Lo slogan elettorale copiato è solo l’ultima gaffe della rampante piddina Alessandra Moretti

E’ LA CANDIDATA DEL PD ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI IN VENETO. MA LA SUA GIOVANE E BRUCIANTE CARRIERA E’ GIA’ LANCINATA DA MOLTE GAFFE
Occhi chiari, carriera lunga. Detto così, è un po’ riduttivo e forse ingiusto, ma Alessandra Moretti è una di quelle che ha bruciato in fretta le tappe. Bella e telegenica, appare ormai da diverso tempo in vari programmi televisivi, come volto fresco e attraente del Partito democratico, anteposto a quello meno charmant della Bindi e della Finocchiaro. Del resto, la sinistra in questo si è adeguata alla destra, migliorando il proprio appeal comunicativo ed estetico (Renzi in questo è un maestro, vedi anche le gradevoli Ministre Boschi e Madia). Ma vogliamo credere che, come dicevano a Sanremo il sexy duo Sabrina Salerno-Joe Squillo: “oltre alle gambe c’è di più”. La Moretti è laureata in giurisprudenza e avvocato e sarà la prossima candidata come Governatrice del Veneto per il Pd, avendo sconfitto con notevole distacco, il 66% di voti, Simonetta Rubinato (anch’ella PD) e Antonino Pipitone (IDV), rispettivamente totalizzanti il 29 e il 4 percento di preferenze. Eppure la sua pur breve quanto fulminea carriera politica è già lastricata di diverse gaffe, un po’ come il suo alter ego di destra Laura Comi.

L’ULTIMA GAFFE, LO SLOGAN ELETTORALE COPIATO – Lo slogan per la campagna elettorale della recordwoman di preferenze piddì, “Il coraggio di cambiare” sarebbe stato bellamente copiato da quello di un’altra politica, il candidato sindaco al comune di Malo (Vicenza) Elisa Gonzo. A denunciarlo è la diretta interessata, che con diversi interventi sui giornali locali spiega come l’idea di quello slogan sia sua.
“La Moretti vuole cambiare il governo della regione ma lo slogan siamo stati noi i primi ad usarlo, ecco – spiega la Gonzo al Giornale di Vicenza – Non è molto originale ma prima di adottarlo e di stamparlo sui nostri manifesti abbiamo googlato un po´ per vedere se c’erano altri che lo stavano usando. Ecco, se magari gli strateghi della campagna elettorale della candidata vicentina alla guida della Regione avessero fatto lo stesso, magari avrebbero scelto un´altra frase“.
La Moretti, però, non sembra curarsene troppo: “Non sono stata io la prima ad adottare quello slogan? Non cercavo certo questa esclusiva. Anzi, invito anche altri candidati ad adottare la stessa frase”.
UNA CARRIERA BRILLANTE A DISPETTO DEGLI SCARSI VOTI – La Moretti ha scalato posizioni nel partito a dispetto di risultati personali sempre balbettanti: nel 2007 prese lo 0,5% con la sua lista Under 35 alle provinciali di Vicenza, idem alle regionali e pure alle Comunali del 2008, dove a sostegno della lista civica di Achille Variati l’avvocatessa ha raccolto appena 195 voti, sufficienti però a farle guadagnare la carica di vice del sindaco con delega all’istruzione.
Prima della scadenza del suo mandato, nell’aprile del 2014 la direzione del PD di Renzi la pone come capolista alle elezioni europee del 2014 nella Circoscrizione Italia nord-orientale (che raccoglie Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto). Eletta con 230 188 voti, risulta essere la prima nel Nord-Est, la quarta più votata in assoluto in Italia e la seconda nel suo partito dopo Simona Bonafé. La televisione l’ha giovata non poco.
LE GAFFE – Come vicesindaco vicentino iniziano le figuracce: sfregiata la lapide all’ingresso dell’ex convento di Santa Maria Nova (oggi scuola) in ricordo degli esuli istriani, cancellato con lo scalpello il nome del sindaco forzista Hullweck che l’aveva voluta. Il tutto “su ordine verbale” della vicesindaco. Quando un giornale locale la critica perché “paracadutata”, lei replica elogiando le raccomandazioni. Nel 2012 si fa fotografare a una festa dell’Unità davanti al logo di Erodem “per un erotismo democratico”.
Ma il salto di qualità lo compie quando Pierluigi Bersani la sceglie come propria portavoce. E’ il periodo delle primarie contro Renzi e la Moretti è ovunque, in tv e sui giornali (ma mai a Vicenza). Su Twitter battibecca con il direttore del Post.it Luca Sofri spiegando che i parlamentari non devono fare più di tre mandati. In quel caso, purtroppo per la sbadata Moretti, Bersani sarebbe incandidabile ma lei replica tosta (sbagliando): “Ha fatto solo due mandati per quanto ne so io”. Che non conoscesse molto bene il povero Pier emerge anche a La Zanzara, quando Cruciani e Parenzo le chiedono quante volte Bersani sia stato ministro: “Due”, e invece erano tre. Che lavoro faceva il padre dell’allora segretario Pd? “Il meccanico”, e invece era un benzinaio. Quando le chiedono un giudizio sull’uomo Bersani, però, la Moretti va in brodo di giuggiole:  E che lavoro faceva il padre a Bettola? «Il meccanico». Macché, gestiva una pompa di benzina. Alessandra non sapeva nulla dell’ uomo affidato alle sue cure mediatiche.
A quel tempo Renzi era ancora un belzebù: “Bello come Cary Grant, alto e con le spalle larghe”. Matteo Renzi è il nemico: “Assomiglia a Berlusconi, fa la primadonna, è egocentrico e pure maschilista. Ha una corte di donne, ama essere al centro dell’ attenzione. E ha pure quel modo di parlare così strano…”. Che evidentemente la conquista, perché nel 2013 quando Bersani crolla e Renzi comincia a risalire la china, la Moretti si schiera con il rampante leader. Un po’ come hanno fatto Pina Picierno e Marianna Madia.
E mentre si conquista copertine patinate grazie alla sua lovestory con Massimo Giletti, politicamente rimedia un posto in Europa quando Renzi sale a Palazzo Chigi ma pure una bella sfilza di sfottò da sinistra e destra: scivoloni su Twitter, video tragicomici in un bar con lei che chiede di proteggere i bambini (e intanto un minore gioca alle slot machine), l’uscita sulle politiche dallo stile ladylike, curate e sensuali, in contrapposizioni alle democratiche alla Rosy Bindi.
Ultima, la battutina a Matteo Salvini sulla birra sempre via Twitter. Degna conclusione di una politica molta schiuma e poco arrosto.
Comunque, ha ottime possibilità di vincere le elezioni in Veneto, data la spaccatura nel centro-destra in seguito allo scontro Tosi-Salvini. Anzi, diciamolo pure, la poltrona da Governatrice la può perdere solo da sola. Magari commettendo qualche altra gaffe…

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