Massacro di Bucha un fake? A dirlo politologo americano

Massacro di Bucha un fake? A dirlo politologo americano

Introduzione

Il massacro di Bucha è un fake? La domanda non sorprenda, visto che le guerre, si sa, si combattono su più fronti. C’è quello delle armi, che causa morte e distruzione. C’è quello politico, fatto di dichiarazioni dei Capi di Stato e di tentativi di dialogo tra le parti belligeranti. E c’è quello dell’informazione, legato alla propaganda.

Raccontare in modo parziale l’andamento della guerra è un fatto antico come le guerre. Ciò che sono cambiati sono i mezzi per farlo. Il 1900 ha visto la comparsa di media sempre più sofisticati, in grado di riportare notizie e bollettini sempre più in tempo reale. Telegrafi, radio, televisione, oggi internet.

La guerra in Ucraina non è certo esente da ciò. Anzi, è forse la guerra più mediatica di sempre. Visto che sui Social è un continuo rincorrersi di verifiche e contro-notizie. Atte a dimostrare che quelle date dall’altra parte in causa sia falsa. Anche in Tv è battaglia tra politologi, politici e intellettuali. Sebbene in Occidente, molto spazio venga dato agli anti-russi.

Ma torniamo al massacro di Bucha e cerchiamo di capirne di più.

Massacro di Bucha cos’è

Come riporta Il Post, Bucha è una città alla periferia di Kiev dalla quale si è ritirato nei giorni scorsi l’esercito russo. Un ritiro che, stando all’informazione che sta circolando, è molto simile alle ritirate tremende che avvengono solitamente in guerra. Quando l’invasore, prima di andarsene, rastrella la popolazione locale per lasciare il segno. In Italia, per esempio, si ricorderà la strage di Sant’Anna di Stazzema per opera dei Nazisti.

Le foto e i video che stanno circolando in queste ore mostrano molti cadaveri ai bordi delle strade, alcuni in stato di decomposizione, diversi con le mani legate dietro la schiena o avvolti in sacchi di plastica e gettati nelle fosse comuni.

I civili sarebbero stati uccisi arbitrariamente mentre attraversavano la strada o andavano a fare la spesa, o con una pallottola in testa dopo essere stati catturati e legati. Ci sarebbero anche camere di tortura. La Russia sarebbe quindi incriminata per crimini di guerra.

Massacro di Bucha fake?

Come riporta Izvestija, per Jim Jatras è impossibile credere alla parola di Kiev sugli eventi di Bucha. Jatras non è uno qualunque, ma un politologo americano ed ex consigliere di politica estera alla guida del Partito Repubblicano al Senato degli Stati Uniti. Quindi, un americano che ha rivestito incarichi istituzionali.

Secondo Jatras:

Non ci si può fidare di qualsiasi informazione proveniente da Kiev. Basti ricordare ciò che abbiamo sentito all’inizio dell’operazione speciale sul “fantasma di Kiev” o sull’isola dei serpenti. Le fake news fanno parte della guerra dell’informazione

Ha osservato che qualsiasi apparizione nelle notizie di riferimenti alle “atrocità” di Mosca non dovrebbe essere presa sul serio senza un’indagine ufficiale. Tuttavia, secondo lui, è più redditizio per l’Ucraina continuare le attività di propaganda.

Inoltre, aggiunge il politologo, i normali cittadini statunitensi non sono a conoscenza di dettagli come, ad esempio, l’appartenenza di bracciali bianchi. Inoltre, i media americani non pubblicano tali fatti e non ne sottolineano il significato.

Ha poi aggiunto:

Oggi, la nostra società è divisa in due campi sulla questione della fiducia nelle fonti di informazione locali. La metà delle persone crede a tutto ciò che viene trasmesso al telegiornale qui, che si tratti del coinvolgimento nel coronavirus e delle vaccinazioni o delle elezioni. Ma c’è un’altra metà, che nel tempo è giunta alla conclusione che assolutamente tutto ciò che sentono è una bugia

Del resto, in precedenza, è stato riferito che le forze di sicurezza ucraine hanno effettuato una “operazione di pulizia” a Bucha il giorno prima che apparisse il video dei presunti civili uccisi. Hanno chiarito che è stata effettuata una “pulizia” dai sabotatori e da coloro che hanno collaborato con l’esercito russo.

Come indicato lo stesso giorno dal Ministero della Difesa russo, l’esercito russo ha lasciato la città il 30 marzo e le prove dei crimini a Bucha sono apparse solo il quarto giorno dopo la loro partenza, quando ufficiali della SBU e rappresentanti della televisione ucraina sono arrivati ​​​​nel città. Il dipartimento ha sottolineato che durante il periodo in cui l’insediamento era sotto il controllo delle forze armate della Federazione Russa, nessun residente locale ha subito azioni violente.

Massacro di Bucha, Nazioni Unite apriranno inchiesta

La rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha spiegato che lo scopo reale di sbandierare il crimine del regime di Kiev nella città ucraina di Bucha è interrompere i negoziati di pace e intensificare il conflitto.

Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, a sua volta, ha annunciato la necessità di condurre un’indagine indipendente sugli eventi nella città ucraina di Bucha.

Lo scopo della guerra russa in Ucraina

Il sito, che ricordiamo essere il più autorevole e storico giornale russo, che collabora anche con il Financial Times, ritiene che in Ucraina prosegue l’operazione speciale della Federazione Russa. L’obiettivo chiave dell’esercito russo è la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina. Come ha chiarito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, entrambi questi aspetti rappresentano una minaccia per lo Stato e il popolo russo.

La parte russa ha anche sottolineato che non escogita piani per l’occupazione dell’Ucraina e che gli attacchi vengono effettuati solo sull’infrastruttura militare delle forze armate ucraine.

La situazione nella regione è peggiorata in modo significativo a metà febbraio a causa dei bombardamenti dell’esercito ucraino.

Le autorità delle repubbliche di Donetsk e Luhansk hanno annunciato l’evacuazione dei residenti nella Federazione Russa e si sono rivolti anche a Mosca per chiedere aiuto . Il 21 febbraio il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che riconosce l’indipendenza del DNR e dell’LNR.

Conclusioni

La storia è fatta di falsi storici. Senza voler dubitare dei morti, occorre capire chi davvero chi li ha provocato. Non dimentichiamoci che gli Usa sono produttori di falsi. Come quando, per dirne una, per muovere guerra all’Iraq di Saddam Hussein dissero che possedeva armi chimiche. Poi di fatto mai trovate. Lo ammise anche il segretario di Stato americano di allora Collin Powell, morto di recente, il quale in conferenza stampa scuoteva una boccettina per scioccare il mondo e giustificare il disastro che di lì a poco avrebbero provocato.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

4 Risposte a “Massacro di Bucha un fake? A dirlo politologo americano”

  1. QUESTO articolo è un fake. La striminzita frase di Jatras non dice affatto quel che mettete nel titolo e poi nel resto dell’ articolo. Dice solo che di non tutto quel che viene da Kiev ci si può fidare, NON che Bucha è un falso, o che TUTTO quel che viene da Kiev è falso!

  2. Non dimentichiamoci che gli USA da oltre un secolo usano ogni mezzo per poter inventarsi interventi in guerra, perché dobbiamo tener presente che la loro posizione geografica di isolamento non consente a nessun paese un attacco diretto perciò i loro interventi nella prima e seconda guerra mondiale, in assenza di accordi di reciproca assistenza militare, sono stati del tutto provocati ad arte. L’accordo NATO serviva e serve tutt’ora agli USA di trovare un pretesto per intervenire in nome di un’alleanza fittizia verso paesi-colonie, dove hanno sapientemente lasciato basi militari ed armi atomiche. So per certo che almeno in Italia esistono 80 ordigni nucleari sparsi nella basi di Comiso, Aviano, Livorno a Camp Darby che sicuramente avrai visto nel film Bulldozer con Bud Spencer, ma altre sono del tutto segrete. L’obiettivo della guerra fredda per gli USA è rimasto tale e la manovra di accerchiamento verso la Russia oggi, ricalca gli stessi concetti e logistiche di quelli contro Iraq e Afghanistan dove siamo andati anche noi come “camerieri” dell’alleanza in missioni di finta pace organizzate ad arte per il controllo economico delle due regioni, fallito miseramente per la strenua opposizione delle popolazioni locali all’ingerenza degli occupanti. L’Iraq per il petrolio, l’Afghanistan per le coltivazioni d’oppio (le più grandi al mondo) e ora l’asse sino-russo per piegare la reale opposizione all’imperialismo USA per il dominio economico del pianeta, che però non credo che cederà tanto facilmente, anzi.

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