Leumann, il villaggio italiano fermo al 1800: dove si trova

Leumann, il villaggio italiano fermo al 1800: dove si trova

Introduzione

L’Italia e le sue tante meraviglie, paesaggistiche e culturali. Sempre pronta a sorprenderci, in tutte le sue regioni. Tanti posti sembrano essersi fermati all’epoca in cui sono stati realizzati. Congelati e protetti dalla bruttura della modernità. Dal grigiore della cementificazione selvaggia che dal Dopoguerra ha umiliato i nostri tanti tesori.

Come il caso del villaggio Leumann, realizzato negli anni a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, per volere dell’imprenditore svizzero Napoleone Leumann. Il quale scelse di costruire questo quartiere residenziale per i lavoratori del suo cotonificio.

Vediamo la storia del villaggio Leumann e dove si trova.

Villaggio Leumann storia

Come riporta SiViaggia, il progetto fu affidato all’ingegnere Pietro Fenoglio che costruì un quartiere operaio secondo i dettami dello stile liberty integrandolo perfettamente nell’area urbana circostante. Per un totale di oltre 60000 metri quadrati, sui quali vennero realizzati oltre 60 edifici. Ciascuno dotato di oltre 100 alloggi.

Il villaggio ha rischiato di essere demolito dalla chiusura del cotonificio di Leumann negli anni ’70 dello scorso secolo. E invece gli immobili entrarono a far parte delle proprietà del comune di Collegno, che si è impegnato di preservarne la bellezza e la particolarità.

Ma il villaggio Leumann non è solo un quartiere che rievoca un tempo andato. E’ anche funzionale alle esigenze abitative locali. Di fatto, alcune case sono state riassegnate secondo le norme dell’edilizia residenziale pubblica. Mentre in altre sono rimasti gli ex operai, ai dirigenti e agli impiegati della fabbrica. Ultimi testimoni di un’altra attività produttiva italiana sopraffatta dal tempo.

Vengono organizzate anche tantissime iniziative culturali.

Villaggio Leumann dove si trova

Come detto, il quartiere Leumann si trova alle porte di Torino. Nella fattispecie, ricade nel comune di Collegno. Ci si arriva tramite la linea 33, che ferma nella omonima fermata dell’autobus. Una volta qui c’era anche la stazione Torino-Rivoli.

Oltre alla stazione, è possibile apprezzare la deliziosa Chiesa di Santa Elisabetta e la vecchia scuola elementare frequentata dai figli degli ex operai. Ed ancora, i tanti edifici e le case in stile liberty, con tanti rimandi ai villaggi svizzeri. Tra decorazioni delle finestre e tagli dei tetti.

Non mancano poi le villette con i giardini e i negozi.

Insomma, un autentico viaggio nel tempo, tornando indietro di un secolo.

Come arrivare al Villaggio Leumann

Come riporta il sito ufficiale del progetto, è possibile raggiungere il quartiere in 2 modi.

Mezzi pubblici

  1. Dalla Stazione Porta Nuova o Porta Susa, metropolitana fino alla fermata Paradiso.
  2. In superficie su corso Francia prendere l’autobus N° 36 in direzione Rivoli e scendere alla fermata Novalesa.

Auto

Chi utilizza le autostrade A5 (Torino-Aosta) A4 (Torino-Milano-Trieste)

  1. in prossimità di Torino seguire l’indicazione TANGENZIALE NORD
  2. percorrere la tangenziale fino a USCITA CORSO FRANCIA
  3. percorrere il corso Francia in direzione Torino per circa 2 Km. Si entra nel territorio di Collegno ed è immediatamente visibile, sulla vostra destra, il Villaggio Leumann. Mentre, poco più avanti oltre un semaforo, si trova alla vostra sinistra la Stazionetta Leumann.

Chi utilizza le autostrade A6 (Torino-Savona) A21 (Torino-Piacenza-Brescia) in prossimità di Torino

  • seguire l’indicazione TANGENZIALE SUD. Percorrere la tangenziale fino a USCITA CORSO FRANCIA
  • percorrere il corso Francia in direzione Torino per circa 2 Km. Si entra nel territorio di Collegno ed è immediatamente visibile, sulla vostra destra, il Villaggio Leumann. Mentre, poco più avanti oltre un semaforo, si trova alla vostra sinistra la Stazionetta Leumann

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere. La mail per contattarmi: [email protected] Ricevi le News su Telegram senza censure Le voci di dentro su Telegram

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