Quando i treni si scontrano in orario

Quando i treni si scontrano in orario

La tragedia accaduta ieri in Puglia, sulla tratta ferroviaria che collega Andria e Corato con un binario unico, ci ricorda ancora una volta quanto sia contraddittorio il nostro Paese. Ma anche tragicomico. Da un lato si sta investendo molto sull’alta velocità, soprattutto al centro-nord. Dall’altro, ci sono collegamenti ferroviari fermi ad inizio ‘900. E’ come se questo Paese si fermasse a Salerno (dunque manco ad Eboli), dato che il TAV arriva lì, tagliando fuori le altre regioni del Sud. Ancora servite da treni tradizionali e binari senza alcun supporto tecnologico; neppure quello più elementare.

In Puglia oltre 500 Km a binario unico

scontro treni puglia
@ Panorama

In Puglia – dicono gli ultimi dati della Uil – ci sono 531 chilometri a binario unico e 297 a doppio binario. Ed il ripetitore di segnale, che blocca automaticamente in treno in caso di errore umano, è attivo solo su 170 km di rete. La tratta dov’è avvenuto l’incidente è esercitata con blocco telefonico e non dispone di SCMT – Sistema Controllo Marcia Treno in uso sulla rete RFI. La Ferrotramviaria Spa, titolare di un contratto di servizi stipulato con la Regione Puglia, gestisce l’infrastruttura ferroviaria per 83 chilometri di cui oltre 40 di doppio binario. Il tratto della tragedia rientra in un grosso progetto di investimento di raddoppio dell’attuale binario unico da Ruvo di Puglia verso Corato ed Andria, per poi terminare all’altra stazione di testa, Barletta. La linea attualmente è elettrificata e a scartamento normale, a doppio binario nel tratto Fesca San Girolamo – Ruvo (circa 33 km), mentre per i restanti 37 chilometri è a binario unico.

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Il Tav non è certo impeccabile…

trenitaliaIn realtà, non è che il treno ad alta velocità funzioni benissimo (un’amica due domeniche fa da Salerno a Firenze con il Tav ci ha messo quasi 7 ore). Spesso pure è oggetto di ritardi, principalmente perchè la linea ferroviaria è vecchia, così come obsoleti sono gli altri treni che circolano e i sistemi di gestione di tutto il sistema. Senza voler aizzare discorsi moralisti o neoborbonici, il Sud paga ancora la volta la propria arretratezza, fomentata dall’incapacità degli amministratori locali da un lato e dal menefreghismo dello Stato centrale dall’altro. Che dal 1861 se ne serve soprattutto come serbatoio di voti. I soldi per raddoppiare i binari di quella tratta c’erano dal 2008 ma le pratiche sono partite solo di recente. Troppo tardi. Nichi mandaci un selfie dal Canada, con la tua nuova famigliola…

Pubblicato da Luca Scialò

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