Infermieri in fuga verso l’Arabia: quanto si guadagna e i rischi

Infermieri in fuga verso l’Arabia: quanto si guadagna e i rischi

Non solo i calciatori: anche infermieri e medici sono “in fugaverso l’Arabia, maltrattati sempre più dal sistema nazionale sanitario italiano, sia per i ritmi di lavoro che per il compenso economico.

Solo negli ultimi tre mesi, sarebbero 150 gli infermieri e oltre 300 medici (tra generici e specialisti) che hanno iniziato a programmare il loro trasferimento verso i Paesi del Golfo, dove il fabbisogno di cura è crescente. Per esempio, nella sola Arabia Saudita, si stima che entro il 2030 serviranno 44.000 medici e 88.000 infermieri, complice da un lato la crescita esponenziale della popolazione e dall’altro l’invecchiamento della stessa. Dunque, si è corso ai ripari destinando circa il 10% del Pil in Sanità.

Ma quanto guadagnano gli infermieri e i medici che decidono di partire per l’Arabia e i paesi mediorientali in generale?

Quanto guadagno infermieri e medici in Arabia e in Medioriente

Come riporta il sito Nurse24 si parla di stipendi che oscillano tra i 20mila e i 6mila dollari, ma non è solo questo. Oltre agli stipendi molto più alti (da considerare anche il cambio dollaro-euro molto favorevole), a essere allettanti sono i tanti benefit aggiuntivi: servizi vari, abitazione, inserimento scolastico per i figli, agevolazioni fiscali, burocrazia snella e veloce.

Oltre agli infermieri e ai medici generici sono molto richiesti:

  •  fisioterapisti
  • farmacisti
  • podologi
  • dietisti

Medici e infermieri in Arabia: quali rischi?

Ovviamente, non è tutto oro quello che luccica. Non manca qualche risvolto negativo. Come spiega in un’intervista al Corriere Veneto l’endocrinologo Claudio Pagano (che ammette che lo stipendio sia quasi triplicato rispetto a quanto percepiva in Italia), tra gli aspetti negativi occorre segnalare il fatto che non pagano i contributi, la tredicesima, la quattordicesima e nemmeno l’assicurazione sanitaria. Inoltre, occorre sostenere una serie di spese per il visto, per la licenza dopo l’esame di abilitazione e altre piccole voci, che messe insieme non sono poca cosa.

Inoltre, c’è l’aspetto politico-sociale, visto che parliamo di un paese dove vige la Monarchia assoluta e bisogna rispettare tante rigide regole. In primis, la scarsa libertà di espressione.

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