IL VERO VOLTO DI AHMADINEJAD

Il Governo iraniano di Ahmadinejad si sta mostrando per ciò che è realmente, ossia una dittatura.
Da giorni in Iran, l’opposizione sta scendendo in piazza accusando il Governo di brogli durante le ultime elezioni presidenziali (che hanno di fatto sancito la vittoria del partito conservatore di Ahmadinejad con oltre il 62% dei voti).

Le loro accuse poggiano sul fatto che, rispetto ai dati diffusi dalle fonti governative, desta sospetto la quota dell’85% di votanti sui 46 milioni degli aventi diritti, con un enorme balzo in avanti delle preferenze al presidente uscente, di ben 8 milioni di voti (25 milioni rispetto ai 17 milioni ottenuti nel secondo turno del 2005). Fatto strano è che vi siano alte percentuali riscontrate per lui nella capitale, dove la presenza studentesca e il ceto medio sono apertamente orientati per Moussavi (riformista suo principale avversario), nonché lo scadente riscontro alle urne di quest’ultimo nella provincia dell’Azerbajan di cui è originario.
Il leader supremo Khomeini, fautore della rivoluzione che portò la fuga dello Scià e la nascita dell’attuale Repubblica iraniana poggiante su una Costituzione fondamentalista islamica, sta cercando di gettare acqua sul fuoco, mostrandosi disponibile ad un eventuale riconteggio dei voti, però solo parziale.
Cosa più grave comunque, oltre ai brogli, è anche il modo con il quale il Governo sta rispondendo ai manifestanti scesi per strada; ad oggi si contano infatti 7 vittime (uccisi non dalla polizia ma dalle forze speciali filogovernative, i “basij”), ma vista la forte censura mediatica che vige nel Paese, potrebbero essere molti di più.
Già, forte censura, degna delle peggiori dittature, con il Governo iraniano che sta rendendo difficoltosi i collegamenti ad internet e anche l’uso dei cellulari. Quel po’ di informazioni che ci arrivano, provengono dai media occidentali sul posto, che a fatica cercano di fare il proprio lavoro. Qualcuno infatti già parla di “rivoluzione informatica”.
Chissà se gli iraniani, che sono stati capaci di cacciare lo Scià con i suoi privilegi proprio trent’anni fa, riusciranno a rimuovere dal potere anche gli integralisti stessi. Lo dico sempre io: “I rivoluzionari di oggi saranno i dittatori di domani”.
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