Lockdown climatico in arrivo: il primo esperimento a Oxford

Lockdown climatico in arrivo: il primo esperimento a Oxford

La parola Lockdown (qui il significato originale) fa venire ancora i brividi, a quasi 3 anni di distanza dal suo inizio nella versione più totale e poi a singhiozzi. Ma oltre a quello sanitario, un altro esperimento è alle porte, sulla scia della retorica green che imperversa in questi anni: il Lockdown climatico.

Del resto, chi muove i fili ha ben capito che le limitazioni alla libertà sono accettate di buon grado o comunque con limitata contrarietà, quando sono lanciate col messaggio di essere a fin di bene per la collettività.

Dunque, perché dopo le ragioni sanitarie, non si prova con quelle ambientali? A Oxford si sta consumando il primo esperimento globale di Lockdown climatico. Vediamo in cosa consiste.

Lockdown climatico cos’è

Cos’è un lockdown climantico? Il lockdown climatico non prevede una sensibile restrizione alle libertà di spostamento dei cittadini, giustificate col rispetto dell’ambiente attraverso un minore inquinamento.

Lockdown climatico come funziona

Come riporta Il Primato Nazionale, il consiglio della contea di Oxford – guidato da una coalizione liberal rosso-verde composta da Labour, Liberal Democrats e Green Party – ha approvato un piano urbanistico per il 2024, che prevede la divisione della città in 6 zone, nelle quali i servizi essenziali sarebbero raggiungibili entro 15 minuti.

Il piano prescriverebbe la restrizione di movimento dei conducenti entro determinate zone della città.

Come funziona il lockdown climatico? Se i residenti vogliono lasciare la loro zona avranno bisogno del permesso del Consiglio che deciderà chi è degno di libertà e chi no. E potranno farlo per un massimo di 100 giorni all’anno, ma con l’obbligo di registrare la propria auto presso il comune, che seguirà i loro movimenti tramite telecamere intelligenti intorno alla città.

Ad ogni residente sarà richiesto di registrare la propria auto presso il County Council che monitorerà quante volte lascia il proprio distretto tramite telecamere di riconoscimento della targa.

Oxford è un agglomerato urbano di medie dimensioni, con 150.000 residenti. Se uno di loro dovesse guidare al di fuori del distretto designato per più di 100 giorni all’anno, potrebbe essere multato di 70 sterline (circa 80 euro col cambio attuale).

Lockdown climatico già previsto dal World Economic Forum

Il Lockdown climatico è uno dei punti del World Economic Forum sintetizzato nel concetto di 15 minutes city: tutti i servizi necessari devono essere a pochi passi, possibilmente raggiungibili in bicicletta o con i mezzi pubblici da casa propria. Già ripreso da agglomerati urbani di grandi dimensioni come Parigi, Seul, Bogotá o Houston.

Certo, avere delle città smart a misura d’uomo, con mezzi pubblici a basso impatto ambientale e tante piste ciclabili (ben fatte e non ridicoli rappezzi pericolosi arrangiati come vediamo in molte città) al fine di non costringerci sempre a prendere l’auto, sarebbe una cosa bellissima. Magari aggiungendovi anche tanti alberi, che diano, oltre che ossigeno, un gradevole tocco green in contrasto con l’imperante triste gray.

Tuttavia, qui siamo dinanzi ad un ennesimo tentativo di limitarci le libertà e gli spostamenti, mascherando il tutto con un fine nobile. Qualcosa che è già in corso a Milano.

Del resto, i più colpiti saranno sempre i meno abbienti, che pur di non pagare salate multe si accontenteranno di limitare i propri spostamenti per il bene dell’ambiente. Mentre i ricchi continueranno beatamente ad inquinarlo.

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Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. Per collaborazioni, banner, guest post, segnalazioni o richieste: luca.scialo81@gmail.com Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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