L’ARGENTINA RIELEGGE CRISTINA FERNANDEZ, LA NUOVA EVITA PERON

Data ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2011

HA OTTENUTO IL SECONDO MANDATO CON QUASI IL 54% DEI CONSENSI. MOLTI LA ACCOSTANO ALL’INDIMENTICATA PRESIDENTESSA

Giusto dieci anni fa era l’attuale Grecia latinoamericana. Ma ha saputo riprendersi, diventando la terza potenza economica del Sudamerica, dietro Brasile e Messico (23ma potenza mondiale). Parlo dell’Argentina, che nello scorso weekend ha rieletto Cristina Fernandez de Kirchner “Presidenta” con il 53,8% dei voti, stracciando gli altri candidati: il principale sfidante, Hermes Binner, ha raccolto appena il 17,32 per cento delle preferenze; il radicale Ricardo Alfonsin il 12 per cento; Alberto Rodriguez Saa, dissidente del perdonismo di destra, il 7,9%; mentre due vecchie volpi della politica come Eduardo Duhalde e Elisa Carriò sono quasi “non pervenute”.
E sono già partiti i confronti e le comparazioni con Evita Peron – al secolo Maria Eva Duarte de Perón – moglie di Juan Domingo Perón, militare e presidente dell’Argentina dal 1946 al 1955 e dal 1973 al 1974. Ella però morì a soli trentatré anni nel 1952, stroncata da un tumore all’utero.


Statisticamente, si può dire che l’ha perfino superata. Se si esclude Isabel Martínez de Perón – in quanto subentrata al marito Juan Domingo senza passare per il corpo elettorale – Cristina Kirchner è da considerarsi come la prima donna eletta dagli argentini alla massima carica dello Stato. Inoltre ha superato il record di consensi detenuto dal primo Presidente eletto dopo la dittatura nel 1983: 51%.
Infine, è stata la quarta donna democraticamente eletta, che abbia mai governato un Paese nell’intero continente americano.

BIOGRAFIA – L’inizio del suo attivismo politico risale al 1973, quando iniziò la sua attività schierandosi nel “Frente de Agrupaciones Eva Perón”, un’organizzazione studentesca facente parte delle “Fuerzas Armadas Revolucionarias” che lo stesso anno si annesse alla “Federación Universitaria por la Revolución Nacional” creando la “Juventud Universitaria Peronista” dell’università di La Plata. È qui che conosce Nestor Kirchner.Dopo essere stati fidanzati per circa sei mesi, si sposarono nel maggio 1975.
Il colpo di stato a María Estela Martínez de Perón, con la conseguente presa di potere da parte della dittatura militare, costrinse la giovane coppia a trasferirsi nella città natale del marito, Rio Gallegos nella provincia di Santa Cruz. Molti dei compagni di lotte politiche e sociali dei kirchner rimasero coinvolti in persecuzioni ed omicidi da parte del regime.
Con la fine della dittatura, avvenuta nel 1983, e il ritorno alla democrazia e alla libertà, Cristina Fernandez riprende insieme al marito l’attivismo politico in patria nelle file del Frente para la Victoria. Viene così eletta nel 1989 deputata provinciale di Santa Cruz, confermata poi nel 1993. Da allora viene sempre eletta parlamentare, mentre il marito Néstor Carlos Kirchner Ostoić divenne Presidente dell’Argentina nel 2003 fino al 2007. Poi fu lei a candidarsi, battendo con il 45,29% la candidata della Coalición Cívica (centrista) Elisa Carrió, che ottenne il 23,04%. Poi la riconferma in questi giorni, proprio a quasi un anno dalla morte del marito, stroncato da un infarto (27 ottobre 2010).

INVESTIMENTI E NAZIONALIZZAZIONI DEL PRIMO MANDATO – Appena arrivata al potere, Cristina Fernandez creò il Ministero della Scienza, Tecnologia ed Innovazione Produttiva che venne designato ad un noto ricercatore scientifico, il biologo molecolare Lino Barañao. Inoltre venne anche creato un polo scientifico-tecnologico a Buenos Aires integrato da altre tre facoltà.
Durante il governo di Cristina Kirchner, sono stati acquisiti svariati mezzi di trasporto a basso impatto ambientale. Varie furono poi le nazionalizzazioni in diversi settori. Nel 2008 il governo nazionalizzò e ampliò la compagnia aerea di bandiera, Aerolíneas Argentinas e Austral Líneas Aéreas che nel 1991 venne svenduta a Iberia e poi ceduta a Marsans. In pochi mesi la nuova compagnia aerea ricevette 20 Embraer 190 e oltre 7 Boeing 737-700. Oltre a questo importante investimento venne anche nazionalizzato il sistema aeroportuale di Aeropuertos Argentina 2000, con la conseguente maxi-opera di ristrutturazione ed ampliamento dell’Aeroporto internazionale Ministro Pistarini-Ezeiza e Aeroparque Jorge Newbery.
Il 17 marzo 2009 il governo annuncia che la ex “Fabrica Militar de Avione” (FMA) sarebbe stata reincorporata all’apparato statale relativo al trasporto aereo. Fondata nel 1927, venne privatizzata nel 1995 e consegnata alla Lockheed Martin, allora governo di Carlos Menem. Vennero nazionalizzati altresì i fondi pensionistici, che dopo la grave crisi del 2001 vennero prosciugati. Quindi, con la loro nazionalizzazione il governo rimise in sesto i fondi investendo numerosi capitali per la salvaguardia delle pensioni, suscitando le ire delle opposizioni di destra e di centro, le quali sostenevano un modello economico ormai antiquato e di tipo capitalistico, quello che senza dubbio condannò il paese alla grave crisi del 2001. Quest’azione preventiva determinò un importante risparmio di denaro pubblico, che sarebbe stato sperperato dopo la crisi mondiale del 2009, in quanto i fondi pensionistici non furono più soggetti alle turbolenze dei mercati globali.
Il governo ha finora totalizzato 800 rimpatri di scienziati provenienti dall’estero, per quello che riguarda il progetto “RAICES”.
Importanti anche gli investimenti nelle nuove tecnologie. Sono stati consegnati 2 milioni di portatili per tutte le scuole del paese con accesso libero e gratuito a internet; il progetto è nominato “CONECTAR IGUALDAD”.

POLITICHE SOCIALI – Il 29 ottobre 2009 Cristina Kirchner sancì con il decreto 1602/09 che ogni figlio, minore dei 18 anni di età e aventi almeno un genitore disoccupato o impiegato in nero, ricevesse per suo diritto una somma adeguata affinché il nucleo famigliare uscisse dalla soglia di povertà. Per poter ricevere tale beneficio i genitori devono sottoporre i propri figli al programma di vaccinazione obbligatoria (e gratuita) fino ai 4 anni di età e attestare che abbia frequentato il periodo d’istruzione obbligatorio (dai 5 ai 18 anni). Inoltre l’assegno viene esteso anche per le madri incinte.
Nel periodo che va dal 2006 al 2009, la povertà in Argentina è passata dal 21% all’11,3%. Secondo l’area geografica, la percentuale di persone povere nelle aree urbane è dell’11,4%, mentre nell’area metropolitana è del 9,6%. Secondo la Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi, nel 2010 il livello di povertà si colloca come seconda più bassa in America Latina con un 11,3%, dietro soltanto all’Uruguay (10,7%). Si è visto, dunque, una riduzione del 34,1%, mentre l’indigenza è passata dal 7,2% al 3,8%.

SCOLARIZZAZIONE – Il periodo che va dal 2003 al 2010 è caratterizzato da un’importantissima serie di progetti nazionali che vedono la realizzazione di numerose scuole, evento che non si ripeteva dal programma quinquennale di Perón, tra il 1947 e il 1951, che detiene tuttora il primato in tale settore. Tra il 1969 e il 2003 i diversi governi nazionali finanziarono la costruzione di un totale di 427 scuole, mentre dal 2003 al 2010 sono state costruite più di mille delle quali beneficiano più di mezzo milione di alunni. la percentuale del PIL destinato all’istruzione è cresciuta dal 3,64% nel 2003 al 6,02% nel 2010; ovvero c’è stato un incremento considerevole di milioni di pesos argentini: da 14.501 milioni nel 2003 a 89.924 milioni nel 2010; il 520% in più.

Insomma, guardando i risultati ottenuti durante il suo mandato, proseguendo sulla scia di quanto già iniziato dal marito, la vittoria schiacciante della Fernandez appare non certo casuale, né legata a un mero fattore di immagine o nostalgico verso Evita. Auguriamoci dunque che l’Argentina conosca altri anni di crescita. In fondo, in quel popolo, scorre anche tanto sangue italiano.


(Fonte: Wikipedia)

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