Milva, un’artista sofisticata ricordata da una ipocrita Rai

Il 24 aprile ci ha lasciati Milva, al secolo Ilvia Maria Biolcati. Aveva 81 anni. Nel 2010 gli fu diagnosticata una patologia neurodegenerativa che la costrinse al ritiro dalle scene. E ad un silenzio che però faceva tanto rumore in un mondo dello spettacolo sempre più volgare e pacchiano.

Milva, soprannominata la pantera di Goro perché faceva parte di un quartetto di star della canzone italiana degli anni ’60 (insieme a Mina, la Tigre di Cremona, Iva Zanicchi, l’Aquila di Ligonchio, e Orietta Berti, l’Usignolo di Cavriago), non era solo una interprete della canzone popolare e leggera italiana. Era un’artista sofisticata, che si distingueva dalle altre. Diversamente ben addentrate nelle dinamiche del mondo dello spettacolo.

La Rai in questi anni l’ha dimenticata e ora la ricorda con la solita ipocrisia.

Ma ecco chi era davvero Milva.

Milva carriera

milva

Oggi Milva viene ricordata in Italia soprattutto per le tante partecipazioni a Sanremo. Ben 15, un record che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano. Oltretutto, la figlia Marina ha dovuto battersi per farle avere un giusto omaggio a Sanremo. Che le ha assegnato il Premio alla carriera nel 2018 (qui tutte le partecipazioni e le rispettive posizioni)

Eppure, Milva viene venerata in Germania, si ricorderà anche il brano anni ’80 Alexanderplatz per esempio, e in Francia, dove interpretò diversi brani di Edith Piaf. Tanto da ricevere nel 2008 il riconoscimento di Cavaliere della Legion d’Onore Francese.

Non solo. Milva negli anni ’70 è stata impegnata nella Milano politicamente in fermento e nel modo migliore che conosceva: il canto e la recitazione. Una indole che non perse mai, anche quando nel 1971 a Canzonissima cantò Bella Ciao. Come ricorda Contropiano, partecipò ai progetti di Strehler nel Teatro Piccolo fino al 1995.

Rimase coerente alle sue idee di sinistra, anche quando molti da quelle parti si buttarono al centro o addirittura a destra, per riciclarsi rimasti orfani dopo la caduta del Muro di Berlino.

Milva collaborò con i grandi musicisti della seconda metà del novecento, come Mikis Theodorakis, Thanos Mikroutsikos, per un’escursione nella musica greca. E poi anche Astor Piazzolla, con cui si dimostrò ottima interprete di tango.

In Italia, Milva lavorò con Franco Battiato, Ennio Morricone le dedicò un album, ma ebbe anche una grande e solidale amicizia con Enzo Jannacci, che le dedicò un album e una canzone dal titolo “Rossa“. Un soprannome datogli dai media per il colore fiammante dei suoi capelli e per la sua posizione politica.

Dunque, tutt’altra musica, è proprio il caso di dirlo, rispetto alla “venaleMina o alla “falsa” Iva Zanicchi. Che confessò di essersi spacciata per una di sinistra per farsi pagare alle Feste dell’Unità. Non a caso, ha aderito fin da subito alla nascente Forza Italia di Berlusconi. Eletta pure Europarlamentare.

Per non parlare della superiorità artistica rispetto alla media delle interpreti italiane. Crollata dagli anni 2000 su livelli sconcertanti.

La Rai non è nuova a questi atteggiamenti. Si ricordi cosa fece con Fabrizio Frizzi.

Tra le tante, preferisco ricordarla con Alexanderplatz, che ascoltavo spesso di ritorno da un viaggio a Berlino.

Una risposta a “Milva, un’artista sofisticata ricordata da una ipocrita Rai”

  1. Come sempre accade in televisione alle persone di valore vengono preferite le assolute nullità. Povera grandissima MILVA sarai sempre ricordata da chi di vera musica e di veri talenti ne capisce. In RAI, purtroppo, i direttori delle tre reti sono degli assoluti incompetenti. Riposa in pace, cara MILVA, sono sicuro che la tua unica splendida voce sarà molto appezzata dal nostro CREATORE lassù.

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