeri arabi è legata anche alle Crociate. Più precisamente alla Seconda Crociata: furono introdotti tra la popolazione medio orientale dagli arabi occupanti le terre Cristiane al fine di generare confusione tra i crociati. In questo modo, quando questi ultimi provarono a liberare la Terra Santa dagli invasori, abituati alla numerazione latina non riuscivano a comunicare propriamente con gli abitanti del luogo. Il che li sfavorì non poco. Per quella che oggi chiamiamo “una guerra di numeri“.

Messaggi nascosti nei Numeri arabi

Chiave organica riporta poi i messaggi subliminali nascosti nei numeri arabi. Il numero 4 rappresenta un triangolo massonico rovesciato. Mentre il numero 8 è il simbolo dell’infinito al contrario, il che rappresenterebbe Satana poiché è il contrario di Dio.

Per quanto riguarda il tanto decantato da Fibonacci numero zero, proprio perché assente nella numerazione romana, esso rappresenta il nulla, il vuoto cosmico. Dunque rappresenterebbe l’assenza di tutto, e trasmetterebbe nelle persone un senso di perdita di fede. Inoltre, le leggi matematiche ci impediscono di dividere per zero. Per i numeri latini lo zero non è nemmeno concepibile.

I numeri romani sono legati alle radici cristiane dell’Europa. Il numero V raffigura per esempio due braccia rivolte al cielo verso Dio. Ma soprattutto, il numero X è il simbolo della Croce di Sant’Andrea.

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Pubblicato da Vito Andolini

Appassionato di geopolitica e politica nazionale.

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