Licenziamenti via Zoom in aumento: li aveva predetti Ritorno al futuro

Licenziamenti via Zoom in aumento: li aveva predetti Ritorno al futuro

Il web ha pesantemente influenzato anche il mondo del lavoro, in modo ancora più netto durante e dopo la Pandemia. Quando in molti hanno scoperto il lavoro a distanza, chiamato in gergo anglosassone smart working, e parecchi tra loro sono rimasti in questa modalità anche a Pandemia finita.

Del resto, i vantaggi per un’azienda sono tanti: su tutti, il costo del lavoro ridotto, visto che non è più necessario pagare buoni pasto o tenere 8 ore un dipendente in ufficio. In taluni casi, infatti, il lavoro è stato reso flessibile e ciò che conta è il risultato finale, anche se il dipendente dovesse lavorare di notte.

Anche per il dipendente i vantaggi non sono pochi: abbatte i costi legati al trasporto, alla cosmetica e al vestiario. Nonché ha maggiore possibilità di districarsi tra lavoro e impegni privati. Certo, deve pagare la corrente elettrica e i costi legati agli strumenti.

Poi ci sono i rischi, come quelli di lavorare di più senza accorgersene. O quelli collegati all’alienazione, dato che viene meno la vicinanza fisica coi colleghi.

Ma c’è anche un altro fenomeno in aumento: come stanno aumentando colloqui e assunzioni via web in videocall o tramite email, così stanno aumentando i licenziamenti. Soprattutto via Zoom ma anche Skype.

Licenziamenti via Zoom in aumento

Ad onor del vero, il fenomeno è diffuso soprattutto in America, dove è stato lanciato un autentico allarme riportato da FoxNews. Ma si sa, in Italia importiamo sempre gli usi e i costumi americani.

Nell’articolo, si fa riferimento alla esperienza raccolta da Amy Keller Laird, fondatrice di Mental, piattaforma sui problemi di salute mentale. La quale confessaa di aver “iniziato a notare qualcosa che accadeva su LinkedIn alla fine dell’estate scorsa e all’inizio dell’autunno”.

Si parla di vite rovinate, con “una valanga di persone che scrivevano apertamente di aver preso parte a licenziamenti di massa“.

Molti di loro infatti hanno raccontato di essere prima stati convocati per una conference call su Zoom. E poi sentirsi dire di essere stati licenziati.

Il caso più clamoroso è stato quello della società di mutui statunitense Better.com. Dove nel 2021, poco prima delle vacanze natalizie, il Ceo Vishal Garg, ha annunciato il licenziamento del 9% della forza lavoro – oltre 900 dipendenti – durante un incontro in videochiamata su Zoom.

Licenziamenti via Zoom già previsti in Ritorno al futuro

In Italia comunque non siamo da meno, visto che alcune aziende hanno perfino licenziato tramite un misero sms. Quanto meno, in una videocall su Zoom qualcuno ci mette la faccia, seppur dietro una webcam e non di persona.

I fan della trilogia Ritorno al futuro non mancheranno di ricordare qualcosa di simile nel secondo episodio, quando il protagonista Marty McFly del futuro, diventato padre di due figli, viene licenziato via call dal capo giapponese dopo la proposta di un collega.

Del resto, Ritorno al Futuro ha anticipato 13 eventi o tecnologie, come riportato qui.

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