Morto Luc Montagnier: Premio Nobel contro il vaccino Covid-19

Morto Luc Montagnier: Premio Nobel contro il vaccino Covid-19

Introduzione

Luc Montagnier è morto. Per la gioia dei vaccinisti contro il Covid-19 più fermi. La voce circolava da giorni e si credeva alla solita bufala. Ma la conferma è arrivata solo in queste ore.

Luc Montagnier, virologo Premio Nobel per la Medicina per la scoperta del virus dell’AIDS, è infatti morto martedì 8 febbraio all’età di 89 anni all’ospedale americano di Neuilly-sur-Seine.

Passare dal Premio Nobel per la Medicina ad essere considerato un medico da strapazzo è un attimo. Certo, soprattutto dopo l’assegnazione del Nobel nel 2008 che il francese ha intrapreso una strada diversa, verso una medicina alternativa rispetto a quella dominante.

Negli ultimi tempi, si era anche battuto contro il vaccino Covid-19, sottolineandone le pericolosità. Montagnier ha sempre detto che il nuovo coronavirus fosse uscito da un laboratorio, probabilmente proprio negli studi contro l’HIV.

Di recente aveva tenuto anche un comizio in Italia, nella manifestazione che ha avuto tra gli organizzatori il senatore Gianluigi Paragone, ex Movimento cinque stelle.

Vediamo chi era Luc Montagnier.

Luc Montagnier chi era

Come riporta Qui Finanza, Luc Montagnier è nato l’8 agosto 1932 a Chabris nell’Indre, nella Francia centrale. Dal 1972 era direttore dell’Institut Pasteur: un laboratorio specializzato in retrovirus e oncovirus, responsabili del cancro.

Nel 1983 ha isolato con i colleghi Françoise Barré-Sinoussi e Jean-Claude Chermann un nuovo retrovirus che ha battezzato provvisoriamente LAV (Virus Associato Linfoadenopatia) da un campione prelevato dal dottor Willy Rozenbaum da un giovane paziente omosessuale che viveva a New York.

Ci fu anche una disputa accesa tra lui e Robert Gallo, grande specialista di retrovirus. Il quale riteneva di esserci arrivato già l’anno prima. Si giunse poi ad una sorta di compromesso nel 1987, quando Stati Uniti e Francia firmarono un accordo in cui Gallo e Montagnier vennero ufficialmente nominati “co-scopritori” del nuovo virus.

Nel 2008, Luc Montagnier e la sua compagna Françoise Barré-Sinoussi ricevettero il Premio Nobel per la Medicina. Una sorta di riconoscimento ufficiale della paternità della scoperta.

Trent’anni dopo quella importante scoperta, il virologo transalpino ammise che non era riuscito a debellare l’epidemia e nemmeno il contagio “poiché non sappiamo curare chi è infetto”. Sebbene i farmaci in uso riescano comunque a spegnerne gli effetti nefasti sul sistema immunitario della persona affetta. Pur senza riuscire ad espellerlo del tutto.

Teorie alternative di Luc Montagnier alla medicina ufficiale

Via via, Montagnier fu allontanato dalla Comunità medica internazionale ufficiale per le sue teorie alternative.

Ecco quelle che hanno fatto più scalpore:

  • emissione di onde elettromagnetiche da parte del DNA
  • la “memoria dell’acqua” alla base dell’omeopatia
  • necessità di prescrivere “rimedi naturali” come la papaya al posto di farmaci per alcune malattie
  • eradicare il virus dell’HIV stimolando il sistema immunitario con un corretto schema nutrizionale basato sull’assunzione di integratori e antiossidanti
  • anche un bacio profondo poteva essere causa di trasmissione dell’HIV

Perché Luc Montagnier era contro il vaccino mRna per Covid-19

Ecco alcune dichiarazioni di Montagnier contro il vaccino per il Covid-19, riportate da Open:

Sono scandalizzato per il fatto che si vogliano vaccinare anche i bambini, perché stiamo davvero intaccando le generazioni future. Bisogna sapere che – per esempio – con il glifosato, studi recenti mostrano che ci sono effetti epigenetici. Le persone che assumono il glifosato nella dieta, trasmettono qualcosa che si manifesterà nelle generazioni successive. I figli, i nipoti, i pronipoti soffriranno, infatti questo è dimostrato nei topi per il momento, ma può essere esteso anche agli esseri umani. Quindi, ci sono effetti epigenetici, – dobbiamo pensare a questo – e dobbiamo pensare non solo a questa generazione, ma anche a quella futura. E così, l’RNA messaggero che ricevete dal vostro vaccino, può benissimo avere effetti sulle generazioni future, che non rileviamo se non li andiamo a cercare

Ed ancora:

L’RNA è una totale incognita, e proclamare la vaccinazione obbligatoria per tutti è una follia. È una follia vaccinale a cui sono contrario, assolutamente. Non sto dicendo che tutti dovrebbero morire per il vaccino, ma un certo numero di persone soffrirà per il vaccino, e questo non è accettabile

ci sono effetti su diverse generazioni, forse, ma ci sono effetti sulla stessa generazione dopo 5 anni, dopo 10 anni. È abbastanza probabile, soprattutto per quelle che chiamiamo malattie neurodegenerative. Ci sono sequenze che sembrano sequenze di prioni, nell’RNA del coronavirus. E questi prioni possono ordinare, piuttosto che disordinare le proteine naturali del cervello, per modificare fino a trasformarle in prioni

Altri oppositori al vaccino morti

La morte di Luc Montagnier si aggiunge ad altre morti precoci di quanti si stavano opponendo al vaccino Covid-19. O comunque cercavano altre verità sul nuovo coronavirus.

In principio fu il dottor Li, primo ad aver dato l’allarme sul Covid-19 ma non fu creduto. In Italia abbiamo avuto i casi di De Donno e di Biscardi. Ma si potrebbe proseguire…

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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