Nel fantastico mondo di Oz: il sequel inquietante del capolavoro

Nel fantastico mondo di Oz: il sequel inquietante del capolavoro

Introduzione

Nel fantastico Mondo di Oz è il sequel poco conosciuto del classico Il Mago di Oz del 1939. Quest’ultimo è tra i più famosi ed influenti della storia del Cinema.

I motivi sono tanti: il fascino della trama, il passaggio nel corso della storia dal bianco e nero al colore e viceversa, la potenza delle immagini malgrado si affidi a scenografie teatrali e ad effetti speciali ridotti al minimo. Oltre al brano Over the rainbow, cantato dalla protagonista Dorothy interpretato da Judy Garland (il ruolo inizialmente doveva andare a Shirley Temple). Già famosa, ma che dopo la pellicola, sarà protagonista di altri film importanti negli anni ’50. Per poi morire prematuramente nel 1969, a soli 47 anni.

Come riporta Wikipedia, si ispira al romanzo Il meraviglioso mago di Oz del 1900, il primo dei quattordici libri di Oz dello scrittore statunitense L. Frank Baum. Adattato per il grande schermo da 3 sceneggiatori: Noel Langley, Florence Ryerson e Edgar Allan Woolf.

Mentre a dirigerlo fu Victor Fleming (sebbene insieme a George Cukor, Mervyn LeRoy, Norman Taurog, King Vidor), il quale, nello stesso 1939, diresse un altro classico del Cinema: Via col vento. Oggi messo alla berlina per alcuni presunti stereotipi sui neri.

Ma torniamo al suo poco conosciuto sequel: Nel fantastico mondo di Oz. Il quale – dalle tinte quasi horror – è passato quasi inosservato nella storia del cinema malgrado fosse il seguito di una pellicola di cotanta importanza.

Nel fantastico mondo di Oz trama

Dorothy Gale è tornata a casa dagli zii Henry ed Emma, ma non riesce a dimenticare quella fantastica avventura vissuta ad Oz. Gli zii non credono alla sua avventura, e sono preoccupati dal fatto che la ragazzina appaia turbata, credendo che abbia problemi mentali. Così decidono di farla visitare dal Dottor Worley, specializzato in cure con l’uso dell’elettroterapia.

Prima di essere portata via, però, Dorothy scopre grazie alla sua gallina Billina, una misteriosa chiave: è convinta che gli sia stata data dagli amici lasciati ad Oz.

Prima che il Dottor Worley esegua la “cura” a colpi di elettroshock su Dorothy, fortunatamente i suoi macchinari si fermano a causa di black out causato dal violento temporale. Mentre Worley e la sua assistente, l’acida infermiera Wilson, controllano il generatore, Dorothy riesce a scappare grazie all’aiuto di una misteriosa ragazza dai capelli biondi.

Inseguite dalla Wilson le due ragazze si trovano fuori nel mezzo del temporale e cadono in un fiume: la misteriosa liberatrice scompare sott’acqua, mentre Dorothy si salva entrando in una cassetta di legno.

Svegliatasi, si ritrova con Billina nel Deserto della Morte, che circonda Oz. La gallina ora sa parlare e Dorothy si ricorda come uscire dal deserto. Da qui inizierà una nuova avventura nel fantastico mondo di Oz, che scoprirà essere molto diverso da come lo aveva lasciato. In preda alla distruzione e alla disperazione. Conoscerà nuovi amici ma anche nuovi personaggi crudeli.

Nel fantastico mondo di Oz recensione

Come riporta Wikipedia, Nel fantastico mondo di Oz (titolo originale Return to Oz), noto anche come Ritorno ad Oz, è un film del 1985, nominato all’Oscar per i migliori effetti speciali. Non rappresenta un sequel ufficiale de Il mago di Oz, ma per tema e personaggi lo è de facto.

Tuttavia, fu prodotto dalla Walt Disney Pictures senza la collaborazione della MGM o della Warner Bros. (che ne detiene i diritti attualmente). Ma non fu necessario chiedere nessun permesso, giacché nel 1985 tutti i libri su cui è basato erano ormai di dominio pubblico. L’unico ostacolo furono le scarpette rosse indossate da Dorothy, giacché il design è ancora proprietà della Time Warner, che ricevette una cospicua somma per concedere il “nulla osta“.

Il film fu diretto da Walter Murch e resta ad oggi la sua unica pellicola, essendo di professione un tecnico del suono (con 3 Oscar vinti). Figura anche come co-sceneggiatore insieme a Gill Dennis. I quali hanno riadattato il secondo e il terzo romanzo di L. Frank Baum – Il meraviglioso Paese di Oz e Ozma Regina di Oz – entrambi seguiti de Il Meraviglioso Mago di Oz.

Non ebbe un grande successo commerciale ed è oggetto di recensioni discordanti. Tuttavia, negli anni è diventato un cimelio e ha guadagnato molto con la vendita e il noleggio di VHS e DVD.

La pellicola si presenta con un taglio dark, quasi horror. A partire dalla protagonista, una giovanissima Fairuza Balk, che esordì con questo film all’età di 11 anni. Il cui volto era sicuramente più enigmatico di quello docile della Garland all’epoca, con i suoi occhi azzurri dal taglio severo e poco rassicurante.

Anche Oz appare tetra, tra statue con la testa mozzata e i mattoncini del sentiero dorato dissestati manco fossero le strade di Roma. E cosa dire delle teste intercambiabili dell’inquietante strega Mombi, nonché dei suoi tirapiedi: i ruotanti, che non ho mai dimenticato dopo l’unica volta che l’ho visto da bambino. Mediaset ricordo che lo trasmise a fine anni ’80, ma in Tv è ormai sparito da tempo.

Anche l’inizio non è dei più incoraggianti, visto che gli zii di Dorothy la portano in un ospedale psichiatrico che somiglia ad Arkham, per farla sottoporre ad un terribile elettroshock.

Insomma, Nel favoloso Mondo di Oz sembra più un film Horror. O, comunque, una fiaba Dark fantasy, con diversi aspetti interessanti.

Ecco quella che può essere considerata la scena più inquietante:

Se sei appassionato de Il mago di Oz, dai un’occhiata a tutti i misteri legati al film raccolti in questo articolo.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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