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John Kitzmiller, il soldato americano che trovò Hollywood in Italia

Ripercorriamo la carriera di John Kitzmiller, attore afroamericano molto attivo in Italia tra la fine degli anni ’40 e la metà anni ’60.

Tra la fine degli anni 40 e lungo tutti gli anni 50, la sua figura monopolizzò il Cinema italiano quando c’era da inscenare un uomo di colore aitante, complici i suoi quasi due metri di altezza e il suo fisico atletico. Che si prestavano bene per personaggi minacciosi, esotici, ma anche giganti buoni. La difficoltà di reperire nell’immediato dopoguerra attori afroamericani fece il resto.

Parliamo di John Kitzmiller, di professione chimico e poi militare. Ritrovato si poi quasi per caso a fare l’attore, partecipando anche a pellicole di fama internazionale.

Purtroppo la sua fu anche una vita breve, giacché morì a soli 51 anni. Vogliamo omaggiarlo con questo video.

La storia di John Kitzmiller

John Kitzmiller nasce a Battle Creek – cittadina del Michigan nota per la produzione di cereali, dove ha sede anche la famosa multinazionale Kellogg – il 4 dicembre 1913. Qui, insieme alla famiglia di origini afroamericane, trascorrerà la prima fase della sua vita, diplomandosi presso la High School nel 1932. Appassionato di Chimica (a scuola farà parte del Club di Chimica), cinque anni dopo si laurea in ingegneria chimica, iniziando anche a lavorare in questo settore.

Tuttavia, sente il richiamo della divisa e così, proprio quando infuria la Seconda guerra mondiale, si arruola nella United States Army nel 1943. In questo stesso anno giunge in Italia, prendendo parte allo sbarco in Sicilia delle Forze Alleate con il grado di capitano del genio militare americano.

Decide di restare in Italia, anche perché in quel periodo perse entrambi i genitori e per gli afroamericani negli Stati Uniti c’erano ancora meno possibilità. A parte i soliti lavori umili e ai margini della società.

Finita la guerra, con il Genio civile collabora alla ricostruzione del nostro paese ridotto in macerie. Nella fattispecie, di strade e ponti pesantemente distrutti dai bombardamenti.

Film con John Kitzmiller

Da buon americano, sente però anche il richiamo del Cinema, che in Italia nel dopoguerra vedeva dominare il genere neo realista, che ben si sposava con le poche risorse economiche a disposizione ma anche con il desiderio di raccontare la vita difficile in quel momento per il Belpaese.

A proporgli per primo un ruolo di attore è il produttore Carlo Ponti, alla ricerca di un interprete per il ruolo di Joe, un soldato americano fuggito da un campo di prigionia tedesco, nel film “Vivere in pace” di Luigi Zampa, del 1947. Oltre che per il fisico (un metro e 93 centimetri, spalmati su un fisico atletico) e per il ruolo che riprendeva la sua reale professione, John Kitzmiller sembra a suo agio proprio nella recitazione.

E così diventa richiestissimo. Nello stesso anno partecipa a “Tombolo, paradiso nero“, regia di Giorgio Ferroni (1947). L’anno dopo lavora per Alberto Lattuada in “Senza pietà“. Mentre nel 1950 a volerlo è il maestro Federico Fellini per la pellicola “Luci della verità“. Particolarmente prolifici sono per lui gli anni 1952 e 1954, dove partecipa rispettivamente a 8 e 6 film.

Pur conquistando principalmente ruoli secondari e di contorno, si prende anche belle soddisfazioni. Con “La valle della pace” del 1956, diretto dal regista sloveno France Stiglic, John Kitzmiller vince infatti il premio per la miglior interpretazione maschile al decimo Festival di Cannes. Di un certo spessore anche “Terra nuda” (1958) di Vincent Sherman. Noto per aver diretto dive di Hollywood come Bette Davis, Rita Hayworth e Joan Crawford.

Con l’arrivo degli anni 60 prosegue incessante la sua carriera, anche in film comici. Lo si ricorda piacevolmente nel film Totò truffa 62, quando interpreta l’ambasciatore del Catonga apparendo in due scene esilaranti: la prima, che vede il Principe della risata fingersi meccanico insieme alla spalla Nino Taranto nei panni di Camillo. La seconda, quando incrocia sempre Totò e Camillo questa volta travestiti proprio da lui e dal suo cancelliere dopo aver tentato la truffa dell’eredità.

La fama internazionale con James Bond

Nel 1962 torna alla ribalta internazionale grazie alla pellicola “Agente 007, Licenza di uccidere“, che darà il via alla lunga saga ancora in corso. Qui interpreta un pescatore locale, Quarrel, che dopo uno scetticismo iniziale, darà una mano a James Bond (Sean Connery) nella sua missione sulle isole Cayman. Sebbene poi la sceneggiatura non riserva al suo personaggio un destino a lieto fine, confermando dunque che aveva ragione nel tentennare.

Nella versione italiana sarà doppiato da Renato Turi, che già lo aveva doppiato in Totò truffa 62. Nonostante la sterminata carriera, sarà doppiato solo in altre tre occasioni giacché il suo accento italo americano contribuiva nella riuscita del personaggio.

Come è morto John Kitzmiller?

Dopo la pellicola di James Bond, però, la sua carriera non spicca il volo, destinato com’è ancora in film secondari e in ruoli da comprimario. Inizia però a lavorare assiduamente anche per la televisione, partecipando alla nascente prosa televisiva proposta dalla Rai nei primi anni 60. Prende così parte a:

  • Una tragedia americana.
  • Il cuore impulsivo.
  • Salvate mio figlio.

In Televisione aveva anche partecipato all’esperimento Rai “Il mattatore“, un varietà che rappresenta un unicum televisivo condotto da Vittorio Gassman, per quanto abbìano provato a riproporlo successivamente Beppe Grillo e Roberto Benigni.

Malato di cirrosi epatica, muore a Roma il 23 febbraio 1965 a soli 51 anni, due mesi dopo essersi sposato con Dusia Bejic. Ironia della sorte, quell’anno aveva lavorato nel suo unico film da protagonista: “La capanna dello zio Tom“, diretto dal regista ungherese Gheza von Radvanyi, adattamento del famoso omonimo romanzo di Harriet Beecher Stowe. In concorso alla quarta edizione del Festival cinematografico internazionale di Mosca.

Forse per lui finalmente si era definitivamente aperta la strada come attore protagonista, in un’epoca che vedeva gli afroamericani conquistare gradualmente nuovi traguardi anche al Cinema. E invece, il destino per lui ha avuto in serbo altro, trascinandolo infine nell’oblio.

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