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IL PORTABORSE

Data ultima modifica: 28 Dicembre 2009

Qualche giorno fa ho visto “Il Portaborse” film di Daniele Luchetti, con Silvio Orlando e Nanni Moretti. Il film, seppur uscito un anno prima dallo scoppio di “Mani pulite” (il 1991), riesce già a svelare i retroscena più inquietanti e disgustosi della politica italiana, che forse gli elettori dell’epoca pure conoscevano bene, ma traendone anch’essi un proprio tornaconto, preferivano sorvolare e non approfondire.
Raccontando brevemente la trama, il film parla di un giovane Ministro romano, Cesare Botero in ascesa, grazie, oltre che alla propria dinamicità e cultura, anche alla cinicità e capacità di “comprare” voti mediante favori qua e là. Oltre poi ad un broglio elettorale (falsificazione di schede) che dieci anni prima gli aveva dato lo slancio decisivo verso una proficua carriera politica.

Botero sceglie come suo addetto stampa un giovane e creativo professore siciliano, Luciano Sandulli, per portare freschezza e nuova linfa ai suoi discorsi, sostituendo il vecchio collaboratore, piazzandolo in uno dei suoi enti per farne da burattino.
Il professore, dopo un entusiasmo iniziale, si renderà sempre più conto di quanto quel mondo così cinico e arrivista non faccia per lui…
Non vi svelo tutta la trama, ma almeno le due cose significative che mi sono rimaste impresse nella mente: la prima è quella relativa al fatto che, durante le elezioni, sebbene il prof ed altri credano che il successo di Botero sia dovuto a nuovi imbrogli, scopriranno loro malgrado che egli e il suo vice colpito da uno scandalo giudiziario, stanno ricevendo molti voti regolari; e ciò fa capire quanto gli elettori abbiano sostenuto ancora una volta un sistema comunque “sporco”, un po’ per occultamento d’informazione, un po’ per menefreghismo, un po’ per un loro tornaconto.
La seconda è la decisione del professore di far circolare la traccia del tema d’italiano ai suoi studenti e a quelli di tutta Italia (ricevuta in anteprima dal Ministro come uno dei tanti regali personali), quelli che lui chiama “la classe dirigente del futuro”; quindi anch’egli cede alle lusinghe dei brogli e della strada facile, forse preso anche da tutta la delusione di quel contatto ravvicinato con la politica. Come se i futuri dirigenti di domani fossero anche loro nati sotto una cattiva stella…una stella corrotta.
Un film che consiglio a tutti, uscito quasi vent’anni fa ma ancora tristemente attuale.

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