NELLA TERRA DEI FUOCHI I ROGHI SONO ANCORA QUOTIDIANI, MA AVVENIRE DICE IL CONTRARIO

Data ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2013

CON UN ARTICOLO L’ORGANO DEL VATICANO PARLA DI UNA RIDUZIONE FINO AL 75% DELLE COLONNE DI FUMO ASSASSINE TRA NAPOLI E CASERTA. MA LA REALTA’ E’ BEN DIVERSA
Da tanti, troppi anni, nel territorio tra Napoli e Caserta è in corso una catastrofe ambientale a danno della salute pubblica, per opera di chi smaltisce in maniera criminale e senza scrupoli i rifiuti dandogli fuoco. Nel pattume bruciato non troviamo solo il classico sacchetto domestico, molto in voga specie durante l’acuirsi dell’emergenza rifiuti tra il 2007 e il 2008, bensì materiale ben più inquinante, come il pellame; per non parlare dell’ormai tristemente noto dissotterramento di materiale tossico o di amianto. Il quale, spesso, non viene neppure dissotterrato, ma abbandonato a cielo aperto, al massimo coperto con un telo di plastica.

Un fenomeno che sta uccidendo la popolazione ivi abitante, tanto che in meno di vent’anni l’incidenza tumorale in quell’area ha superato quella della Provincia di Milano; la quale, peraltro, sta subendo una positiva riduzione.
Il territorio tra Napoli e Caserta è stato così battezzato “La Terra dei fuochi” da Roberto Saviano nel libro Gomorra come titolo dell’XI ed ultimo capitolo. E da qualche anno è monitorato da un omonimo portale creato e curato da Angelo Ferrillo, diventato ormai da anni la voce che quotidianamente racconta e descrive la drammatica situazione.

IL SITO – Sul sito La terra dei fuochi, grazie alla segnalazione di tantissimi e sempre più numerosi cittadini, è stata elaborata una mappa interattiva che offre un censimento dei roghi tossici e dei siti abusivi di incenerimento-scarico. Cliccando sulle icone – la cui grafica ben rispecchia il fenomeno di cui sono simbolo – è possibile così leggere importanti informazioni su discariche abusive e roghi perpetui. C’è anche una casina verde che indica “La città della Munnezza”, ossia Giugliano, dove da anni sono presenti oltre sei milioni di balle di immondizia. Un danno anche economico, se consideriamo che per controllare quelle ecoballe occorrono 4200 euro al giorno.

MA AVVENIRE DICE ALTRO – Sarà che in quelle terre chi scrive non ci vive, o sarà che il Vaticano, con le proprie antenne radio, di inquinamento sottostimato se ne intende, fatto sta che in un articolo pubblicato sul proprio organo – Avvenire – dal titolo “Terra dei fuochi respira

con i controlli anti-clan”, si parla di una riduzione del 50 per cento in provincia di Napoli e addirittura del 75 per cento in quella di Caserta per quanto riguarda i roghi tossici. Dati relativi all’andamento dei roghi di rifiuti nei primi due mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2012. Dati forniti dai vigili del fuoco al commissario antiroghi, Donato Cafagna.
“A gennaio e febbraio i vigili del fuoco sono intervenuti su 212 incendi di rifiuti nei 25 comuni napoletani della “terra dei fuochi”, mentre nel 2012, sempre nei primi due mesi, i roghi era stati 388 e nel 2011 addirittura 431. Restano tantissimi, comunque, più di tre al giorno, ma prima erano il doppio. Ancora meglio nella provincia di Caserta dove si è passati dai 2013 roghi del 2012 agli appena 50 di quest’anno, e qui si tratta di tutti i comuni casertani. Anche i dati del contrasto sembrano particolarmente positivi. In questo caso riguardano tutte le forze dell’ordine, comprese le polizie provinciali e comunali. Sempre nei primi due mesi dall’anno sono stai effettuati 303 pattugliamenti, controllate 92 aziende (quelle più sospettate di scaricare illegalmente) e 62 gommisti. Il risultato sono stati 8 arresti, 23 denunce penali a piede libero per reati connessi ai rifiuti e all’ambiente, 38 contravvenzioni. Inoltre 23 aree sono state sottoposte a sequestro penale, così come 20 veicoli utilizzati per trasporto illegale di rifiuti (…)
Molto importante è stato il controllo delle aziende considerate “più a rischio”, come quelle che lavorano metalli, plastiche, tessile, pneumatici. E non sono solo i forestali. Così, ad esempio, la polizia municipale di San Giuseppe Vesuviano ha controllato sei imprese tessili gestite da cinesi, trovando numerosi sacchi di rifiuti (si tratta di rifiuti speciali) pronti per essere smaltiti. Mentre altri erano stati bruciati in aree adiacenti. Il risultato è che cinque aziende su sei sono state messe sotto sequestro”.
Forse qualcosa inizia pure a muoversi in tema di controlli, ma i dati forniti dai Vigili del fuoco ci sembrano alquanto sovrastimati. Basta farsi un giro sulla pagina ufficiale de La Terra dei fuochi su Facebook per notare, grazie ai video o ai commenti-testimonianze delle persone, quanto i roghi tossici siano ancora costanti e si verifichino tutti i giorni. Oppure farsi un giro di persona dal tardo pomeriggio in quelle zone, per constatare e respirare dal vivo quale sia la reale situazione. I vostri polmoni non ne saranno però entusiasti.

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