I limiti elettromagnetici sono stati più che raddoppiati: friggeremo tutti?

I limiti elettromagnetici sono stati più che raddoppiati: friggeremo tutti?

Tramite decreto Concorrenza voluto dal ministero del Made in Italy, i limiti elettromagnetici sono stati portati a 15 v/m. Ecco i rischi.

Lo scorso gennaio, tramite decreto legge Concorrenza voluto dal famigerato e gaffeur ministero delle Imprese e del Made in Italy, a partire da lunedì 29 aprile il limite delle emissioni elettromagnetiche è stato portato a 15 V/m (volt su metro). Praticamente più del doppio del precedente limite, che era di 6 V/m.

L’obiettivo ufficiale del ministero è quello di

favorire lo sviluppo della 5G economy italiana con reti altamente performanti in grado di rafforzare la competitività del sistema Paese (…) L’adozione del 5G, dunque, comporterà che gli operatori di telefonia mobile infrastrutturati possano modificare la propria rete

Del resto, in una società che spinge sempre più verso la domotica, la smart home e la Internet of things, che vuole esseri umani, animali, vegetali, elettrodomestici, auto e ogni tipo di oggetto presente sulla Terra, connesso a internet e tra di essi, serve un’infrastruttura potente e stabile.

Proprio un governo di destra aveva stabilito l’ultima volta i limiti, ormai oltre vent’anni fa, tramite la legge Gasparri. Anche per quanto concerne le distanze tra le antenne e le abitazioni. Limiti ormai superati dal progresso (o dal regresso) della tecnologia e dalle nuove esigenze.

Ma quali sono i rischi per gli esseri umani? La parola agli esperti.

Aumento limiti emissioni elettromagnetiche: quali rischi

Come riporta Il fatto quotidiano, Fiorella Belpoggi – a lungo direttrice scientifica dell’Istituto Ramazzini di Bologna, centro per la ricerca indipendente e la prevenzione del cancro e delle malattie di origine ambientale, e attualmente membro del Comitato scientifico dell’Associazione Medici per l’Ambiente (Isde) che da anni si batte sull’argomento – non nasconde le sue preoccupazioni:

A cambiare sarà la densità di potenza, cioè l’energia assorbita dal nostro corpo che aumenterà di 6 volte tanto

Oggi l’Italia ha voluto allinearsi agli altri Paesi europei innalzando il suo limite – obietta la patologa – Allora perché non si è allineata anche nei tempi di misurazione

La Belpoggi si riferisce al fatto che nel 2013 è stato introdotta sotto il governo Monti la misurazione che non va più fatta ad intervalli di 6 minuti – nelle ore di maggior traffico – ma bensì in una media di 24 ore.

Ci va giù duro Stefano Ciafani, presidente nazionale dell’associazione Legambiente:

Una soglia assunta senza alcun fondamento scientifico ma solo per agevolare imprenditori poco lungimiranti che rifiutano di investire e adeguare gli impianti

Alcuni sindaci stanno comunque tutelando i propri concittadini. Come a Lavagna, in provincia di Genova, dove il sindaco Gian Alberto Mangiante ha emesso un’ordinanza con la quale vieta su tutto il territorio comunale

qualsivoglia aumento dei limiti dei campi elettromagnetici ad oggi vigenti pari a 6 V/m

Secondo la International Commission on Non-lonizing Radiation Protection (Icnirp), il limite sicuro per i Paesi europei è di 61 Volt al metro. L’Italia, dunque, anche con l’entrata del nuovo provvedimento è ampiamente al di sotto.

Ma c’è un problema: i valori sono misurati sui picchi massimi, nella penisola vengono misurati su tutta la giornata. Dunque a fare la media concorrono anche le ore notturne, dove il traffico di telecomunicazioni ad alta frequenza praticamente si azzera, e quindi questo comporta che i picchi durante la giornata in Italia arrivano ad essere molto alti.

Antenne 5G nei pressi delle abitazioni fanno male?

A preoccupare i cittadini è anche la comparsa come funghi di antenne 5G nei pressi delle proprie abitazioni. Come riportato su Il fatto casoriano, il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche non prevede più una distanza minima. E’ previsto solo il rispetto di alcuni parametri tecnici.

La società A2C nel corso degli ultimi 10 anni ha effettuato molte misurazioni e ha ormai asserito che, superati i 100 metri in linea d’aria dall’antenna, l’intensità del campo elettromagnetico cala moltissimo e diventa a stento misurabile. Al di sotto, invece, si consiglia una misurazione da parte di un professionista indipendente.

A riprova di ciò, per esempio, il fatto che il Protocollo d’Intesa stipulato tra il Comune di Roma e le società concessionarie di telefonia mobile, vieta espressamente di posizionare stazioni radio base ad una distanza dalle scuole e dai luoghi intensamente frequentati inferiori proprio ai fatidici 100 metri.

Dunque, la conclusione potrebbe essere che 100 metri potrebbe essere la distanza di sicurezza. Ma, tutto sommato anche fino ai 70 metri si dovrebbe ancora stare tranquilli.

Altri cittadini sono preoccupati riguardo il fatto che le antenne 5G siano posizionate sopra un palazzo confinante col proprio o comunque molto ravvicinato.

In questo caso vale il cosiddetto “effetto ombrello“, proprio perché protegge chi vive sotto l’antenna. In realtà, anche in questo caso il rischio zero non esiste, poiché c’è sempre una discreta quantità di onde elettromagnetiche che sfugge verso il basso.

Si consiglia anche in questo caso la misurazione da parte di un tecnico indipendente e, in caso di anomalie, denunciare il fatto ai carabinieri o procedere tramite un avvocato.

Certo, ora che i limiti sono stati più che raddoppiati, probabilmente questi assunti sono stati già superati.

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Pubblicato da Carlo Brigante

Mi definisco un "ribelle" del web

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