L’EURO FU IDEATO DAL NAZISMO: LO DOCUMENTA UNA CONFERENZA DEL 1942

Data ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2014

QUELL’ANNO Il ministro dell’economia della Berlino nazista, Walter Funk, organizzO’ una conferenza con economisti, politici e i vertici delle maggiori industrie, NELLA QUALE AVANZo’ L’IDEA DI UNA Società economica europea
Spesso, goliardicamente, gli euroscettici accostano la Cancelliera Angela Merkel a Adolf Hitler, perché con le dovute differenze, incarna quell’idea di Germania forte che domina sull’Europa. Che impone i suoi diktat e Nein ai Paesi che vorrebbero qualche sconticino in termini di Austerity. Ma il paragone non è poi così assurdo: un’idea di moneta unica europea, di unione economica tra i Paesi europei mediante interscambi commerciali, era già venuta al Nazismo negli anni ’40. L’euro pensato per la prima volta da Hitler e i suoi collaboratori; l’euro difeso dalla Merkel e i suoi collaboratori oggi.

QUELLA CONFERENZA DEL ’42 – 1942. Terzo Reich. Il ministro dell’economia della Berlino nazista, Walter Funk, organizza una conferenza con economisti, politici e i vertici delle maggiori industrie. La questione sul tavolo è che uso fare dei territori conquistati e da conquistare. Albert Speer, l’allora ministro degli armamenti, suggerisce la necessità di coinvolgere le altre economie europee. Nasce un progetto dal nome inequivocabile: Europaische Wirtschaftgesellschaft. Che tradotto in italiano suona più o meno così: «Società economica europea». Un sistema di scambi commerciali, di trattati industriali basati sull’utilizzo di una sola moneta. Speer, durante gli interrogatori condotti dagli Alleati dopo la guerra, aveva dichiarato che per il nazismo il mero sfruttamento sarebbe stato insufficiente. «Meglio risollevare», aveva aggiunto, «singole economie e inserirle in un sistema tariffario unico per realizzare una produzione industriale su larga scala». Senza dazi, senza tariffe e con una sola valuta. Vi ricorda qualcosa? Tipo l’euro o la Cee?
IL PARERE DEGLI STORICI – La risposta nel corso degli anni è arrivata da molti complottisti, ma anche da lucidi politici. Nel 2002 Boris Johnson, quando era giornalista per lo Spectator e prima di diventare sindaco di Londra, scrisse un lungo editoriale per affiancare l’euro ad Adolf Hitler. «Oggi, per noi, la prospettiva di revanscismo tedesco sembra ridicola e le difficoltà di integrazione europea sembrano molto preoccupanti. Può essere vero che ciò ci turbi di più», ebbe a scrivere, «proprio per il fatto che non siamo stati conquistati da Hitler. Ma dire che l’euro non ha nulla a che fare con la guerra, o Hitler, è assurdo».
La frase -un po’ fortina – trae la sua origine da alcuni libri pubblicati nel decennio precedente. Uno di quelli che fece più scalpore è da attribuire allo storico John Laughland. The Tainted Source (La sorgente infetta), ovvero le origini antidemocratiche dell’idea europea. Lo storico arriva a capovolgere la tradizione e cerca di dimostrare che il progetto di un’Europa unificata non è figlio del pensiero liberale, ma delle ideologie totalitarie. E che lungi dal rappresentare una conquista di libertà, il superamento della sovranità nazionale mina alle basi stesse dello Stato di diritto. Ovviamente, l’idea dell’Europa comune targata Hitler sarebbe stata più che un’utopia irrealizzabile un incubo indescrivibile, il fatto è che, secondo alcuni storici, il progetto nato da quella terribile Conferenza del 1942 avrebbe poi dato ai padri fondatori della Cee una serie di spunti.

(Fonte: Libero)

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