Nei campus americani perseguitati gli studenti pro-Palestina

Nei campus americani perseguitati gli studenti pro-Palestina

Il presidente della Camera, il repubblicano Mike Johnson, ha invocato l’intervento della Guardia Nazionale.

La guerra tra Israele e Palestina non aveva mai toccato un punto così drammatico. A livello mondiale monta in molti paesi lo scontro di manifestanti a favore dell’una o dell’altra parte, anche in Italia. Con tante manifestazioni intolleranti contro gli studenti di entrambe le fazioni.

Il tutto, appannaggio di chi governa il mondo, per la vecchia regola “dividi et impera“. Noi ci scanniamo a vicenda mentre chi muove i fili approva leggi in maniera indisturbata e chi è già ricco accresce il proprio gap rispetto a chi ha poco o nulla.

Nei Campus della Georgia, per esempio, la polizia di stato (di matrice sionista) arresta manifestanti inermi, bloccandoli col teaser. Energumeni che usano la forza contro studenti gracilini.

Del resto, i direttori delle Università americane si stanno rifiutando di tappare la bocca ai manifestanti pro-palestinesi, essendo molte di essa a guida progressista. Ma ormai le manifestazioni e gli scontri si stanno espandendo a macchia d’olio.

Negli Usa aumentano manifestazioni pro-palestinesi

Come riporta Maurizio Blondet, le crescenti proteste filo-palestinesi si sono diffuse in più campus, al punto che il presidente della Camera, il repubblicano Mike Johnson, ha invocato l’intervento della Guardia Nazionale.

A molti però simili iniziative hanno riportato alla memoria l’uccisione di studenti disarmati che protestavano contro la guerra del Vietnam da parte della Guardia Nazionale nel 1970.

Mercoledì sono scoppiate manifestazioni alla University of Southern California e in Texas, dove si è sviluppato uno scontro teso tra studenti e polizia in tenuta antisommossa, con più di 20 persone arrestate.

Il movimento è iniziato come detto alla Columbia University di New York, dove la settimana scorsa sono stati effettuati decine di arresti dopo che le autorità universitarie hanno chiamato la polizia per reprimere un’occupazione che gli studenti ebrei hanno definito minacciosa e antisemita.

In molte università, gli ebrei stanno tornando a seguire le lezioni online, parlando di un ritorno alla situazione che vivevano durante la Pandemia. Una sorta di nuovo lockdown e di segregazione.

Tornando alla mente le parole dette dal presidente israeliano Netanyahu nel 2001:

Dobbiamo colpire duramente i palestinesi… E il mondo non dirà nulla. Il mondo dirà che noi “ci stiamo difendendo, ci riusciremo grazie all’aiuto degli Stati Uniti, che possono facilmente imporre la narrazione

La rielezione di Netanyahu è stata una sciagura per tutto il mondo. Anche perché ora è sostenuto da partiti di estrema destra.

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Pubblicato da Carlo Brigante

Mi definisco un "ribelle" del web

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