Il regalo per Pasqua di Pisapia ai milanesi: non si ricandiderà nel 2016. Tutti i disastri dalla A alla Z

Data ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2015

IL SINDACO IN CARICA HA SPIAZZATO TUTTI, AFFERMANDO CHE NON SI TRATTA DI STANCHEZZA
Era uno dei simboli della rivoluzione arancione del 2011, assieme a Luigi de Magistris a Napoli e Massimo Zedda a Cagliari. Aveva vinto le primarie del centrosinistra, in quota Sel, battendo Tito Boeri, oggi Presidente Inps. Parliamo di Giuliano Pisapia, che doveva dare un volto nuovo e diverso a Milano, dopo i vent’anni di governo di centrodestra. Ma ha già deciso di non ricandidarsi. Forse ha il sentore di non aver fatto quello che si era prefissato di fare, di non avere più quella fiducia elettorale che sentiva quattro anni fa. In effetti, rispetto ad allora, lo scenario politico è totalmente cambiato: il suo partito di riferimento, Sel, è al minimo storico da quando è in vita; soffia il vento renziano che potrebbe travolgere anche Milano; il Movimento cinque stelle ha cifre elettorali ben diverse da allora; la Lega è tornata a galoppare grazie a Matteo Salvini. Meglio dunque farsi da parte, anche perché il bilancio di questo quadriennio non è proprio dei migliori. Vediamo tutti i fallimenti dalla A alla Z.

AUTOVELOX La sinistra al governo di Milano ha deciso di fare la guerra alle auto piazzando 7 telecamere su alcuni stradoni cittadini. Risultato: oltre 700mila multe in un anno, la maggior parte delle quali inviate ai cittadini oltre i termini di legge dei 90 giorni (non ci sono abbastanza vigili per guardare i monitor). Incurante delle sentenze dei giudici di pace e delle circolari del Ministero dell’Interno, la giunta Pisapia ha continuato a spedire multe irregolari ai milanesi. Forse, bastava questa figuraccia per non ricandidarsi.
BOERI L’archistar Pd sconfitta alle primarie è diventata subito la spina nel fianco di Pisapia. Nominato da Giuliano assessore alla Cultura, è stato protagonista di una serie infinita di liti con il sindaco fino a quando Pisapia ha deciso di cacciarlo. Un anno dopo il divorzio, però, Boeri ha vinto il premio per il miglior grattacielo del mondo (il Bosco verticale di Milano) ed è assessore nella renzissima Firenze. Pisapia, invece, è già un ex sindaco a un anno dal voto
CICLABILI La vera fissazione dell’amministrazione Pisapia. Su pressione dell’ala ambientalista e dei referendum consultivi del 2011 (dove arrivò un plebiscito per lo slogan “più verde e più bici in città”) sono stati progettati e finanziati una marea di ciclabili, molte delle quali senza senso e contestate dagli stessi ciclisti. Gli oscar? Viale Tunisia, dove si è speso un milione di euro per due corsie da nemmeno un chilometro e piazza Castello, dove si è costruita una pista ciclabile per proteggere le bici dalle auto. Peccato che le auto, quando la pista al Castello è stata completata, erano state già eliminate con l’approvazione dell’isola pedonale.
DAZI La serie di balzelli, nuove tasse e aumenti approvati dalla giunta Pisapia a Milano è impressionante: Area C (pedaggio di 5 euro al giorno per entrare con l’auto in centro), introduzione dell’addizionale Irpef, aumento di tassa rifiuti, più tasse sull’occupazione di suolo pubblico, sulla prima casa, sulla seconda casa. Insomma, più tasse su tutto.
EXPO Prima di diventare sindaco, Pisapia non si è mai mostrato entusiasta all’idea di ospitare l’Expo. Da sindaco ha avuto sempre un ruolo distaccato, tanto che qualcuno dalle parti dei padiglioni sostiene che il sindaco di Torino Fassino si è impegnato più del sindaco di Milano per promuovere l’evento. Manca poco più di un mese al via, e l’unica opera infrastrutturale in capo al Comune, la strada Eritrea-Expo, verrà inaugurata almeno con tre mesi di ritardo.
FABBRICA DEL DUOMO Pisapia è riuscito a litigare persino con la Fabbrica del Duomo, l’ente che gestisce da secoli la cattedrale. Davanti alla proposta di mettere una copia della Madonnina ai piedi del Duomo in occasione dell’Expo, infatti, il sindaco e gli assessori hanno opposto un netto rifiuto. Prima hanno farfugliato qualche scusa su problemi di afflusso (ci sarebbe stata troppa gente a vederla!), poi hanno proposto in alternativa piazza Fontana, un triste crocevia di tram. Alla fine, con buona pace di Pisapia, la Madonnina verrà esposta tra i padiglioni di Expo.
GELATI La delibera più incredibile del quadriennio arancione è stata il coprifuoco sul consumo di gelato per evitare assembramenti nelle aree della movida. Vietato leccare coni e gustare coppette in strada dopo mezzanotte. Una figuraccia planetaria. Dopo un mare di proteste e di rivolte di piazza, il provvedimento è stato ritirato.
HOTEL Insieme ai ristoranti, sono i più tartassati dall’aumento della Tari, la tassa rifiuti, previsto per il 2015: +9% per gli alberghi, +8% per le pizzerie, +3% per le famiglie.
ISLAM I musulmani chiedono una moschea? Pisapia gliene offre addirittura due, mettendo a bando alcune aree comunali, tra cui il terreno del glorioso ex PalaTrussardi,che gli islamici trasformeranno in minareto. La gara si è chiusa a fine febbraio, e a breve si conosceranno gli imam che si accapareranno i terreni. A canone scontato, ovviamente.
LEONCAVALLO E’ il debito elettorale da saldare prima di salutare la compagnia. Il centro sociale più famoso d’Italia occupa abusivamente un’ex cartiera dal 1994. Visto che si tratta di una roccaforte storica del sindaco arancione, ecco la trovata geniale: il Comune comprerà lo stabile privato occupato per destinarlo (dopo un bando) a centro sociale legalizzato; in cambio, cederà al gruppo Cabassi due stabili comunali. Valore dell’operazione: 5,7 milioni. Pagano i milanesi.
MENSE BIO Era uno dei proclami elettorali più utilizzati da Pisapia: “Sulle mense faremo sicuramente meglio”. Invece, la società partecipata che gestisce le mense, Milano Ristorazione, ha inanellato una serie clamorosa di scivoloni. Dalle mozzarelle blu ai menu biologici schifati dai bambini fino all’ultima epocale trovata: i piatti biodegradabili. Che però, appena introdotti, si sono squagliati sotto il peso di una zuppa o di una polenta. Dal sogno dell’alimentazione sana alle ispezioni dei Nas.
NOMINE E ASSUNZIONI Un minuto dopo la vittoria, è iniziata l’imbarcata di amici e compagni in Comune. Il portavoce della campagna elettorale è diventato capo di gabinetto, ex parlamentari amici sono stati piazzati ai massimi livelli del Comune, decine di militanti che avevano contribuito alla vittoria sono stati assunti a Palazzo Marino. I precari del Comune? Sono in rivolta da anni, e hanno dovuto mandare giù anche gli ultimi rospi: l’assunzione di un art director esterno per le campagne pubblicitarie del Comune e un consulente da 500 euro al giorno (al gior-no!) per il nuovo call center.
OMAN Uno dei Paesi destinatari della pioggia di fondi comunali per progetti terzomondisti, dalla tutela del riso di mongrovia in Guinea alla promozione dell’albero di Moringa in Congo. Centinaia di migliaia di euro all’anno. Quando si dicono le priorità.
PARCHEGGI L’opposizione ha calcolato chela sinistra ha cancellato almeno 2.500 posti auto lungo le strade. Eliminati decine di progetti per silos sotteranei, l’ultima crociata è quella dei posti regolari sotto gli alberi, che il nuovo regolamento del Verde dichiara illegali con multe di 150 euro. Ormai chi va in giro in macchina è marchiato peggio degli appestati della Milano manzoniana.
QUARTIERI POPOLARI La pietra tombale su ogni possibilità di recuperare le periferie disastrate l’ha messa l’ex assessore alla Casa di Pisapia Lucia Castellano (ora consigliera in Regione), quando pronunciò la famosa frase: “Occupare per necessità non è un reato che porterà allo sgombero”.
ROM Dopo aver accusato per anni la destra degli “sceriffi”, con Pisapia il vento è cambiato. Sono nati due nuovi campi nomadi regolari con container (via Barzaghi e via Lombroso). Inoltre sono state costruite le famose venti villette da 700mila euro (finanziate con fondi statali) per le famiglie rom del quartiere Muggiano. Villette, ironia della sorte, contestate dagli stessi rom. accusano.
SEVESO La piaga delle esondazioni nella zona nord della città si è accentuata negli ultimi anni, con interi quartieri sott’acqua dopo due o tre giorni di pioggia. Pisapia, che aveva chiesto le dimissioni della Moratti nel 2010 dopo un nubifragio causato dal Seveso, è andato avanti come se niente fosse dando colpe a destra e a manca. Colpa di chi c’era prima, della Regione, del governo, di chi non lo ha avvisato della pioggia. Un disastro.
TALPA La talpa per la nuova metropolitana M4 doveva partire nel 2011, poi nel 2012, poi nel 2013. Ritardo dopo ritardo, la giunta Pisapia ha comunicato la nuova data di fine lavori prevista per la nuova linea sotterranea Linate-Lorenteggio: il 2021.
USA I rapporti tra Milano e l’America sono stati messi a dura prova da Paolo Limonta, il braccio destro del sindaco e responsabile dell’ufficio per la città comunale. Leader dei centri sociali e attivista dei collettivi studenteschi, Limonta è persona sgradita agli Usa, che gli hanno negato il passaporto in occasione di un viaggio a causa delle sue simpatie per Ocalan e il Pkk.
VIABILITA’ Il cavallo di battaglia elettorale? “Miglioreremo i mezzi pubblici”. Appena eletto, Pisapia alza subito il biglietto singolo dell’Atm da 1 a 1,50. Ovviamente con lo stesso servizio.
ZANZARE La grande emergenza della giunta Pisapia: il nuovo regolamento del Verde, infatti, punisce con multe di 50 euro chi molesta gli insetti. Sanzioni pecuniarie anche per chi raccoglie le margherite dai prati e chi pattina sui laghi ghiacciati di Milano (che non esistono).
Alle prossime elezioni i milanesi potrebbero ritrovarsi contro Di Pietro e Berlusconi
(Fonte: Libero)

0 Risposte a “Il regalo per Pasqua di Pisapia ai milanesi: non si ricandiderà nel 2016. Tutti i disastri dalla A alla Z”

  1. se la fonte e' " libero" siamo al sicuro ,certo che sarebbe comico vedere di fronte per le prossime elezioni , la mafia e l'antimafia.

  2. Fra le tasse di Pisapia dobbiamo anche annoverare i famosi derivati stipulati da 2 esperti imprenditori e finanzieri che sono costati fior di milioni ?

  3. verrei sentire i milanesi che imbufaliti..tasse a gogo,ztl esagerate,parcheggi carissimi,per la sicurezza esistono "zone franche",e autovelox tatari a 30 Km/h! che bravo essere dei komunkisti..ah,dimenticavo; avete presente quelli di vendola?? ebbene,hanno detto di ripensarci!!!

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