Ucraina nella NATO: No della Merkel già nel 2008

Ucraina nella NATO: No della Merkel già nel 2008

Introduzione

L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea e nella NATO non per via democratica ma con un colpo di Stato nel 2014 prima e il bombardamento delle regioni del Donbass in questi anni, ha irritato non poco la Russia. La quale, come sappiamo, ha deciso di invadere l’Ucraina il 24 febbraio scorso. In una guerra ancora in corso, che non si sa quando finirà.

In realtà, Germania e l’Olanda a marzo hanno detto No ad un ingresso veloce dell’Ucraina nell’Ue. Dando un bel due di picche al focoso Zelensky.

Ma non solo. La Germania aveva già detto no nel 2008. E ad opporsi fu proprio la Merkel, il cui silenzio ha irritato quanti spingono verso questa direzione. Non solo, la Merkel ha buoni rapporti con Putin. Stringendo accordi bilaterali quando era Cancelliera con la Russia e quindi difendendo gli interessi nazionali e cercando di non spingere troppo sul tema dei dazi.

Ecco quando la Merkel disse No all’ingresso dell’Ucraina nella NATO.

Quando la Merkel disse No a Ucraina nella NATO

Come riporta Eurasia daily, il 3 aprile il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha invitato la Merkel a visitare la città di Bucha, come noto oggetto di una recente carneficina.

La Merkel ha risposto tramite il suo addetto stampa. In risposta a una richiesta dell’agenzia DPA la nota dice:

L’ex cancelliera federale, la dott.ssa Angela Merkel, conferma le sue decisioni prese nel vertice della NATO del 2008 a Bucarest

Die Welt ha poi spiegato il significato della risposta:

Al vertice del 2008, i paesi della NATO avevano promesso all’Ucraina l’adesione all’alleanza, ma poi si sono ritirati [dal programma]. Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno bloccato le richieste di altri partner della NATO per l’ingresso rapido dell’Ucraina

Poi, nell’aprile 2008, il forum della NATO è stato soprannominato “un vertice di grandi speranze e grandi scandali“. Il programma per l’ammissione di nuovi membri alla NATO è stato denominato “Piano d’azione per l’adesione alla NATO” (abbreviato in MAP). Nel 2008, sotto il presidente Viktor Yushchenko , la leadership ucraina ha inviato una lettera a Bruxelles per includere l’Ucraina nel MAP, ma poi i presidenti di Germania e Francia hanno bloccato questa idea.

Pure nel 2010 il nuovo presidente dell’Ucraina, Viktor Yanukovich, ha liquidato la commissione interdipartimentale sulla preparazione del Paese all’adesione alla NATO e il centro nazionale per l’integrazione euro-atlantica.

Come si può vedere, 14 anni dopo, Angela Merkel ha confermato la sua posizione sul tema Ucraina e NATO, la cui leadership oggi ammette di essere pienamente consapevole del rischio di una collisione con la Russia in caso di tentativo di integrazione nel blocco del Nord Atlantico.

Non a caso, il consigliere di Zelensky, Alexei Arestovich, ha affermato direttamente anni fa che l’Ucraina può diventare un membro della NATO solo dopo la vittoria sulla Russia in una guerra su larga scala. Dunque gli ucraini spingono di fatto per una Terza guerra mondiale.

La Germania propone la neutralità dell’Ucraina

Sulla stessa linea della Merkel il suo successore alla Cancelleria tedesca, Olaf Scholz. A Monaco il 19 febbraio quest’ultimo ha affermato che l’Ucraina dovrebbe abbandonare le sue aspirazioni NATO e dichiarare la neutralità come parte di un più ampio accordo di sicurezza europeo tra l’Occidente e la Russia.

Secondo la proposta di Berlino, dopo di ciò, si sarebbe dovuto firmare un patto in cui gli Stati Uniti e la Russia avrebbero garantito congiuntamente la sicurezza dell’Ucraina. Ma Zelensky ha affermato che non ci si può fidare di Putin in un simile accordo e che la maggior parte degli ucraini vuole entrare a far parte della NATO. La sua risposta preoccupava i funzionari tedeschi che le possibilità di pace stavano svanendo.

Ricordiamo che le autorità dell’Ucraina hanno fissato il punto sull’adesione alla NATO nella Costituzione dell’Ucraina, senza tenere un referendum e senza specificare la vera posizione dei loro cittadini. La dichiarazione di Zelensky sul sostegno della maggioranza degli ucraini all’adesione alla NATO è una vera e propria bugia.

Conclusioni

Purtroppo l’uscita di scena della Merkel ha sottratto ogni residua leadership all’Ue, che ha perso ogni potere nei negoziati. L’attuale Unione europea è preda degli Stati Uniti, ammaliata com’è dalle velleità espansionistiche americane, ma anche dalle lusinghe di un neoliberismo che ci sta trasformando tutti in automi costantemente preoccupati e nevrotici. Uno stile di vita capitalista, proteso al profitto.

Inimicandosi così pericolosamente la Russia da tutti i punti di vista: economici, militari, culturali, nella lotta al terrorismo islamico.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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