No Green pass, Ministro Lamorgese vieta manifestazioni

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Introduzione

Il Ministro degli interni Luciana Lamorgese tuona contro le manifestazioni anti-green pass e così vieta l’accesso dei manifestanti nelle aree sensibili.

Pur ribadendo il «diritto a esprimere il dissenso», nelle indicazioni ai prefetti fa notare come le proteste abbiano generato «elevate criticità» non solo per «l’ordine e la sicurezza pubblica» ma anche per «i diritti attinenti allo svolgimento delle attività lavorative e alla mobilità dei cittadini». Sottolineando pure come alcune manifestazioni abbiano avuto «effetti particolarmente negativi nell’attuale fase di ripresa delle attività sociali ed economiche».

Pur se si parla di manifestazioni in generale, è chiaro che il riferimento principale è a quelli no-vax e no-green pass.

In questi due anni da Ministro degli interni, però, la Lamorgese non ha mancato di commettere diverse gaffe.

Vediamo in cosa consistono i divieti e alcune mancanze della Lamorgese.

Divieto di manifestare cosa prevede

Come riporta MSN, i prefetti dovranno individuare

specifiche aree urbane sensibili, di particolare interesse per la vita di comunità, che potranno essere oggetto di temporanea interdizione» ai cortei «per la durata dello stato di emergenza in ragione dell’attuale situazione pandemica

Ma il dicastero dell’Interno ribadisce come

il diritto costituzionalmente garantito di riunirsi e manifestare liberamente in luogo pubblico costituisce espressione fondamentale della vita democratica e come tale va preservato e tutelato

I questori, certo, potranno adottare «divieti e prescrizioni».

Fino a prevedere la misura «dello svolgimento in forma statica (i cosiddetti sit in, n.d.r) in luogo di quella dinamica».

Il Ministro Lamorgese ricorda come misure di carattere generale furono diramate già il 23 gennaio 2009 con l’allora responsabile del Viminale Roberto Maroni. Allora al governo c’era il Berlusconi IV. Il che non fa altro che confermare quanto il governo in carica abbia una impronta di centro-destra, malgrado al suo interno vi siano anche forze che si proclamano di sinistra come Pd e Leu. O ibride come i Cinquestelle.

Luciana Lamorgese chi è

Come riporta Wikipedia, nata a Potenza l’11 settembre 1953, figlia dell’ex prefetto Italo Lamorgese, Luciana Lamorgese si è laureata all’Università degli Studi di Napoli Federico II con lode in giurisprudenza. Abilitandosi alla professione di avvocato. Dopo una fulminea carriera, nel 2017 è promossa da Marco Minniti a Prefetto di Milano, succedendo ad Alessandro Marangoni, andato in pensione.

Con lei si sarebbe registrato un calo dei reati dell’8,7% nella Prefettura di Milano rispetto all’anno precedente: per questo motivo, il giorno del suo pensionamento ha ricevuto una targa di ringraziamento da Matteo Salvini allora Ministro degli interni.

Ma, ironia della sorte, sostituirà proprio quest’ultimo nel 2019 con la caduta del Governo Conte I e sarà riconfermata al Viminale con l’arrivo del Governo Draghi.

Tra le critiche principali incassate durante il suo operato, soprattutto negli ultimi mesi:

  • mancato sgombero di un rave party non autorizzato, tenutosi in estate nella provincia di Viterbo, con migliaia di partecipanti giunti da tutta Europa e protrattosi per giorni
  • per quanto accaduto il 9 ottobre a Roma, ove esponenti di Forza Nuova hanno preso d’assalto la sede nazionale della CGIL, pur avendolo annunciato poco prima
  • per quanto consumatosi il 18 ottobre al porto di Trieste, ove la Polizia di Stato ha sgomberato con idranti e lacrimogeni un presidio dei portuali contrari all’obbligo di certificazione verde sul luogo di lavoro deliberato dall’esecutivo
  • da 5 mila sbarchi registrati nel 2018-2019 si è arrivati oggi quasi a 50 mila. Gianni Tonelli, già segretario generale del Sindacato autonomo di polizia, oggi deputato leghista e segretario della Commissione parlamentare antimafia, fa notare a Diario del web come la Lamorgese gestiva i flussi migratori quando ne arrivavano 100 mila o 200 mila all’anno quando Ministro degli interni era Alfano. Essendo all’epoca Capo di Gabinetto. Quindi sottintende un continuum nel suo operato

Conclusioni

Pur ribadendo il diritto a manifestare, la verità è che le manifestazioni saranno pesantemente limitate. Visto che dovranno tenersi lontani dai luoghi centrali e più importanti delle città. Quindi, saranno sensibilmente depotenziate.

Un atteggiamento tipico di un governo reazionario e privo di opposizione come quello di Draghi. Quanto al porto di Trieste, interessa particolarmente perché l’azionista di maggioranza è, come riporta IlSole24Ore e ha ricordato la stessa Lamorgese, Hamburger Hafen und Logistik Ag (Hhla), operatore del porto di Amburgo. La tedesca Hhla è quotata in Borsa, occupa 6.300 dipendenti e movimenta 7,5 milioni di container sviluppando un fatturato di 1,350 milioni di euro.

Quindi, anche nel caso delle soppressioni avvenute a Trieste, “ce lo ha chiesto l’Europa“. Alias la Germania. Che lì ha pesanti interessi economici e commerciali.

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