LA RIVOLUZIONE CIVILE DI INGROIA E’ GIA’ MORTA IN PARTENZA

LA RIVOLUZIONE CIVILE DI INGROIA E’ GIA’ MORTA IN PARTENZA

SFRUTTAMENTO DEL PORCELLUM, RINUNCIA DI BORSELLINO E CANDIDATURA DI UN EX FASCISTA. LE CRITICITA’ GIUNGONO SOPRATTUTTO PROPRIO DALLA SUA SICILIA
La prima puntata di Leader, in onda in prima serata venerdì scorso su Raitre e condotta da Lucia Annunziata, ha visto come protagonista il nuovo partito fondato dal Magistrato Antonio Ingroia “Rivoluzione civile”. Il programma ha toccato i nervi scoperti della neonata formazione politica che si presenterà insieme alla Lista arancione di de Magistris, l’Italia dei valori di Antonio Di Pietro (che però solo in poche regioni presenterà il proprio simbolo), Federazione di sinistra (Rifondazione + Comunisti italiani) e i Verdi. E a quanto pare non vorrà stringere patti con il Partito democratico.
A mettere nell’angolo il Magistrato palermitano, mai dimessosi dall’incarico, il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti, noto provocatore che sa bene dove colpire l’avversario politico. Paradossalmente, è proprio nella “sua” Sicilia che emergono le maggiori criticità.

IL CRITICATO PORCELLUM SFRUTTATO IN PIENO – In particolare, Sallusti ha fatto notare ad Ingroia il fatto che si sia candidato capolista alla Camera in quel di Palermo, pur essendo ineleggibile per aver essere stato ivi in attività fino a 2 mesi fa (il limite massimo è di 6 mesi). Un giochino concesso dall’attuale legge elettorale che il leader di Rivoluzione civile non ha tardato a sfruttare.
Ancora, sempre sfruttando il Porcellum, Ingroia ha candidato persone slegate al territorio. Si pensi a Sandro Ruotolo candidato in più Regioni, o a Paolo Ferrero candidato in Sicilia. Insomma, l’attuale legge elettorale fa schifo a tutti, ma poi la si sfrutta che è un piacere. In questo si è distinto – respingendo due candidature e promuovendo le primarie per scegliere i parlamentari – il Partito democratico.
LA ROTTURA CON BORSELLINO – Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, leader delle ”agende rosse”, ha rotto col movimento ”Rivoluzione civile”. Antonio Ingroia avrebbe messo in lista i due candidati indicati da Borsellino, Lidia Undiemi e Benny Calasanzio, dopo altre persone più note o indicate dai partiti. Nella sua pagina Facebook – che piace a 36.405 persone – Borsellino scrive: ”Avevo pensato di dovere aspettare la pubblicazione delle liste, e lo farò prima di prendere una decisione definitiva, ma gia’ da oggi purtroppo posso avere sentore di quello che dovro’ leggere. I due rappresentanti del mio movimento che, insieme a tanti altri giovani, mi avevamo dato la disponibilità ad essere candidati nella lista di ‘Rivoluzione Civile’ e che io avevo indicato come elementi di punta per il loro curriculum, per le loro qualità intrinseche e per l’impegno e la passione sempre profusa nelle attività del nostro movimento, non hanno trovato posto nella lista di Antonio Ingroia se non posposti, e non di poco, ad altri nomi sia di politici che della società civile. I primi in base alle contrattazioni di vecchio stampo tra i partiti componenti la lista, i secondi scelti in base alla notorietà ed alla visibilità mediatica che non sempre coincidono con l’impegno civile”. ”A questo punto – prosegue – con rammarico e pur sempre riservandomi di giudicare con maggiore attenzione le liste una volta che saranno pubblicate, debbo purtroppo anticipare che difficilmente potrò confermare il quell’appoggio che, dopo alcune perplessità iniziali, avevo dato alla lista di ‘Rivoluzione Civile’. Probabilmente qualcuno era interessato unicamente alla mia candidatura e una volta venuta a cadere questa ipotesi e dopo che io ho preteso con forza una smentita che pure é tardata ad arrivare, non ha ritenuto di volere dare fiducia a questi giovani”.
UN EX FASCISTA CANDIDATO CAPOLISTA IN SICILIA – Ed è sempre dalla martoriata Sicilia che giunge un’altra notizia riguardante Rivoluzione civile. Dalle ammucchiate con le “liste Di Pietro” è spuntato fuori che il capolista al Senato per la Sicilia è un ex fascista di lungo corso: Luigi Li Gotti. Quest’ultimo ha infatti cominciato a fare politica a Crotone alla fine degli anni sessanta nelle organizzazioni giovanili del Movimento Sociale Italiano, partito del quale è diventato successivamente segretario di federazione e che ha rappresentato in Consiglio comunale dal 1972 al 1977. Dopo una militanza a destra più che trentennale, nel 1998 esce da Alleanza Nazionale e passa, nel 2002, all’Italia dei Valori, assumendo l’incarico di Responsabile del Dipartimento Giustizia. Inoltre, è stato avvocato difensore dei noti pentiti di mafia Tommaso Buscetta, Gaspare Mutolo, Giovanni Brusca. Ancora, è noto per aver difeso la posizione del sottosegretario Gianni De Gennaro, ex capo della Polizia ai tempi del G8 di Genova.
Caro Ingroia, torna a fare il Magistrato a tempo pieno. Ti apprezzavamo molto di più.
(Fonti: Raitre, Contropiano 1, Contropiano 2)
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0 Risposte a “LA RIVOLUZIONE CIVILE DI INGROIA E’ GIA’ MORTA IN PARTENZA”

  1. e aggiungerei che sallusti provocatore o non ha sottolineato un particolare non trascurabile: che lui a palermo è INCANDIDABILE.

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