Sabotaggio Nord Stream: quelle minacce di Biden a febbraio

Sabotaggio Nord Stream: quelle minacce di Biden a febbraio

Parafrasando l’ultimo apprezzatissimo film di Paolo Sorrentino viene da chiedersi: è stata la mano di Biden? Ci riferiamo al sabotaggio, ormai acclarato, alla rete Nord Stream 1 e 2, fondamentale per l’erogazione del gas russo al resto d’Europa.

Sono state le autorità danesi a riferire per prime dei consistenti danni che sono stati arrecati contro tre linee di sistema dei gasdotti offshore Nord Stream 1 e Nord Stream 2. Già si parla di danni senza precedenti. Il più consistente è pari ad oltre 1 chilometro di diametro, rendendo di fatto il gasdotto Nord Stream del tutto inutilizzabile. Ricordiamo invece che il Nord Stream 2 non era mai stato attivato.

Perché incidente a Nord Stream 1 e 2 è stato un sabotaggio

Come riporta Byoblu, la maggior parte degli esperti è concorde nell’escludere che si sia trattato di un incidente o di pura fatalità. Javier Blast, esperto di energia ed editorialista per Bloomberg, ha lasciato intendere che sia impossibile che simultaneamente i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 soffrano di tre diverse perdite. Blast ha poi citato Ian Fleming:

Una volta è un caso. Due volte è una coincidenza. La terza volta è un’azione nemica

Sulla stessa lunghezza d’onda sono sia le autorità danesi, responsabili amministrativamente del passaggio del gasdotto, dato che avviene nelle loro acque territoriali, sia quelle tedesche. Particolarmente interessante dall’incidente essendo la Germania fortemente dipendente dal gas russo. Con tutti i danni che ne conseguono per famiglie e imprese.

Inoltre, l’osservatorio sismico svedese ha rivelato “due forti esplosioni” nelle acque nei pressi del tratto del gasdotto Nord Stream interessato da perdite. Mentre la Norvegia, diventato praticamente il paese principale esportatore di gas nel resto del vecchio continente, ha riferito che vigilerà a livello militare i suoi gasdotti.

Sabotaggio Nord Stream 1 e 2: perché potrebbero essere stati gli americani

Se è vero che Usa, Nato e Ue incolpano i russi, richiamando in causa la regina del giallo, potremmo dire che molti indizi lasciano cadere i principali sospetti sugli Usa.

Il primo indizio riguarda il fatto che Biden lo scorso febbraio aveva minacciato un’azione simile qualora la Russia avesse invaso l’Ucraina. Era il 7 febbraio e allora incontrò il Cancelliere tedesco Scholz, in visita alla Casa bianca. Ne parlò, tra gli altri, Tgcom24. Del resto, il buon Joe è uno che mantiene le sue promesse. Come quando nel 1997 disse che un modo per “fare uscire fuori l’orso russo dalla tana” fosse quello di utilizzare l’Ucraina.

Ma veniamo agli altri indizi. Gli Usa hanno tutto l’interesse affinché l’Europa abbia fame di gas, visto che sarebbero loro i primi extracomunitari a vendercelo. Sebbene questa scelta, come spiegato qui, sia più inquinante e molto più costosa.

E poi: il tratto del mar Baltico dove il Nord Stream è stato danneggiato, è zona di competenza dell’Alleanza atlantica. Possibile che alla NATO sia sfuggita un’azione simile? Oppure potrebbe avere semplicemente chiuso un occhio, lasciando fare i sabotatori a proprio vantaggio.

Chi ha sabotato il Nord Stream?

E se volessimo escludere gli americani, chi potrebbe essere stato? Gli altri indiziati sono i russi, i norvegesi e gli speculatori della Borsa di Amsterdam.

I russi però non avrebbero alcuno interesse, visto che già da tempo la rete non trasportava più il loro gas, visto che, magia nera delle sanzioni, i pezzi di ricambio non arrivavano. Potrebbe tutt’al più trattarsi di una ripicca.

Difficilmente poi possono essere stati i norvegesi, sospettabili certo per gli interessi economici e per la prossimità geografica, ma che ormai hanno già raggiunto il primato come esportatori di gas nel vecchio continente e potrebbero anche essere già al massimo del loro potenziale. Certo, potrebbero avere tutto l’interesse affinché Nord stream andasse fuori uso definitivamente.

Infine, sospetti ricadono anche sugli speculatori della Borsa di Amsterdam, che hanno già beneficiato dall’incidente in termini di profitti, incassando un aumento del prezzo a +12%.

Dunque, chi ha ucciso il Nord stream 1 e 2? A dirlo sarà un’inchiesta che coinvolgerà tutte le parti interessate, eccetto chi ha subito il danno: Gazprom. La sentenza, insomma, è già stata emessa. Le conseguenze però le pagheremo sempre noi.

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Pubblicato da Luca Scialò

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