Marine Le Pen si è presa la Francia: ma è già pronto l’inciucio per bloccarla

Marine Le Pen si è presa la Francia: ma è già pronto l’inciucio per bloccarla

Il voto anticipato in Francia – dopo le dimissioni del Presidente Macron all’indomani della debacle alle elezioni europee – ha visto la netta vittoria di Rassemblement National, guidato da Jordan Bardella, che ha ottenuto il 31,1% dei voti. Di fatto, però, dietro di loro c’è il Front National e Marine Le Pen. La quale si è defilata da qualche anno e ha pure cambiato nome e simbolo al partito, ma di fatto traina ancora tanti voti.

Ma forse, proprio il volto nuovo e giovane di Bardella (qui la sua biografica) e il succitato restyling, ha solo giovato alla destra estrema francese. Come dimostra il grosso successo nella roccaforte della destra lepeniana, Hénin Beaumont, dove RN ha raggiunto il 58,04%, con oltre 32mila voti. Neppure quando si candidava la Le Pen si era mai registrato qualcosa del genere.

Ma ancora più significativa è stata la vittoria di RN nella 20ᵉ circoscrizione del Nord, detenuta dai comunisti dal 1962, dove si era candidato il Partito Comunista Francese, Fabien Roussel.

Dietro di loro, il Nouveau Front Populaire con Samira Laal, che comprende France Insoumise di Melenchon, il partito socialista, quello comunista e i verdi, ha ottenuto il 26,05% (14.666 voti), Molto indietro il partito di Macron (Dorian Lamy, candidato di Ensemble!) che si ferma ad appena al 7,58%, con 4.269 voti. Un vero disastro, peggiore delle europee. Molti lo hanno punito per le dimissioni, ritenuto un tradimento. Mentre i gollisti Repubblicani di Michel Lanoya (spesso al governo del paese, si pensi a Chirac o Sarkozy) non è andato oltre il 4,75%.

La destra lepeniana ha prosciugato anche i voti di un’altra formazione di destra, quella di Zemmour e la sua Reconquete, che non è riuscita ad arrivare neppure all’1%.

Perché la destra lepeniana in Francia non vincerà

Tutto però lascia presagire che alla fine i francesi non sceglieranno la destra lepeniana. Lo hanno già dimostrato più volte in questi anni, quando, al ballottaggio, hanno preferito il male minore e chi rappresentava l’establishment e lo status quo. Ritenendo che sia meglio galleggiare, magari con malcontento, piuttosto che rischiare un cambiamento radicale.

I francesi sono i maestri nel manifestare, del resto la rivoluzione l’hanno insegnata loro al mondo. Si pensi alle proteste reiterate dei Gillet gialli, ma anche contro la riforma delle pensioni, ecc. Ma poi preferiscono lasciare le cose come stanno.

Inoltre, tutti gli altri partiti sono già pronti a fare blocco, nonostante socialisti e verdi ne abbiano dette di ogni contro Macron. Anche la destra gollista dovrebbe partecipare all’inciucio. Tutti insieme appassionatamente in qualche coalizione larga, a sostegno di un governo tecnico, che piaccia all’élite globalista, alle Borse, all’Unione europea. Noi ne sappiamo qualcosa, visto che per oltre 10 anni siamo stati governati così.

C’è una Russia da conquistare e proprio Macron si è posto in prima fila tra i paesi Ue. La Le Pen e il suo RN vorrebbe addirittura uscire da Nato ed Euro. Troppo pericoloso per i burattinai del Mondo.

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