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MANDELA LASCIA UN SUDAFRICA NELLA CORRUZIONE E NELLA POVERTA’

Data ultima modifica: 13 Dicembre 2013

MADIBA NON E’ RIUSCITO A CREARE UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE DI RACCOGLIERE LA PESANTE EREDITA’
Il Mondo piange, in modo sincero o semplicemente formale, Nelson Mandela. Ma in Sudafrica a farlo sono soprattutto i neri, i quali rischiano di veder sfumare tutti i progressi fatti grazie a Madiba. Mandela aveva ancora forte influenza sulla politica del paese africano, ma non è mai riuscito a creare una classe politica capace di portare avanti le sue idee. E così corruzione e povertà nel Paese dilagano, mentre le nuove generazioni hanno perso un punto di riferimento; già sfocato rispetto a vent’anni fa. Il Sudafrica è spaccato in clan, ognuno portatore di interessi particolari: i neri poveri, i neri borghesi, i bianchi ricchi, i bianchi della classe media, gli indiani, i meticci.

UN PARTITO ALLO SBANDO – E’ convinzione diffusa che fino adesso l’African National Congress, il partito che ha fondato e guidato alla vittoria, non si sia spaccato soltanto per rispetto della sua persona e che ora le faide interne che lo minano da tempo possano prendere il sopravvento. Già la scorsa estate, quando pareva che Mandela stesse per morire, la dirigenza ha espulso l’ex capo delle federazione giovanile Julius Malema, che si è messo alla testa di un movimento radicale che vuole seguire l’esempio del vicino Zimbabwe: espropriare le terre dei bianchi e ridimensionare drasticamente la loro influenza.
Già sotto la sua presidenza, tra il 1994 e il 1999, egli aveva chiuso gli occhi di fronte a plateali casi di corruzione tra i suoi vecchi compagni di lotta, forse per compensarli delle persecuzioni che avevano subito. In una intervista concessa nel 2007 al giornalista americano Bill Keller, a condizione che fosse pubblicata solo dopo la sua morte, Mandela accusò apertamente il suo successore Mbeki di essere un «cattivo governante»; e aveva una pessima opinione anche dell’attuale presidente e suo vecchio compagno di prigionia Jacob Zuma, coinvolto in vari scandali e ora nel mirino della magistratura per avere speso 27 milioni di dollari pubblici per la sua residenza privata. Nella sua stessa famiglia, formata da tre mogli, tre figlie (altri due figli sono morti, uno di Aids) 17 nipoti e 14 pronipoti, sono venuti alla ribalta personaggi poco raccomandabili, a cominciare da suo nipote Mandla che passa per uno dei più spregiudicati faccendieri del Paese.
PAESE ALL’AVANGUARDIA MA IN REGRESSIONE – Il Sudafrica rimane, grazie anche alle infrastrutture costruite dai bianchi, il più avanzato Paese del continente e fa parte dei Brics, l’alleanza delle nazioni emergenti. Tuttavia, negli ultimi tempi lo sviluppo ha subito una battuta d’arresto, la disoccupazione sfiora il 50 per cento e le condizioni delle masse di neri diseredati non sono molto cambiate dai tempi dell’apartheid: acqua e luce sono state portate in molte case delle township, ma la povertà rimane diffusa e il malcontento popolare è in crescita.
Di recente, la polizia ha reagito a uno sciopero selvaggio dei minatori uccidendo 34 dimostranti e la «società libera e democratica in cui tutti vivono insieme in armonia e con le stesse possibilità» che Mandela promise nel più famoso dei suoi discorsi appare ancora lontana.
UN FUTURO INCERTO – Nonostante tutto ciò, l’Anc tornerà a vincere le elezioni del 2014, Zuma rimarrà presidente per altri cinque anni, il Partito democratico di opposizione, diretto dall’ex sindaco di Città del Capo Helen Zille che raccoglie i voti dei bianchi, degli indiani, dei meticci e di una parte della nuova borghesia nera del nuovo establishment, arrriverà al massimo al 25 per cento. E ora che Mandela non c’è più, i bianchi, che pure mantengono un forte potere economico e il controllo di buona parte dei media, torneranno ad avere paura e si isoleranno sempre più nei loro ridotti. Da quindici giorni assistiamo a quelle che, probabilmente, diventeranno le più solenni onoranze funebri della storia; ma, subito dopo, le cose potrebbero mettersi in movimento.

(Fonte: Il Giornale)

0 Risposte a “MANDELA LASCIA UN SUDAFRICA NELLA CORRUZIONE E NELLA POVERTA’”

  1. SENTITE CHI E' DANIELE FILIPPIN HANNO DETTO SUI 1 SITO DI UN LIGRO ARGENTINA.Il ragazzo nasce nel 1989 in un piccolo paese del Veneto. All'inizio del 2014 la sua pagina facebook è aumentata notevolmente. Il motivo di tutto questo è perchè sta per realizzare un libro unico al mondo sulla demografia dell'Argentina. Infatti si legge chiaramente nella sua pagina: "Daniele Filippin, il primo uomo al mondo che ha svolto uno studio approfondito sui cambiamenti demografici dell' Argentina, analizzando in dettaglio ogni regione e provincia, dal periodo coloniale ad oggi." Questo sta scatenando un vero e proprio diluvio di fans provenienti per lo più dall'Argentina ma anche dall'Italia , Stati Uniti e da tutto il mondo. Ora, non resta che aspettare l'uscita di questo misterioso libro, per vedere se veramente avrà il successo che sta avendo nel web. MA VOI CREdeTE CHE FARA ANCHE DEL SUD AFRICA..

  2. SE SUPERMEN fosse una persona reale tutto sarebbe più semplice,per tutti, e noi italiani lo sappiamo bene, una persona sola non può fare nulla se non cercare di accontentare tutti,cosa praticamente impossibile.con è finito un sistema paragonabile alla schiavitù. se qualcuno sa fare meglio ben venga,lui la sua parte l'ha fatta.

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