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LA TAV FANTASMA DI AFRAGOLA

Data ultima modifica: 28 Aprile 2017

I LAVORI, MOLTO LENTI E LA CUI CONCLUSIONE ERA PREVISTA PER QUEST’ANNO, SONO FERMI DA GENNAIO
L’ex Governatore Bassolino, da buon afragolese, fu entusiasta nel firmare l’autorizzazione per la realizzazione di una stazione dell’Alta velocità proprio nella “sua” Afragola. Un’opera che avrebbe portato lavoro e una grande visibilità al suo Comune natio, che sarebbe così diventato uno snodo cruciale tra in Nord e il Sud del Paese, senza aggravare il flusso dei treni tutto su Napoli.
Peccato che i lavori del progetto approvato nel 2003 e iniziati nel 2005, siano andati molto a rilento fino a fermarsi lo scorso febbraio per motivi giudiziari. Con tutte le gravi ripercussioni del caso: tanto economiche quanto ambientali.

IL PROGETTO – Il progetto della stazione, dell’architetto Zaha Hadid, è stato presentato ufficialmente il 4 novembre 2003. La nuova stazione è stata paragonata in ambito ferroviario alla porta partenopea dell’Alta Velocità-Alta Capacità a Napoli in quanto accoglierà tutti i treni AV che, non concludendo la propria corsa nel capoluogo campano, saranno diretti verso altre città e dunque non sosteranno nella stazione di Napoli Centrale. Accoglierà inoltre i treni del sistema regionale e quelli della Circumvesuviana.
La nuova stazione di Napoli Afragola doveva essere come un ponte sopra i binari. L’idea del ponte nasce dalla considerazione di allargare la passerella, necessaria per collegare le varie banchine, fino a trasformarla nella principale galleria passeggeri della stazione, cuore pulsante della nuova area destinata a essere riqualificata e valorizzata. Il ponte assicura altresì la connessione del territorio evitando che la ferrovia diventi un elemento di discontinuità e lega le due fasce del parco che si estendono sui lati dei binari creando un effetto di continuità tra l’area delimitata dall’anello viario e il paesaggio circostante. Gli accessi alla stazione, sistemati sulle estremità est e ovest del ponte, permettono di raccogliere e incanalare i flussi della clientela attraverso le aree commerciali verso il nodo centrale della sala passeggeri, dove sono sistemate la biglietteria e le sale d’aspetto. La sala principale è stata progettata per essere come un grande atrio luminoso che facilita la visuale verso le piattaforme dei binari in basso e il centro commerciale della stazione in alto. La stazione Napoli Afragola è progettata anche con un occhio rivolto all’ambiente; infatti sulla galleria è prevista una vetrata di oltre 5 000 m² con shader al fine di permettere una diffusione controllata della luce solare diretta. Nell’area in cui dovrebbe sorgere la stazione, oltre alla galleria commerciale, si prevede la realizzazione anche di un parco naturalistico tecnologico, di attrezzature per lo sport e di un grande centro espositivo.
La stazione ferroviaria dovrebbe occupare un’area di 20 000 m², con la possibilità di estensione per altri 10 000 m². Sarà lunga 350 metri e raggiungerà un’altezza massima di 25 metri. A regime, il traffico sarà di circa 300 treni al giorno mentre il flusso quotidiano di clienti/viaggiatori si aggirerà attorno alle 433 000 unità. Nell’ora di punta, si fermerà un treno AV ogni trenta minuti per senso di marcia.
LAVORI FERMI – Sono cento le famiglie senza stipendio da 8 mesi e i lavori per la stazione firmata dall’architetto-star Zaha Hadid sono fermi. I sindacati chiedono che venga istituita la Cigo, la Cassa integrazione ordinaria che al momento non è ancora partita. Il risultato è che gli operai, e con loro le imprese subappaltatrici, vantano nei confronti dell’azienda capofila, la Dec Costruzione dei fratelli De Gennaro di Bari, crediti per milioni di euro. “Sono cifre che fanno tremare i polsi – denuncia il segretario generale Feneal Uil Andrea Lanzetta -, ci sono 3 milioni di euro bloccati nelle mani di Rfi (Rete Ferroviaria italiana, comparto del gruppo Ferrovie dello stato, committente dei lavori, ndr). Anche le aziende dell’Ati vantano ancora 2 milioni di euro”.
Le aziende dell’Ati sono 36, tutte residenti nell’hinterland napoletano, che pur avendo compiuto i lavori oggi si trovano a dover rispondere ai propri dipendenti che i soldi sono finiti. Era il 9 febbraio scorso quando i lavori per la costruzione della stazione dei treni alta velocità furono bloccati dall’azienda vincitrice della gara d’appalto per 74 milioni di euro, la Dec Costruzioni appunto. L’impresa, sull’orlo del dissesto economico, è stata travolta da scandali giudiziari.
A guardarla oggi la stazione è un ammasso di ferro e calcestruzzo; si intravedono soltanto le costruzioni artistiche progettate da Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale bandito nel 2005 dalla Rfi. Di quel progetto però resta solo lo scheletro. O forse meglio dire un cadavere in putrefazione; proprio come l’Hinterland in cui giace.

0 Risposte a “LA TAV FANTASMA DI AFRAGOLA”

  1. in verità il progetto nasce molto prima del 2003, visto che già nel 2001 delle opere compensative dovevano venire nel quartiere San Marco. Purtroppo i lavori sono bloccati perchè la Dec è in fase di liquidazione, mentre la seconda ditta dopo la Dec non ha i soldi per coprire i costi dell'opera. Praticamente si dovrebbe fare una nuova gara di appalto, che richiederebbe altri due tre lunghi anni. Praticamente dovrebbe saltare tutto.

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