LA RIFORMA DELLA SANITA’ VOLUTA DA OBAMA DIVENTA LEGGE

Data ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2012

via libera dalla Corte Suprema che conferma la legittimità dell’obbligo di copertura assicurativa previsto dalla riforma, APPROVATA GIA’ UN PAIO DI ANNI FA
Finalmente circa 32 milioni di cittadini americani che attualmente non godono di alcuna forma di tutela assicurativa sanitaria potranno curarsi. La Corte Suprema americana ha confermato la riforma sanitaria di Obama («Obamacare») che prevede la copertura assicurativa obbligatoria per le spese mediche per tutti i cittadini statunitensi entro il 2014. La riforma è uno dei punti fondamentali del mandato del presidente Barack Obama. Tuttavia, la riforma è stata annacquata dal Parlamento, data la forte opposizione dei Repubblicani (e in parte anche interne ai Democratici) e dal fatto che nelle elezioni del Mid-term il Presidente ha perso una Camera (in gergo americano viene pertanto definito una “anatra zoppa”). Vediamo cosa cambia.

COSA CAMBIA – Si tratta di una decisione storica che porterà alla copertura sanitaria per 30 milioni di cittadini americani che attualmente non godono di alcuna forma di tutela assicurativa e che quindi hanno serie difficoltà a fronteggiare le problematiche di tipo medico in una nazione dove il servizio sanitario è pressoché interamente privato.
La riforma non è equivalente a una sanità gratuita per tutti, ma riguarda circa 32 milioni di cittadini americani che finora non erano coperti dalla mutua. Altri, i clandestini prevalentemente, rimarranno comunque fuori dalla questione. Problemi in vista anche per le compagnie di assicurazione: non potranno, infatti, rifiutarsi di assicurare chi è già in precarie condizioni di salute, né fissare un tetto di spese mediche per un paziente. Per le famiglie che non possono pagarsi una polizza negli Stati Uniti esiste comunque un sistema, il Medicaid, che fornisce sostegno al reddito in caso di bisogno di assistenza sanitaria. Si tratta di nuclei che dichiarano meno di 30.000 dollari l’anno: per questi cittadini saranno i singoli Stati a decidere se, ed eventualmente quando, scatterà l’obbligo di seguire la riforma voluta da Obama.
IL VOTO DELLA CORTE SUPREMA – Decisivo il voto del presidente della Corte John Roberts, giudice di area conservatrice nominato da George W. Bush. Il suo voto ha portato ad un esito di 5-4 a sostegno della riforma. Contro l’Obamacare si sono schierati i giudici Antonin Scalia, Anthony Kennedy, Clarence Thomas e Samuel Alito. Lo stesso Roberts ha spiegato che i voti a favore sono stati presi in considerazione dell’equiparazione tra l’individual mandate (l’obbligo di legge di acquistare un prodotto o bene: in questo caso di stipulare contratti con società private, perché il sistema assicurativo americano è privato) e una qualunque tassa. «Poiché la Costituzione permette l’adozione di tasse simili, non è ruolo della Corte Suprema cassare questo Act, né sottoporlo a un giudizio di merito o correttezza», ha scritto Roberts.
GLI OSTACOLI – Come detto, a parte i rallentamenti e le modifiche subite in parlamento per i motivi di cui sopra, i giudici hanno apportato alcune limitazioni all’estensione delle tutele ai più poveri, pur confermando la validità dell’obbligo. Ciò significa che purtroppo ancora circa 20 milioni di persone non avranno alcuna copertura assicurativa, ovvero devono pagarsi da soli le cure mediche. Ed essi sono tutti indigenti senza possibilità economiche lasciati a se stessi.
Inoltre Il candidato repubblicano Mitt Romney ha ribadito inoltre che la legge è una «cattiva legge» e che se verrà eletto a novembre verrà eletto presidente, abrogherà la legge.
LA SODDISFAZIONE DI OBAMA – Da parte sua, Obama in un discorso alla Nazione ha premuto sull’acceleratore: «Questa è una vittoria per tutto il popolo americano, continueremo a implementare e migliorare le leggi in materia sanitaria. La riforma sanitaria deve essere ora attuata pienamente, non si torna più indietro». E ancora, parole rassicuranti per gli oppositori: «Il nostro provvedimento rende le assicurazioni più certe anche per i tanti milioni di cittadini che ne hanno già. Obbliga le assicurazioni a fornire assistenza sanitaria gratuita per la medicina, a non alzare i prezzi all’improvviso, a non discriminare i cittadini già malati, a non mandare in bancarotta un malato». Infine, una stoccata a chi ritiene che l’Obamacare provocherà un aumento delle tasse: «Quando un malato senza assicurazione si presenta al pronto soccorso, provoca un aumento delle assicurazioni, facendo in modo che tutti i cittadini paghino».

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